
Terza notte di raid USA sull’Iran, Trump annuncia il blocco navale nello Stretto di Hormuz
Mentre si intensificano gli attacchi, Washington impone un pedaggio del 20% sulle merci in transito e Teheran colpisce petroliere emiratine; il Brent vola oltre 150 dollari.
Le forze armate statunitensi hanno condotto per la terza notte consecutiva attacchi aerei contro obiettivi militari in Iran, ha comunicato il Comando centrale degli Stati Uniti (CENTCOM). L’operazione, ordinata dal presidente Donald Trump, ha preso di mira sistemi di sorveglianza costiera, capacità di droni e missili, con l’obiettivo dichiarato di «imporre un costo elevato alle forze iraniane e degradare la loro capacità di attaccare civili innocenti e il trasporto commerciale nello Stretto di Hormuz». Parallelamente, Trump ha annunciato la ripresa del blocco navale contro l’Iran a partire da martedì, precisando che sarà applicato esclusivamente alle imbarcazioni e ai clienti iraniani, mentre gli altri Paesi manterranno un «uso equo e aperto» dello stretto. Per finanziare la presenza militare americana, Washington imporrà un prelievo pari al 20% del valore del carico trasportato da tutte le navi mercantili in transito.
Da Teheran, i media di Stato hanno riferito di esplosioni sulle isole di Kish, Qeshm e Abu Musa e nella città portuale di Bandar Abbas. Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC) ha rivendicato attacchi contro due petroliere degli Emirati Arabi Uniti nello Stretto di Hormuz, che hanno causato la morte di un membro dell’equipaggio indiano e il ferimento di altre otto persone, e ha confermato di aver colpito strutture statunitensi in Giordania e Bahrein. Le autorità emiratine hanno condannato l’attacco come «una grave violazione del diritto internazionale». L’agenzia delle Nazioni Unite per il trasporto marittimo si è opposta all’introduzione del pedaggio, sostenendo che contrasta con i principi di libertà di navigazione.
L’intensificazione delle ostilità segna il collasso del memorandum d’intesa firmato a giugno per un cessate il fuoco immediato. Secondo fonti militari americane, Washington ha ripreso i bombardamenti su larga scala l’8 luglio accusando l’Iran di aver violato le clausole relative alla sicurezza della navigazione nello stretto. Il conflitto, iniziato con operazioni congiunte di Stati Uniti e Israele il 28 febbraio, è così entrato in una fase più acuta. I mercati petroliferi hanno reagito con un’impennata: il Brent ha superato i 150 dollari al barile, alimentando timori per la stabilità degli approvvigionamenti energetici globali. Per l’Italia e l’Europa, fortemente dipendenti dalle importazioni di greggio e gas naturale liquefatto che transitano attraverso Hormuz, l’aumento dei prezzi e il rischio di interruzioni rappresentano una minaccia concreta per la sicurezza energetica e la dinamica inflazionistica, secondo analisti di Bruxelles.
Trump ha notificato formalmente al Congresso che l’azione militare contro l’Iran è iniziata il 7 luglio, attivando un periodo di sessanta giorni durante il quale le forze armate possono condurre attacchi senza un voto esplicito dei legislatori. Il presidente ha inoltre annunciato un discorso alla nazione in prima serata giovedì, mentre il blocco navale entrerà in vigore nelle prossime ore. Da parte iraniana, fonti vicine all’IRGC hanno fatto sapere che la risposta agli interessi americani e alleati proseguirà. Al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non è ancora stata convocata una sessione d’emergenza, ma secondo fonti diplomatiche sono in corso consultazioni informali. Al momento, non si registrano iniziative concrete per riaprire un canale negoziale.
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
| Stampa latinoamericana | −0.20 | neutral |
Gli Stati Uniti agiscono per garantire la sicurezza marittima, colpendo obiettivi iraniani per proteggere i civili e il commercio.
La narrazione si limita a riportare le dichiarazioni ufficiali statunitensi senza inserirle in un contesto di escalation reciproca, normalizzando l'azione unilaterale.
Vengono omesse le rappresaglie iraniane in Kuwait e i dettagli sugli obiettivi specifici, che appaiono in altri blocchi.
L'Iran risponde agli attacchi americani colpendo basi statunitensi in Kuwait, mentre Washington continua i raid notturni.
L'inclusione delle rappresaglie iraniane crea una simmetria narrativa che presenta il conflitto come uno scambio di colpi, bilanciando la responsabilità.
Viene omesso il riferimento al programma nucleare iraniano e al discorso televisivo di Trump, che amplificherebbero la minaccia.
Trump intensifica la guerra contro l'Iran, prendendo di mira il programma nucleare e annunciando un blocco navale, mentre la tensione sale.
L'enfasi su obiettivi specifici come Pickaxe Mountain e il riferimento al programma nucleare amplificano la posta in gioco, trasformando l'operazione in una lotta esistenziale.
Vengono omesse le rappresaglie iraniane in Kuwait, che mostrerebbero una risposta simmetrica da parte di Teheran.
Allarga lo sguardo
Trump cancella il pedaggio del 20% sullo Stretto di Hormuz: gli investimenti del Golfo sostituiscono la tassa
10 lingue · 41 testate
Da Economy & MarketsIl T. rex Gus venduto per 50 milioni di dollari: il fossile diventa status symbol
10 lingue · 23 testate
Da TechnologySoyuz porta in orbita Menon, la cooperazione spaziale sopravvive alle tensioni
3 lingue · 9 testate