
Maine, agente dell’ICE uccide un colombiano di 26 anni: è il secondo caso in una settimana
L’uomo, con regolare permesso di lavoro, è stato raggiunto da colpi d’arma da fuoco durante un’operazione di controllo a Biddeford; l’FBI indaga, mentre crescono le proteste.
A Biddeford, cittadina del Maine, un uomo di 26 anni originario della Colombia è stato ucciso la mattina di lunedì 13 luglio in una sparatoria che ha coinvolto agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), la polizia federale incaricata dei controlli sull’immigrazione. Lo hanno confermato le autorità locali e il presidente della Camera dei rappresentanti dello Stato, Ryan Fecteau. Secondo le organizzazioni per i diritti dei migranti Maine Immigrants’ Rights Coalition e Presente! Maine, la vittima era in possesso di un permesso di lavoro regolare e di un numero di previdenza sociale.
Le circostanze esatte restano controverse. Il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) ha dichiarato che l’uomo avrebbe “usato il veicolo come arma” contro gli agenti, spingendo uno di loro a fare fuoco. Testimoni oculari, tuttavia, hanno riferito di aver udito la vittima dire “ho provato a fermarmi” prima di perdere conoscenza, e un video mostra l’auto compiere movimenti circolari mentre gli agenti la inseguivano a piedi. Il senatore indipendente Angus King, dopo un colloquio con il segretario alla Sicurezza Nazionale Markwayne Mullin, ha reso noto che l’uomo ucciso non era il destinatario del mandato di espulsione che gli agenti stavano eseguendo. Nessuno degli agenti coinvolti indossava telecamere corporali.
L’episodio giunge a meno di una settimana dall’uccisione di Lorenzo Salgado Araujo, cittadino messicano di 52 anni, colpito a morte da un agente dell’ICE durante un controllo stradale a Houston, in Texas. Anche in quel caso la versione ufficiale – legittima difesa contro un tentativo di investimento – è stata contestata dai testimoni. I due eventi riaccendono un dibattito già aspro sulle modalità operative dell’agenzia, che dall’inizio dell’anno è stata coinvolta in almeno nove decessi durante le operazioni di polizia migratoria, inclusi quelli dei cittadini statunitensi Renee Good e Alex Pretti a Minneapolis.
A Biddeford, alcune centinaia di manifestanti si sono radunati nel pomeriggio per chiedere trasparenza e la fine delle operazioni dell’ICE, mentre la governatrice democratica Janet Mills ha assicurato la piena collaborazione tra polizia statale e autorità federali. L’FBI ha aperto un’indagine, e l’agente che ha sparato è stato posto in congedo amministrativo. Da Bruxelles, osservatori delle politiche migratorie seguono con attenzione l’evolversi della vicenda, che alimenta il confronto transatlantico sull’uso della forza nei controlli alle frontiere interne.
| Stampa europea continentale | −0.85 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
| Stampa latinoamericana | −0.30 | critical |
L'Europa denuncia l'ennesima brutalità dell'ICE, un'agenzia fuori controllo che uccide impunemente.
Costruisce una narrazione di continuità tra due episodi, presentando l'ICE come un'entità violenta per natura, usando il linguaggio della condanna morale.
Omette la versione dei fatti fornita dai testimoni che indicano un tentativo di investimento dell'agente, che potrebbe giustificare la reazione.
L'Atlantico riporta i fatti con distacco, includendo la prospettiva delle forze dell'ordine e del testimone, senza prendere posizione.
Equilibra la notizia includendo la testimonianza che spiega la reazione degli agenti, normalizzando l'uso della forza come risposta a una minaccia.
Omette il contesto delle precedenti uccisioni da parte dell'ICE e le critiche alla brutalità dell'agenzia, presenti nella stampa europea.
L'America Latina registra l'incidente con sobrietà, ma sottolinea il coinvolgimento degli agenti di immigrazione di Trump, evocando un clima di repressione.
Usa la menzione di Trump per associare l'episodio a una politica migratoria aggressiva, senza esplicitare una condanna.
Omette i dettagli sulla dinamica della sparatoria e la testimonianza del testimone, riducendo l'evento a un fatto di cronaca.
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