
Bilic torna sulla panchina della Croazia dopo l'uscita amara dal Mondiale
L'ex tecnico di West Ham e Lokomotiv Mosca raccoglie l'eredità di Dalic, dimessosi dopo la sconfitta con il Portogallo nei sedicesimi di finale del torneo nordamericano.
La Federazione croata ha richiamato Slaven Bilic alla guida della nazionale, a quattordici anni dalla fine del suo primo mandato. L'annuncio, arrivato nella giornata di lunedì, segue di pochi giorni le dimissioni di Zlatko Dalic, l'allenatore che aveva portato i Vatreni sul tetto del mondo sfiorando la Coppa nel 2018 e conquistando un bronzo nel 2022. L'uscita precoce dal Mondiale 2026 — un 2-1 contro il Portogallo in un sedicesimo di finale segnato da tre gol annullati per fuorigioco, secondo quanto ricostruito dalla stampa croata — ha chiuso un ciclo e riaperto le porte al tecnico di Spalato.
Bilic, 57 anni, torna con un bagaglio di esperienze internazionali che mancava nella sua prima avventura in panchina, tra il 2006 e il 2012. Allora aveva guidato la Croazia ai quarti di finale di Euro 2008, persi ai rigori contro la Turchia, ma non era riuscito a qualificarsi per il Mondiale sudafricano del 2010, uscendo poi nella fase a gironi dell'Europeo 2012. Dopo la nazionale, ha allenato in Inghilterra (West Ham, West Bromwich, Watford), in Russia alla Lokomotiv Mosca, in Turchia al Besiktas, in Cina e in Arabia Saudita, dove l'ultimo incarico all'Al-Fateh si è concluso nel 2024. La sua percentuale di vittorie nel primo ciclo — 42 successi in 65 partite — resta superiore a quella di Dalic, ma il paragone con i trofei virtuali del predecessore è il vero banco di prova.
«Sono un allenatore più maturo ed esperto rispetto al 2006, ma con la stessa motivazione e lo stesso desiderio di vedere una Croazia forte, audace e di successo», ha dichiarato Bilic in conferenza stampa, parole riprese con enfasi dai media dell'Europa centrale. Il presidente della HNS, Marijan Kustic, ha sottolineato l'unanimità della scelta e la «vasta esperienza manageriale» del nuovo commissario tecnico, un profilo che secondo gli osservatori balcanici unisce la conoscenza profonda del calcio croato alla frequentazione di panchine di alto livello in campionati esteri.
Sul futuro del capitano Luka Modric, che a settembre compirà 41 anni, Bilic ha evitato forzature: «La decisione spetta a lui. È molto più del miglior giocatore, mi piacerebbe che continuasse». L'immediato orizzonte competitivo è il girone di Nations League in programma tra settembre e ottobre, dove la Croazia affronterà Repubblica Ceca, Spagna e Inghilterra nel Gruppo 3 della Lega A. L'obiettivo dichiarato è costruire una squadra capace di qualificarsi a Euro 2028 e di gettare le basi per il Mondiale 2030, restituendo alla nazionale un posto stabile nell'élite del calcio continentale.
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.60 | aligned |
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| Stampa russa e CSI | +0.20 | neutral |
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| Stampa europea continentale | +0.30 | aligned |
La Croazia accoglie un vincitore provato, Bilic, il cui trionfo a Wembley risuona ancora. La federazione si fida della sua maturità per continuare il lavoro di Dalic.
Il blocco usa la vittoria nostalgica di Wembley per presentare Bilic come una figura eroica, creando una narrazione positiva che sorvola sui suoi fallimenti successivi.
Il blocco atlantico omette la deludente campagna di Bilic a Euro 2012, conclusa con l'eliminazione ai gironi, per mantenere un tono puramente celebrativo.
La Russia rivendica Bilic come uno dei suoi, evidenziando la sua esperienza di successo alla Lokomotiv Mosca. La nomina è una testimonianza della qualità del calcio russo.
Il blocco enfatizza il legame russo di Bilic per creare un senso di appartenenza e orgoglio, minimizzando le sue altre esperienze internazionali.
Il blocco russo omette le esperienze di Bilic al di fuori della Russia, come al West Ham e in Arabia Saudita, per concentrarsi esclusivamente sul suo legame con la Lokomotiv.
La regione del Golfo celebra la nomina di un ex allenatore dell'Al-Ittihad, mostrando la crescente influenza del campionato saudita. Il ritorno di Bilic in Croazia è un momento di orgoglio per il calcio saudita.
Il blocco evidenzia il suo legame con il club saudita per affermare la rilevanza del campionato, ignorando la sua più ampia carriera da allenatore.
Il blocco del Golfo omette i dettagli del precedente mandato croato di Bilic e il suo legame russo, concentrandosi solo sulla sua esperienza nel club saudita.
La Germania accoglie il ritorno di un ex stella della Bundesliga sulla scena internazionale, sottolineando il ruolo del campionato nel formare allenatori di alto livello. Il background di Bilic in Bundesliga è una parte fondamentale della sua identità.
Il blocco enfatizza il suo passato in Bundesliga per rivendicare un patrimonio calcistico europeo condiviso, omettendo i suoi ruoli di allenatore extraeuropei.
Il blocco europeo continentale omette le esperienze di Bilic al di fuori dell'Europa, come in Russia e Arabia Saudita, per presentarlo come un prodotto del calcio europeo.
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