
250 anni di indipendenza USA: caldo record, discorsi incendiari e profonde divisioni
L’ondata di calore estrema costringe all’annullamento di parate e fiere, mentre Trump dal Monte Rushmore attacca il comunismo e marchia come nemici interni gli oppositori.
Le celebrazioni per il 250° anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti sono state segnate da un’eccezionale ondata di calore che ha investito la costa orientale, con temperature superiori ai 38°C e un indice di calore percepito fino a 46°C. Di conseguenza, la tradizionale parata del 4 luglio a Washington è stata annullata, mentre la “Great American State Fair” sul National Mall è stata temporaneamente chiusa a causa di malori e ricoveri tra i visitatori. Oltre 160 milioni di persone sono state poste sotto allerta meteo estrema, e in diversi Stati si sono registrati blackout elettrici per il sovraccarico della rete dovuto all’uso massiccio di condizionatori. Secondo i meteorologi, l’evento è riconducibile a un “duomo di calore” aggravato dai cambiamenti climatici, un fenomeno che, nell’analisi del World Weather Attribution, sarebbe stato virtualmente impossibile senza il riscaldamento globale di origine antropica.
In questo contesto, il presidente Donald Trump ha inaugurato i festeggiamenti la sera precedente con un discorso al Monte Rushmore, in South Dakota, in cui ha evocato una “rinascita della minaccia comunista” negli Stati Uniti, indicando come nemici interni “radicali ed estremisti” e “nuovi arrivati che abbracciano idee opposte al nostro stile di vita”. Trump ha definito il comunismo una “minaccia mortale per la libertà americana”, più pericolosa delle due guerre mondiali o dell’11 settembre, e ha promesso di “espellere” i comunisti dal Paese. L’amministrazione repubblicana lega questa retorica alle elezioni di metà mandato di novembre, cercando di mobilitare la propria base dipingendo l’ala sinistra del Partito Democratico come un pericolo esistenziale. Secondo analisti di Washington, si tratta di una strategia per consolidare il consenso in un momento di bassa popolarità presidenziale e di insoddisfazione per la guerra in Iran e l’inflazione.
La politicizzazione delle celebrazioni ha suscitato reazioni contrastanti. Diversi Stati a guida democratica hanno rifiutato di inviare delegazioni alla fiera federale, e alcuni artisti hanno disdetto la partecipazione per non essere associati a un evento percepito come un comizio elettorale. A Washington, centinaia di militanti del gruppo suprematista bianco Patriot Front hanno marciato con bandiere confederate gridando “riprendiamoci l’America”, senza che vi siano stati arresti. Parallelamente, piccoli gruppi di protesta antifascista hanno manifestato nei pressi della Casa Bianca. Secondo un sondaggio della Quinnipiac University, il 61% degli americani ritiene che il Paese non sia all’altezza degli ideali della Dichiarazione d’Indipendenza, con una forte spaccatura partigiana: la maggioranza dei repubblicani pensa il contrario, mentre la maggioranza dei democratici concorda con la critica.
Sul piano internazionale, le celebrazioni hanno ricevuto messaggi di congratulazioni da numerosi leader, ma con accenti diversi. Papa Leone XIV, primo pontefice statunitense, ha ricordato che “difendere la vita umana include anche accogliere, proteggere e assistere gli immigrati”, in implicita contrapposizione con la retorica trumpiana. Il re Carlo III ha sottolineato la difesa dei “valori condivisi” tra Regno Unito e Stati Uniti. Secondo fonti diplomatiche europee, l’anniversario cade in un momento di tensione transatlantica a causa delle politiche commerciali e migratorie di Washington, ma l’alleanza resta solida sul piano della sicurezza. La giornata si conclude con un discorso di Trump al Lincoln Memorial e uno spettacolo pirotecnico da record, mentre il Paese appare più diviso che mai sul significato stesso dell’eredità del 1776.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La celebrazione del 250° anniversario degli Stati Uniti viene descritta come un evento politico, con Trump che trasforma la festa nazionale in un comizio elettorale. L'articolo sottolinea le critiche per l'uso politico della ricorrenza e le condizioni meteorologiche avverse.
L'articolo si concentra sulla proposta di vietare l'ingresso negli Stati Uniti alle donne incinte, come parte delle politiche restrittive di Trump. Viene evidenziato l'impatto umanitario e le critiche alla linea dura sull'immigrazione.
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