
Portogallo batte Croazia 2-1: Ronaldo storico, poi il VAR decide il finale
Cristiano Ronaldo segna il suo primo gol a eliminazione diretta in un Mondiale, Gonçalo Ramos decide al 94', ma il VAR annulla il pareggio croato al 103' tra le proteste.
Il Portogallo ha sconfitto la Croazia 2-1 al BMO Field di Toronto, conquistando l'accesso agli ottavi di finale del Mondiale 2026. La partita, dominata dalla tensione fino all'ultimo respiro, è stata decisa da un colpo di testa di Gonçalo Ramos al 94', dopo che Cristiano Ronaldo aveva pareggiato su rigore il vantaggio croato di Ivan Perišić. Ma il vero epilogo è arrivato al 103', quando il VAR ha annullato per fuorigioco un gol di Joško Gvardiol che avrebbe portato la sfida ai supplementari, scatenando le proteste dei giocatori e dei tifosi croati.
Fino a quel momento, la partita aveva offerto un copione degno di un'opera lirica. Dopo un primo tempo a reti inviolate, la Croazia era passata in vantaggio con un preciso diagonale di Perišić, abile a sfruttare un cross deviato. Il Portogallo, apparso a tratti imballato, ha reagito con veemenza: prima un palo di Rafael Leão, poi un gol annullato a Ronaldo per fuorigioco millimetrico. Al 68', l'episodio chiave: il VAR ha segnalato un fallo di Nikola Vlašić su Renato Veiga in area, e dal dischetto Ronaldo ha infilato il suo primo gol in una fase a eliminazione diretta dei Mondiali, diventando anche il marcatore più anziano di sempre in un knockout iridato (41 anni e 147 giorni). Un record che, secondo gli analisti europei, aggiunge un tassello definitivo alla leggenda del capitano lusitano.
La notte di Toronto, tuttavia, sarà ricordata soprattutto per la coda polemica. Sul 2-1, quando i minuti di recupero sembravano infiniti, Gvardiol ha insaccato da distanza ravvicinata dopo un cross di Perišić. L'arbitro norvegese Espen Eskås, dopo un lungo consulto al monitor, ha annullato per un fuorigioco di Mario Pašalić, innescato da un tocco quasi impercettibile di Igor Matanović. La decisione, confermata dal sensore interno al pallone – una novità tecnologica di questo Mondiale – ha suscitato reazioni contrastanti. La stampa latinoamericana ha parlato di 'polemica totale', mentre in Europa ci si interroga sull'eccessivo ricorso alla tecnologia, che rischia di snaturare l'emozione del gioco. Fatto sta che la Croazia, semifinalista nel 2022 e finalista nel 2018, esce di scena, e con ogni probabilità chiude l'epopea mondiale di Luka Modrić, 40 anni, salutato con le lacrime dai suoi tifosi.
Al triplice fischio, il Portogallo ha vissuto un momento di intensa commozione. Ronaldo ha indossato la maglia numero 21 di Diogo Jota, l'attaccante del Liverpool scomparso esattamente un anno fa in un incidente stradale in Spagna insieme al fratello André. Tutta la squadra si è stretta attorno a quel simbolo, in un omaggio che ha unito sport e memoria. 'È una coincidenza della vita, incredibile', ha detto Ronaldo, visibilmente commosso. 'Oggi era un giorno speciale, Jota è con noi'. Un gesto che, secondo i commentatori asiatici, ha reso la vittoria portoghese ancora più significativa, trasformando una partita di calcio in un tributo universale.
Il Portogallo affronterà ora la Spagna negli ottavi di finale, in programma lunedì 6 luglio a Dallas. Un derby iberico che si preannuncia spettacolare, tra due squadre che non hanno ancora convinto appieno ma che possono contare su individualità di prim'ordine. Per Ronaldo, l'obiettivo è prolungare il sogno mondiale, mentre la Spagna di Lamine Yamal, reduce dal 3-0 sull'Austria, cercherà di confermare il proprio status di favorita. L'Europa del calcio si prepara a un nuovo capitolo di una rivalità antica, con l'Italia spettatrice interessata, nella consapevolezza che il percorso verso la finale passa anche da queste sfide.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La stampa del Sud-est asiatico inquadra la partita come una battaglia tattica a centrocampo, ridimensionando il duello tra Ronaldo e Modric. L'attenzione è sulla capacità di entrambe le squadre di controllare il gioco e punire gli errori, con un tono analitico e distaccato.
I media latinoamericani dipingono la sfida come un addio epocale: una delle due leggende uscirà per sempre dal palcoscenico mondiale. L'enfasi è sull'emozione, la longevità straordinaria e il dramma di un'era che si chiude, con toni urgenti e celebrativi.
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