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Geopolitica e Politicamartedì 30 giugno 2026

Stati Uniti e Golfo colpiscono la finanza di Hezbollah: 5 entità e 16 nomi sotto sanzioni

Il Centro per il contrasto al finanziamento del terrorismo allinea Washington e i sei Paesi del GCC in un’azione coordinata contro le infrastrutture economiche del Partito di Dio.

Il Centro per il contrasto al finanziamento del terrorismo (TFTC), che riunisce Stati Uniti e i sei membri del Consiglio di cooperazione del Golfo, ha annunciato martedì sanzioni coordinate contro cinque entità e sedici individui legati all’infrastruttura finanziaria di Hezbollah. Tra i bersagli figurano le due principali istituzioni economiche del partito sciita libanese, Al-Qard al-Hassan e Bayt al-Mal, insieme ai loro dirigenti. Tutti i nominativi erano già stati designati in precedenza da Washington; l’azione congiunta, la terza sotto l’attuale amministrazione statunitense e la nona dalla creazione del TFTC nel maggio 2017, estende ora il congelamento dei beni e il divieto di transazioni all’intera area del Golfo.

Secondo il Dipartimento del Tesoro americano, Al-Qard al-Hassan opera sotto la copertura di una licenza di ONG concessa dal ministero dell’Interno libanese, ma fornisce servizi bancari attraverso conti di comodo e intermediari, accumulando valuta forte di cui l’economia libanese ha disperato bisogno. Bayt al-Mal, descritto come il tesoro non ufficiale del movimento, agisce sotto la supervisione diretta del segretario generale di Hezbollah come banca, creditore e braccio di investimento. Da Beirut, il partito ha respinto le misure: il deputato Hassan Ezzedine, del blocco parlamentare della Resistenza, ha dichiarato che le sanzioni «non sono una novità» e mirano a «spaventare il popolo libanese e sostenere l’aggressione israeliana». Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in visita nel sud del Libano, ha affermato che l’operazione militare ha inferto «un duro colpo all’asse iraniano» e che le forze israeliane resteranno finché Hezbollah costituirà una minaccia.

L’azione colpisce il cuore dei flussi finanziari del partito. Il Tesoro americano ha indicato che alcuni dei sanzionati, tra cui il direttore finanziario di Al-Qard al-Hassan Ahmad Mohamed Yazbeck e il responsabile informatico Abbas Hassan Gharib, hanno movimentato oltre 500 milioni di dollari in più di un decennio attraverso conti ombra presso banche libanesi e statunitensi, tra cui la Jamal Trust Bank, già sotto sanzione. L’unità finanziaria centrale guidata da Ibrahim Ali Daher riceve i proventi globali di Hezbollah e ne gestisce il bilancio, mentre Ali Mohamad Karnib ha supervisionato fino al luglio 2024 l’acquisto di oltre mille once d’oro per conto di Al-Qard al-Hassan. Le tre società colpite – Al-Khobara, Tashilat SARL e Auditors for Accounting and Auditing – fornivano servizi contabili e prestiti funzionali al circuito.

Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, che guida la missione UNIFIL nel sud del Libano e ha forti interessi nella stabilità del paese, l’inasprimento delle sanzioni finanziarie contro Hezbollah aggiunge un tassello alla pressione su un attore che condiziona gli equilibri politici libanesi. Secondo analisti di Bruxelles, il coordinamento tra Washington e le monarchie del Golfo segnala una convergenza strategica nel contenimento dell’influenza iraniana nel Levante, ma rischia di aggravare la crisi economica libanese, dove Al-Qard al-Hassan funge da rete di microcredito per la comunità sciita. Il TFTC, nato su impulso dell’amministrazione Trump, continua a scambiare informazioni operative e a costruire capacità di contrasto nei paesi membri, con l’obiettivo dichiarato di proteggere l’integrità del sistema finanziario internazionale. Al momento non sono state annunciate nuove scadenze, ma il Tesoro americano ha precisato che l’azione mira a interrompere i canali finanziari alternativi, come le case di cambio e il commercio informale dell’oro, e ulteriori designazioni sono attese man mano che il centro condividerà informazioni sulle reti di elusione.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa del Golfo araboStampa iraniana e affini
Stampa del Golfo arabo/ Saudita
PragmatismoAllarme

Gli Stati Uniti e i loro alleati del Golfo hanno colpito congiuntamente la spina dorsale finanziaria di Hezbollah, sanzionando istituzioni chiave come Al-Qard Al-Hassan e Bayt al-Mal insieme a 16 figure di alto livello. L'azione coordinata mira a recidere l'accesso del gruppo al sistema bancario internazionale e a interrompere i suoi flussi di finanziamento. La mossa sottolinea l'impegno del Centro per il contrasto al finanziamento del terrorismo nello smantellare le reti che minacciano la stabilità regionale.

Stampa iraniana e affini/ Regime
IndignazioneVittimismo

Washington, in coordinamento con i suoi alleati arabi, ha imposto nuove sanzioni a entità e funzionari finanziari di Hezbollah, una mossa che Teheran considera parte di una più ampia campagna per indebolire l'asse della resistenza. Le sanzioni coincidono con le visite provocatorie del primo ministro del regime sionista nel sud del Libano, smascherando la collusione tra Stati Uniti e Israele. Le istituzioni finanziarie di Hezbollah, che servono il popolo libanese, vengono ingiustamente prese di mira con il pretesto dell'antiterrorismo.

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Stati Uniti e Golfo colpiscono la finanza di Hezbollah: 5 entità e 16 nomi sotto sanzioni

Il Centro per il contrasto al finanziamento del terrorismo allinea Washington e i sei Paesi del GCC in un’azione coordinata contro le infrastrutture economiche del Partito di Dio.

Il Centro per il contrasto al finanziamento del terrorismo (TFTC), che riunisce Stati Uniti e i sei membri del Consiglio di cooperazione del Golfo, ha annunciato martedì sanzioni coordinate contro cinque entità e sedici individui legati all’infrastruttura finanziaria di Hezbollah. Tra i bersagli figurano le due principali istituzioni economiche del partito sciita libanese, Al-Qard al-Hassan e Bayt al-Mal, insieme ai loro dirigenti. Tutti i nominativi erano già stati designati in precedenza da Washington; l’azione congiunta, la terza sotto l’attuale amministrazione statunitense e la nona dalla creazione del TFTC nel maggio 2017, estende ora il congelamento dei beni e il divieto di transazioni all’intera area del Golfo.

Secondo il Dipartimento del Tesoro americano, Al-Qard al-Hassan opera sotto la copertura di una licenza di ONG concessa dal ministero dell’Interno libanese, ma fornisce servizi bancari attraverso conti di comodo e intermediari, accumulando valuta forte di cui l’economia libanese ha disperato bisogno. Bayt al-Mal, descritto come il tesoro non ufficiale del movimento, agisce sotto la supervisione diretta del segretario generale di Hezbollah come banca, creditore e braccio di investimento. Da Beirut, il partito ha respinto le misure: il deputato Hassan Ezzedine, del blocco parlamentare della Resistenza, ha dichiarato che le sanzioni «non sono una novità» e mirano a «spaventare il popolo libanese e sostenere l’aggressione israeliana». Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in visita nel sud del Libano, ha affermato che l’operazione militare ha inferto «un duro colpo all’asse iraniano» e che le forze israeliane resteranno finché Hezbollah costituirà una minaccia.

L’azione colpisce il cuore dei flussi finanziari del partito. Il Tesoro americano ha indicato che alcuni dei sanzionati, tra cui il direttore finanziario di Al-Qard al-Hassan Ahmad Mohamed Yazbeck e il responsabile informatico Abbas Hassan Gharib, hanno movimentato oltre 500 milioni di dollari in più di un decennio attraverso conti ombra presso banche libanesi e statunitensi, tra cui la Jamal Trust Bank, già sotto sanzione. L’unità finanziaria centrale guidata da Ibrahim Ali Daher riceve i proventi globali di Hezbollah e ne gestisce il bilancio, mentre Ali Mohamad Karnib ha supervisionato fino al luglio 2024 l’acquisto di oltre mille once d’oro per conto di Al-Qard al-Hassan. Le tre società colpite – Al-Khobara, Tashilat SARL e Auditors for Accounting and Auditing – fornivano servizi contabili e prestiti funzionali al circuito.

Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, che guida la missione UNIFIL nel sud del Libano e ha forti interessi nella stabilità del paese, l’inasprimento delle sanzioni finanziarie contro Hezbollah aggiunge un tassello alla pressione su un attore che condiziona gli equilibri politici libanesi. Secondo analisti di Bruxelles, il coordinamento tra Washington e le monarchie del Golfo segnala una convergenza strategica nel contenimento dell’influenza iraniana nel Levante, ma rischia di aggravare la crisi economica libanese, dove Al-Qard al-Hassan funge da rete di microcredito per la comunità sciita. Il TFTC, nato su impulso dell’amministrazione Trump, continua a scambiare informazioni operative e a costruire capacità di contrasto nei paesi membri, con l’obiettivo dichiarato di proteggere l’integrità del sistema finanziario internazionale. Al momento non sono state annunciate nuove scadenze, ma il Tesoro americano ha precisato che l’azione mira a interrompere i canali finanziari alternativi, come le case di cambio e il commercio informale dell’oro, e ulteriori designazioni sono attese man mano che il centro condividerà informazioni sulle reti di elusione.

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Gli Stati Uniti e i loro alleati del Golfo hanno colpito congiuntamente la spina dorsale finanziaria di Hezbollah, sanzionando istituzioni chiave come Al-Qard Al-Hassan e Bayt al-Mal insieme a 16 figure di alto livello. L'azione coordinata mira a recidere l'accesso del gruppo al sistema bancario internazionale e a interrompere i suoi flussi di finanziamento. La mossa sottolinea l'impegno del Centro per il contrasto al finanziamento del terrorismo nello smantellare le reti che minacciano la stabilità regionale.

Stampa iraniana e affini/ Regime
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Washington, in coordinamento con i suoi alleati arabi, ha imposto nuove sanzioni a entità e funzionari finanziari di Hezbollah, una mossa che Teheran considera parte di una più ampia campagna per indebolire l'asse della resistenza. Le sanzioni coincidono con le visite provocatorie del primo ministro del regime sionista nel sud del Libano, smascherando la collusione tra Stati Uniti e Israele. Le istituzioni finanziarie di Hezbollah, che servono il popolo libanese, vengono ingiustamente prese di mira con il pretesto dell'antiterrorismo.

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