
Tour de France: la cronosquadre di Barcellona incorona Vingegaard, Pogacar è terzo
Jonas Vingegaard conquista la prima maglia gialla al Tour de France 2026, staccando di 8 secondi Filippo Ganna e di 12 il campione uscente Tadej Pogacar nella cronosquadre inaugurale di Barcellona.
Jonas Vingegaard ha indossato la prima maglia gialla del Tour de France 2026, al termine di una cronometro a squadre inaugurale disputata sotto un sole cocente a Barcellona. La formazione Visma-Lease a Bike ha dominato il percorso di 19,6 chilometri, consegnando al danese un vantaggio di otto secondi su Filippo Ganna (Netcompany Ineos) e di dodici sul rivale designato, lo sloveno Tadej Pogačar (UAE Emirates-XRG).
La vittoria è stata costruita con precisione negli ultimi, tormentati chilometri sulla collina di Montjuïc. Dopo un primo tratto pianeggiante che costeggiava la Sagrada Familia, la Visma ha preso il comando nel secondo rilevamento, con Matteo Jorgenson e Davide Piganzoli a lanciare Vingegaard sullo strappo finale. Il danese ha chiuso in 21 minuti e 47 secondi, a una media di quasi 54 km/h. Alle sue spalle, l’azzurro Ganna — autore di una prova intensa dopo la foratura del compagno Vauquelin — ha sfiorato il sogno della maglia gialla, cedendo solo negli ultimi metri. Pogačar, apparso brillante nella rampa conclusiva, ha pagato lo sfilacciamento precoce della sua squadra, nonostante il generoso lavoro del messicano Isaac del Toro, sesto in classifica.
Per Vingegaard, che non vestiva il simbolo del primato dal trionfo del 2023 sugli Champs-Élysées, si tratta di un ritorno dal forte significato psicologico. «È l’inizio perfetto, anche se il Tour è ancora lungo — ha detto — i miei compagni hanno fatto un lavoro incredibile». In Italia, l’attenzione è catalizzata dal sacrificio di Ganna, che per otto secondi non è riuscito a conquistare la prima maglia gialla della carriera. In Francia, il giovane Paul Seixas ha esordito con un decimo posto che, nonostante i 39 secondi di distacco, viene accolto con ottimismo. In Germania, la Red Bull-Bora di Evenepoel e Lipowitz accusa un ritardo di 19 secondi, un piccolo campanello d’allarme per le ambizioni del giovane scalatore tedesco.
La classifica generale resta cortissima, ma i distacchi — sebbene minimi — proiettano già ombre sulla difesa del titolo di Pogačar, costretto per la prima volta da due anni a inseguire sin dalla partenza. Domani, la seconda tappa condurrà il gruppo da Tarragona a Barcellona su un tracciato collinare di 168,5 chilometri che riproporrà lo strappo di Montjuïc, ideale per puncheur e per nuovi assestamenti in graduatoria.
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