
SpaceX scende sotto il prezzo IPO: evaporati mille miliardi in un mese
Il titolo della società aerospaziale di Elon Musk perde il 40% dal picco di giugno, trascinato dallo scetticismo sulle valutazioni legate all'intelligenza artificiale e dall'attesa per le prime trimestrali da quotata.
Le azioni di SpaceX sono scese mercoledì sotto i 135 dollari del prezzo di offerta iniziale, toccando un minimo di 133 dollari e cancellando tutti i guadagni successivi al collocamento record di giugno. Dal massimo di 225 dollari raggiunto a metà mese, il titolo ha perso circa il 40%, azzerando oltre mille miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato e riducendo la fortuna personale di Musk da 1.200 a circa 760 miliardi.
La correzione riflette un più ampio riposizionamento degli investitori, spiega la comunità finanziaria di Wall Street, che dopo l'entusiasmo iniziale per l'intelligenza artificiale sta ora valutando con maggiore scetticismo la sostenibilità di valutazioni superiori a 100 volte il fatturato. SpaceX, che ha chiuso l'ultimo esercizio con perdite per quasi 5 miliardi di dollari a fronte di 18,7 miliardi di ricavi, sconta anche il peso delle massicce spese in conto capitale destinate ai data center orbitali e all'infrastruttura AI, un settore dove le attese sono altissime ma i ritorni ancora incerti.
L'operazione, la più grande IPO della storia con una raccolta di circa 86 miliardi di dollari, aveva fruttato alle banche collocatrici commissioni record per 500 milioni. Oggi gli investitori che hanno acquistato al collocamento si trovano in potenziale perdita, mentre i fondi passivi legati al Nasdaq 100, in cui SpaceX è entrata con una corsia preferenziale, hanno assorbito il titolo senza riuscire a sostenerne il corso. In Europa, il contraccolpo si è fatto sentire sui listini tecnologici, già provati dal riposizionamento sui titoli growth, e anche le obbligazioni emesse da SpaceX a fine giugno hanno subito forti vendite.
Gli occhi sono ora puntati sulla prima relazione trimestrale da società quotata, attesa nelle prossime settimane, e sul tredicesimo volo di prova del razzo Starship, considerato un passaggio cruciale per la riduzione dei costi di lancio. Un ulteriore banco di prova sarà la scadenza parziale del lock-up post-IPO, che a partire da agosto consentirà ad alcuni azionisti storici e dipendenti di vendere le proprie quote, immettendo nuova potenziale pressione sul titolo.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.50 | critical |
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
Il mercato parla: una perdita di 800 miliardi di dollari segnala che nemmeno i titoli più hypeggiati sono immuni alla gravità.
Evidenziando la perdita assoluta in dollari anziché la percentuale, la narrazione amplifica il senso di un ribaltamento catastrofico, facendo apparire l'evento più significativo di un tipico calo post-IPO.
La cornice atlantica omette l'euforia iniziale e il ruolo degli investitori retail, concentrandosi esclusivamente sulla perdita per creare una narrazione di crollo improvviso.
Il continente osserva con un misto di schadenfreude e cautela mentre il volo meteorico del titolo spaziale incontra un atterraggio duro.
Usando metafore di caduta dal cielo e sottolineando il 'Kaufrausch' degli investitori retail, la narrazione inquadra il calo come una lezione morale sugli eccessi di mercato.
La cornice europea continentale omette la perdita assoluta di 800 miliardi di dollari, concentrandosi invece sul calo del prezzo e sulla narrazione della follia degli investitori retail.
L'osservatore russo annota il fatto senza abbellimenti: il titolo è sceso del 40% dai massimi, sotto il prezzo dell'IPO.
Presentando solo i dati grezzi e nessun commento, la cornice implica che tali movimenti di mercato siano di routine e non degni di allarme.
La cornice russa omette qualsiasi contesto sull'hype dell'IPO, sulla valutazione dell'azienda o sulla reazione del mercato più ampio, presentando l'evento come un mero fatto statistico.
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