
La scommessa sull’IA e il dilemma dell’inflazione: il monito della Fed e i rischi globali
Il presidente della Fed Kevin Warsh riconosce che gli investimenti nell’intelligenza artificiale spingono i prezzi, ma esclude un effetto inflazionistico, mentre il BIS avverte sui rischi di una correzione finanziaria.
Davanti alla commissione bancaria del Senato, il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha tracciato un perimetro inedito per il dibattito sull’intelligenza artificiale: gli investimenti massicci nel settore stanno già alimentando un rialzo dei prezzi misurati, ma un simile shock puntuale non costituisce di per sé un’inflazione persistente, perché può essere assorbito da una risposta dell’offerta. Warsh ha tuttavia espresso insoddisfazione per le metriche correnti dell’inflazione, definite “imperfette” nel cogliere le dinamiche di fondo, e ha ribadito che il Federal Reserve non tollererà livelli elevati di inflazione, segnalando che le task force appena istituite avranno sei mesi per proporre riforme sugli strumenti di analisi e sull’impatto economico dell’IA.
La presa di posizione arriva mentre la corsa agli investimenti in IA ha superato 1.200 miliardi di dollari dall’inizio del 2025, di cui 725 miliardi solo quest’anno, secondo i dati ripresi dalla Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS). L’istituto con sede a Basilea e il Fondo Monetario Internazionale indicano proprio un’inversione del sentiment tecnologico e l’escalation delle tensioni in Medio Oriente come i due maggiori rischi per la stabilità finanziaria globale. Le grandi aziende tecnologiche statunitensi hanno già perso duemila miliardi di valore di mercato da ottobre, mentre le emissioni obbligazionarie del settore hanno superato i 170 miliardi di dollari, segno di un ricorso crescente al debito per finanziare un capex che per le “Magnifiche 7” rappresenta ormai l’80% del flusso di cassa operativo. Il BIS avverte che in scenari avversi il saldo netto del settore potrebbe diventare negativo, innescando un effetto domino sulle condizioni finanziarie.
Le ripercussioni si estendono all’Asia e all’Europa. In Corea del Sud, l’indice Kospi è sceso del 20% dal picco semestrale, con vendite estere per 100 miliardi di dollari su titoli come Samsung e SK Hynix, il cui rally era stato alimentato dai profitti legati ai semiconduttori. In Malaysia, un’indagine di IDC rivela che il 57,5% delle organizzazioni investe in IA basandosi sul potenziale più che su analisi di ritorno, e il 40% segnala costi superiori alle attese o mancato raggiungimento del ROI. Sul fronte del lavoro, il dibattito italiano, raccolto da Il Fatto Quotidiano, sottolinea come la contrattazione collettiva possa già oggi disciplinare trasparenza algoritmica e percorsi di riqualificazione, mentre Warsh stima che l’IA creerà posti di lavoro nel breve e nel lungo periodo, pur con possibili turbolenze nel medio termine. Negli Stati Uniti, la produttività del lavoro cresce ai ritmi più alti da due decenni, ma analisti come quelli di KKR attribuiscono il fenomeno più alla digitalizzazione post-pandemica e al mercato del lavoro rigido che all’IA generativa, i cui effetti trasformativi sono attesi solo nel prossimo decennio.
Il prossimo appuntamento per valutare il nesso tra politica monetaria e innovazione tecnologica è la riunione del Federal Reserve del 28-29 luglio. Le task force interne alla banca centrale dovranno nel frattempo sciogliere il nodo se l’aumento dei prezzi indotto dall’IA resti un episodio transitorio o richieda un aggiustamento degli strumenti di policy, mentre i mercati obbligazionari già scontano un crescente scetticismo sulla redditività degli investimenti miliardari delle big tech.
| Stampa latinoamericana | −0.60 | critical |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
| Stampa europea continentale | +0.20 | neutral |
| Stampa arabo levante-Maghreb | 0.00 | neutral |
Gli analisti economici latinoamericani mettono in guardia: il boom degli investimenti in IA comporta rischi sistemici, sottolineando i dubbi interni della Fed sulle metriche dell'inflazione.
Citando istituzioni internazionali (BIS, FMI) e la stessa insoddisfazione della Fed per le sue misure di inflazione, il blocco costruisce credibilità per la sua posizione scettica attraverso fonti autorevoli e contraddizioni interne.
Il blocco omette la rassicurazione esplicita del presidente della Fed che gli aumenti dei prezzi non sono inflazionistici e che l'IA stimolerà l'occupazione, il che attenuerebbe l'allarme.
Il presidente della Fed Kevin Warsh afferma che gli aumenti dei prezzi guidati dall'IA non sono inflazionistici, poiché derivano da cambiamenti dal lato dell'offerta, e la Fed garantirà che l'inflazione rimanga sotto controllo.
Il blocco si basa sulla citazione diretta delle parole del presidente della Fed, presentando la sua autorità come sufficiente per stabilire la narrazione senza ulteriori analisi o contesto.
Il blocco omette qualsiasi analisi critica delle metriche di inflazione della Fed o dei rischi degli investimenti in IA, presenti nel blocco latinoamericano.
I commentatori europei sostengono che la perdita di posti di lavoro causata dall'IA è gestibile se la società governa proattivamente la transizione, inquadrando la disruption come parte normale del progresso.
Il blocco usa un tono equilibrato e filosofico per normalizzare la disruption, presentandola come una sfida che può essere guidata attraverso azione collettiva e lungimiranza, riducendo così l'allarme.
Il blocco omette i rischi macroeconomici degli investimenti in IA e le preoccupazioni inflazionistiche della Fed, concentrandosi invece sul mercato del lavoro e sulla governance sociale.
Il presidente della Fed Kevin Warsh afferma che l'inflazione è temporanea e che la banca centrale rimane indipendente dalle pressioni politiche, rassicurando i mercati.
Il blocco si basa su citazioni dirette del presidente della Fed per trasmettere autorità e neutralità, presentando le sue dichiarazioni come definitive senza ulteriore contesto o contestazione.
Il blocco omette qualsiasi menzione dell'insoddisfazione interna della Fed per le metriche di inflazione o dei rischi degli investimenti in IA, evidenziati nel blocco latinoamericano.
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