
Wimbledon, il ritorno amaro di Serena e la sorpresa reale di Kate
La sconfitta al primo turno e un infortunio al ginocchio frenano il sogno di Serena Williams, mentre la principessa del Galles incanta i tifosi vendendo biglietti.
Il ritorno in singolare di Serena Williams a Wimbledon si è infranto contro la ventenne australiana Maya Joint, in un match serale sul Centre Court terminato 6-3, 6-7, 6-3 dopo quasi due ore e mezza di gioco. Un verdetto che ha riportato bruscamente la 44enne americana alla realtà del tennis contemporaneo, lontano dai fasti dei suoi sette titoli londinesi e dei 23 Slam in carriera. A rendere più amara la serata, un problema al ginocchio destro accusato già nel primo set, che ha richiesto l’intervento del fisioterapista e ha alimentato, secondo la stampa britannica, voci di stampelle portate negli spogliatoi, poi smentite dall’entourage della giocatrice.
La sconfitta non ha spento del tutto l’entusiasmo per un’apparizione che mancava da quattro anni. La Williams, che aveva preparato il rientro con due incontri di doppio al Queen’s e a Berlino, ha affidato a Instagram un messaggio di gratitudine per la wild card ricevuta e per la presenza delle figlie sugli spalti: «Non è mai troppo tardi per inseguire ciò che ami». Nell’ottica degli organizzatori, la concessione di un giorno di recupero extra e l’inserimento nell’ordine di gioco di sabato per il doppio con la sorella Venus – un match ancora “da definire” per campo e orario – rappresentano un tentativo di preservare il richiamo mediatico delle due leggende, che insieme vantano sei titoli di doppio a Wimbledon e un’età complessiva di 90 anni.
Sullo sfondo di questa storia di resilienza sportiva, il torneo ha vissuto un momento di leggerezza istituzionale con la comparsa a sorpresa di Kate Middleton nelle vesti di bigliettaia. La principessa del Galles, patrona dell’All England Lawn Tennis Club, ha trascorso la mattinata del quarto giorno a stampare tagliandi e a posare per selfie con i tifosi in coda, molti dei quali attendevano dall’alba. «È incredibile poter acquistare i biglietti il giorno stesso – ha detto Kate, secondo quanto riportato dai media britannici –. Rende il tennis accessibile a tutti». Un gesto che, nell’interpretazione degli osservatori reali, intreccia la normalità della monarchia contemporanea con la tradizione popolare del torneo.
L’immagine della futura regina che si scusa per la lentezza nell’emettere i ticket («Ci ho messo un’eternità») e poi raggiunge le tribune per assistere ai match dei britannici Arthur Fery e Katie Swan accanto a Tim Henman e Andy Murray, ha offerto un contrappunto di serena quotidianità all’epica complicata del ritorno di Serena. Mentre la principessa celebrava lo spirito democratico dell’erba londinese, la Williams si preparava a un ultimo, incerto atto: scendere in campo con Venus contro la coppia sudamericana Osorio-Sierra, in un doppio che potrebbe trasformarsi nell’ennesimo capitolo di una dinastia o nella definitiva resa al tempo che passa.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Nei materiali forniti per questo blocco non è presente alcuna copertura della notizia su Serena Williams. Gli articoli riguardano altri temi come politica, sport (calcio) e cronaca locale.
Nei materiali forniti per questo blocco non è presente alcuna copertura della notizia su Serena Williams. Gli articoli riguardano altri temi come sport (cricket, calcio), politica internazionale e cronaca.
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