
Trump valuta di vendere l'accesso prioritario ai propri post: fino a 100mila dollari al mese
La Trump Media & Technology Group discute un abbonamento per vedere in anticipo i messaggi del presidente su Truth Social, scatenando accuse di conflitto di interessi e speculazione.
La società che controlla Truth Social, il social network su cui Donald Trump comunica decisioni politiche e commenti di mercato, sta valutando di concedere a trader e fondi speculativi un accesso prioritario ai post del presidente, con pochi millisecondi di anticipo rispetto agli utenti ordinari. Il prezzo ipotizzato, secondo fonti vicine alle discussioni, arriverebbe fino a 100.000 dollari al mese per la versione più rapida del servizio, battezzato Truth API, mentre un abbonamento triennale scontato costerebbe 60.000 dollari mensili. L’annuncio ufficiale del prodotto è atteso per il primo agosto, ma già ora la sola ipotesi ha sollevato un’ondata di critiche tra i legislatori democratici e gli esperti di etica pubblica.
Il meccanismo è semplice e, per molti osservatori, allarmante. I messaggi di Trump hanno ripetutamente dimostrato di poter scuotere i mercati globali: il 9 aprile 2025 un suo post su una pausa di novanta giorni nei dazi aveva fatto balzare l’indice S&P 500 del 9,5%, recuperando circa quattromila miliardi di dollari di capitalizzazione in poche ore. Al contrario, annunci di nuove tariffe o tensioni geopolitiche – come la chiusura dello Stretto di Hormuz durante gli scontri con l’Iran – avevano innescato vendite improvvise. Per le società di trading ad alta frequenza, che operano con algoritmi in grado di reagire in frazioni di secondo, ricevere un’informazione del genere con un vantaggio di millisecondi può tradursi in guadagni enormi, e la Truth API promette esattamente questo: un flusso dati riservato che include le dieci utenze più influenti della piattaforma, con Trump in cima alla lista.
Le reazioni politiche sono state immediate. Il senatore democratico Ron Wyden ha denunciato che il sistema «arricchirà i trader di Wall Street e la famiglia Trump», mentre la senatrice Elizabeth Warren ha parlato di un tentativo di lucrare sulla presidenza. Sul fronte dell’etica pubblica, Kathleen Clark, esperta di conflitti di interesse alla Washington University, ha definito l’iniziativa «corruzione palese, uno sfruttamento indebito del potere di governo per arricchimento personale». Da Bruxelles e dalle principali piazze finanziarie europee, l’attenzione è alta: un accesso asimmetrico a informazioni capaci di orientare i listini minaccia la parità concorrenziale anche per gli operatori del Vecchio Continente, già esposti alla volatilità indotta dalle politiche commerciali statunitensi.
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di commistione tra ruolo pubblico e interessi privati. La CNN ha documentato come Trump abbia acquistato azioni di oltre venti società poco prima di pubblicare messaggi positivi su Truth Social, inclusi titoli di Nvidia, Apple e Tesla, per un totale di almeno 44 episodi. Sebbene la Casa Bianca neghi qualsiasi controllo diretto sulle operazioni, affidate a gestori patrimoniali indipendenti, il fatto che il presidente non abbia collocato i propri beni in un blind trust – come fatto dai predecessori – lascia aperta la porta a sospetti di insider trading. Per gli analisti europei, il caso solleva interrogativi sulla tenuta delle regole di trasparenza in un’economia globale dove un singolo tweet presidenziale può ridisegnare gli equilibri di interi settori industriali, dall’energia alla tecnologia, con ripercussioni dirette sui listini di Milano e Francoforte.
| Stampa del Golfo arabo | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | −0.20 | neutral |
| Stampa europea continentale | −0.80 | critical |
L'inchiesta rivela un chiaro schema di auto-favoritismo: Trump promuove azioni che possiede, poi trae profitto dalla reazione del mercato. Non è un errore, ma un abuso di potere calcolato.
Inquadrando la storia come una 'catastrofe' e citando un ex consigliere, il blocco amplifica l'indignazione morale e presenta la difesa della Casa Bianca come insufficiente.
Il mercato reagisce negativamente al piano di Trump di monetizzare i suoi post, ma la vera storia è l'opportunità di business: un nuovo feed di dati per i trader. Gli osservatori del Cremlino notano che questo è un altro esempio dell'approccio non convenzionale di Trump.
Concentrandosi sui dettagli finanziari e sul servizio API, il blocco presenta la storia come uno sviluppo commerciale piuttosto che uno scandalo, normalizzando la transazione.
Il blocco russo omette le preoccupazioni etiche e legali sollevate dai critici, come il potenziale insider trading e conflitto di interessi, che minerebbero la sua rappresentazione della storia come una mossa commerciale di routine.
Trump vende l'accesso alle sue stesse parole, trasformando la presidenza in un centro di profitto. Questo è uno scandalo che mina l'integrità dei mercati finanziari e la democrazia stessa.
Usando un linguaggio drammatico e scenari ipotetici di ricchezza istantanea, il blocco crea un senso di urgenza e panico morale, inquadrando la questione come una minaccia sistemica.
Il blocco europeo omette la dichiarazione della Casa Bianca secondo cui le finanze di Trump sono gestite in modo indipendente e il fatto che il servizio API è ancora in fase di pianificazione, il che attenuerebbe il tono allarmistico.
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