
Trump accusa la Cina di voler controllare il Canale di Panama
Il presidente americano promette di impedire l'influenza cinese sulla via d'acqua strategica, mentre Pechino denuncia pressioni egemoniche e Panama difende la propria sovranità.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, intervenendo all'inaugurazione della biblioteca presidenziale Theodore Roosevelt a Medora, nel Dakota del Nord, ha accusato la Cina di tentare di assumere il controllo del Canale di Panama e ha promesso che Washington non lo permetterà. «Ora la Cina sta cercando di prendere il controllo del Canale di Panama, e noi non lasceremo che accada», ha dichiarato, definendo «un errore stupido» la decisione di cedere la via d'acqua a Panama nel 1999, in base ai trattati Torrijos-Carter del 1977.
Secondo fonti dell'amministrazione americana, la presa di posizione di Trump si inserisce in una strategia più ampia di riaffermazione dell'influenza statunitense in America Latina e di contenimento della presenza cinese in infrastrutture strategiche. Trump ha più volte espresso l'intenzione di «riprendersi» il canale, arrivando a non escludere l'uso della forza economica o militare. La via d'acqua, che gestisce circa il 40% del traffico containerizzato degli Stati Uniti per un valore di oltre 270 miliardi di dollari l'anno, è considerata vitale per le catene di approvvigionamento americane. L'aumento delle tariffe di transito imposto da Panama dopo il passaggio di consegne è stato al centro delle critiche di Trump, che lo ha descritto come un arricchimento ingiustificato.
Da Panama City, la risposta è stata ferma: già a gennaio 2025, dopo le prime minacce di Trump, il governo panamense aveva presentato un reclamo alle Nazioni Unite, invocando il divieto di minaccia dell'uso della forza sancito dalla Carta dell'ONU. Sul fronte giudiziario, la Corte Suprema panamense ha dichiarato incostituzionale la concessione del 1997 alla Panama Ports Company, filiale del gruppo Hutchinson di Hong Kong, per la gestione dei terminal di Balboa e Cristóbal, disponendo un'amministrazione temporanea da parte dello Stato. Nell'ottica di Pechino, la decisione è stata bollata come «irragionevole» e lesiva dei diritti della società, mentre fonti diplomatiche cinesi, senza menzionare direttamente gli Stati Uniti, hanno accusato Panama di cedere a «pressioni e intimidazioni» egemoniche, avvertendo di possibili conseguenze politiche ed economiche.
Per l'Italia e l'Europa, il Canale di Panama rappresenta un nodo cruciale per il commercio marittimo globale: circa il 5-6% degli scambi mondiali transita per questa via, e un'eventuale instabilità o un aumento dei costi di passaggio si ripercuoterebbe sulle catene logistiche europee, già provate dalle tensioni nel Mar Rosso. Secondo analisti di Bruxelles, la partita si inserisce nella più ampia competizione tra Stati Uniti e Cina per il controllo delle rotte commerciali e delle infrastrutture critiche, con l'Unione Europea chiamata a bilanciare la protezione dei propri interessi economici e la difesa del diritto internazionale. Al momento, il dossier resta aperto: la società Hutchinson ha avviato un'azione legale contro Panama, mentre Washington continua a esercitare pressioni diplomatiche, lasciando presagire nuovi sviluppi nelle prossime settimane.
| Stampa latinoamericana | −0.60 | critical |
|---|---|---|
| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
| Stampa indiana e sudasiatica | +0.10 | neutral |
L'America Latina difende la sovranità panamense e rigetta l'accusa di Trump come ingerenza neocoloniale.
Si universalizza la minaccia: l'accusa di Trump non riguarda solo Panama ma l'intera regione, trasformando un episodio bilaterale in una questione di principio per tutti i paesi latinoamericani.
Viene omesso il contesto delle reali attività cinesi nella regione e le eventuali basi dell'accusa, concentrandosi solo sulla reazione emotiva contro gli Stati Uniti.
Il Golfo osserva con distacco la contesa sul Canale, valutandone gli effetti sul commercio e sulla stabilità regionale.
Si adotta un tono pragmatico e distaccato, riducendo la portata emotiva della notizia e inquadrandola come un normale attrito tra potenze, senza schierarsi.
Viene omessa la dimensione storica del controllo statunitense sul canale e le possibili ripercussioni per i paesi arabi che dipendono dalle rotte commerciali.
L'India analizza la contesa sul Canale di Panama come un riflesso della rivalità USA-Cina, con attenzione alle implicazioni per l'Asia.
Si adotta un approccio analitico e distaccato, inquadrando la notizia in un contesto di competizione strategica e valutando gli effetti a lungo termine sulle rotte commerciali e sulla sicurezza.
Viene omessa la prospettiva panamense locale e la dimensione storica del controllo del canale, concentrandosi solo sulle dinamiche tra grandi potenze.
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