
Trump incassa miliardi dalle criptovalute ma investe in azioni e bond
Le dichiarazioni patrimoniali rivelano una strategia personale prudente, mentre i figli puntano sui contractor della difesa favoriti dalla Casa Bianca.
Le ultime dichiarazioni finanziarie depositate presso l’Ufficio per l’Etica governativa statunitense mostrano un dato che ridisegna la narrazione pubblica del presidente Donald Trump: nel 2025 ha incassato oltre 1,4 miliardi di dollari dai progetti di criptovalute della famiglia, tra cui World Liberty Financial e il suo memecoin, ma i gestori del suo patrimonio hanno dirottato una quota rilevante di quelle entrate verso strumenti tradizionali. I portafogli di azioni e obbligazioni sono cresciuti di almeno quattro volte in due anni, passando da un massimo di 608 milioni a fine 2024 a una forbice compresa tra 703 milioni e 2,6 miliardi di dollari. Un’analisi condotta da Reuters e confermata da nove esperti di asset digitali descrive «il comportamento finanziario di un uomo che non considera la criptovaluta come il principale strumento di riserva del proprio capitale personale».
La strategia emerge mentre i figli Eric e Donald Jr. hanno investito in oltre una dozzina di aziende emergenti della difesa, molte delle quali hanno poi ottenuto contratti con il Pentagono per un valore complessivo di almeno 3,2 miliardi di dollari, con opzioni per ulteriori 3,1 miliardi. Secondo un’inchiesta del Washington Post, il 97% delle commesse già assegnate è andato a SpaceX di Elon Musk e ad Anduril, mentre cinque società hanno ricevuto il primo contratto governativo subito dopo l’ingresso dei fratelli Trump nel capitale. Dieci di queste imprese sono state inoltre inserite in elenchi di fornitori prioritari, con diritto esclusivo a gare per quasi 200 miliardi di dollari.
Il fenomeno si inserisce in un quadro più ampio di osmosi tra potere politico e interessi privati. Il caso di Michael Dell è emblematico: il fondatore dell’omonimo colosso informatico ha donato 6,25 miliardi di dollari al programma presidenziale «Trump Accounts» tramite la sua fondazione familiare, e da allora il presidente ha acquistato oltre un milione di dollari in azioni Dell, ha pubblicamente invitato i cittadini a comprare i suoi computer e l’azienda ha ottenuto un contratto da 9,7 miliardi con il Dipartimento della Difesa. Il titolo Dell è salito del 240% nell’ultimo anno, spinto anche dalla domanda di server per l’intelligenza artificiale, ma il rapporto personale con Trump ha offerto una sponda ulteriore.
Secondo analisti statunitensi ed esperti di diritto costituzionale, la moltiplicazione di questi intrecci è resa possibile da un sistema che, più che su norme scritte, si è storicamente retto su consuetudini e autocontrollo. La Corte Suprema, con le nomine trumpiane, ha innalzato la soglia probatoria per dimostrare la corruzione politica, esigendo un nesso diretto tra beneficio e controprestazione, e ha riconosciuto al presidente un’immunità ampia ma dai contorni sfumati. «Accadono così tante cose che nessuno riesce a tenere il filo, e l’opinione pubblica si assuefa, spostando di continuo il confine di ciò che viene percepito come corruzione», sintetizza Andreas Utterström, esperto di politica americana.
L’unica incrinatura in questa corazza, osservano da più parti, resta il fronte legato a Jeffrey Epstein. Ogni nuova rivelazione su quel capitolo ha storicamente messo Trump sulla difensiva, ed è lì che si concentra l’attenzione di chi cerca un punto di rottura. Il prossimo banco di prova sarà la capacità del sistema di assorbire o reagire a eventuali sviluppi su quel versante, mentre l’Europa e l’Italia osservano con crescente preoccupazione la normalizzazione di un conflitto di interessi che ridisegna i canoni della democrazia liberale.
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.30 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.70 | critical |
| Stampa latinoamericana | −0.80 | critical |
| Stampa russa e CSI | −0.10 | neutral |
Il mondo degli affari americano celebra la saggezza finanziaria di Trump e incoraggia a seguire il suo esempio.
Presenta i successi di Trump come prova della sua competenza, ignorando le perdite degli investitori minori.
Le perdite subite dai piccoli investitori e il fatto che Trump abbia investito in modo diverso da quanto predicava.
L'Europa continentale denuncia il nepotismo e la corruzione della famiglia Trump, chiedendo trasparenza.
Accumula dettagli sui contratti e le coincidenze per costruire un quadro di abuso di potere.
Omette la possibilità che i contratti siano stati assegnati in base al merito, come sostiene la Casa Bianca.
L'America Latina progressista smaschera l'ipocrisia di Trump, difendendo i piccoli investitori traditi.
Utilizza le dichiarazioni patrimoniali ufficiali come prova inconfutabile della doppiezza di Trump.
Omette qualsiasi analisi dei benefici economici dei progetti crypto di Trump per l'economia americana.
La Russia osserva con ironia le contraddizioni del capitalismo americano, senza prendere posizione ma sottolineando l'ipocrisia.
Riporta i fatti in modo apparentemente neutrale, ma la scelta di evidenziare la contraddizione serve a delegittimare il modello americano.
Omette qualsiasi confronto con le pratiche finanziarie russe o con la corruzione interna.
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