
Il silenzio dei condizionatori: a Teheran il caldo spegne la luce
Un guasto tecnico getta al buio il centro della capitale, mentre l’ondata di calore infrange record e solleva nubi di polvere su mezza Persia.
Sabato pomeriggio, all’incrocio tra Valiasr e Qaem Maqam, il ronzio dei condizionatori si è spento di colpo. Erano le due, il termometro segnava 40 gradi, e per oltre quattro ore migliaia di famiglie, negozi e uffici sono rimasti senza elettricità. La compagnia di distribuzione ha parlato di un «guasto tecnico» provocato dal sovraccarico della rete, ma in quel silenzio innaturale, rotto solo dal brusio dei generatori privati, molti hanno riconosciuto il sintomo di un’estate che si annunciava già difficile.
L’ondata di caldo che ha investito l’Iran in questi giorni non ha risparmiato nessuno. A Ahvaz, nel sud-ovest del paese, la colonnina di mercurio ha sfiorato i 49 gradi, mentre a Shahrekord, sull’altopiano, si scendeva fino a 11. Un divario di quasi 40 gradi che racconta la geografia estrema di un paese dove convivono deserti roventi e vette innevate. Secondo i meteorologi di Teheran, le temperature massime registrate nella capitale non hanno mai superato i 42,6 gradi negli ultimi cinquant’anni, ma la percezione è che ogni estate sia più torrida della precedente. E i dati danno loro ragione: a Dehloran, nella provincia di Ilam, si sono toccati i 49,5 gradi, mentre otto città iraniane sono entrate nella lista dei luoghi più caldi del pianeta.
Non è solo il caldo a rendere l’aria irrespirabile. Le previsioni per i giorni successivi parlavano di venti forti e tempeste di polvere in nove province, dalla Sistan-Baluchistan all’Isfahan, con raffiche capaci di sollevare nubi di sabbia e ridurre la visibilità. A Zabol, nell’est, il vento dei «120 giorni» soffiava già da settimane, mentre sulle pendici orientali degli Zagros la polvere si mescolava all’afa, creando un cocktail che le autorità sanitarie definivano «pericoloso per i soggetti a rischio». A Teheran, l’allerta gialla per vento forte è scattata fino a mercoledì, con l’invito a evitare di sostare vicino ad alberi e impalcature.
La rete elettrica iraniana, già provata da anni di sanzioni e investimenti insufficienti, fatica a reggere l’urto. A Mashhad, la seconda città del paese, il consumo ha superato i 2.000 megawatt, un record storico. Il gestore della rete ha avvertito che senza un calo dei consumi domestici sarebbero scattati i distacchi programmati, mentre il governo invitava i cittadini a impostare i condizionatori a 25 gradi. Ma nei quartieri popolari di Teheran, dove l’elettricità è spesso l’unica difesa contro il caldo, la richiesta suonava come un lusso. Secondo i dati ufficiali, le famiglie iraniane consumano un terzo dell’elettricità nazionale, ma il 13% della produzione si perde in una rete di trasmissione obsoleta: una cifra che basterebbe ad alimentare il 40% delle case.
Eppure, in questo scenario di polvere e blackout, c’è chi cercava refrigerio nei numeri. La sera, quando la temperatura scendeva appena sotto i 30 gradi, le famiglie uscivano sui balconi, e qualcuno ricordava che a Shahrekord, a poche ore di macchina, quella stessa notte si dormiva con una coperta leggera. Un’immagine di un Iran che, nonostante tutto, continua a offrire i suoi paradossi climatici come unica, precaria consolazione.
| Stampa iraniana e affini | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.70 | critical |
| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
L'Iran avverte la popolazione: venti forti e polvere in arrivo, seguite le indicazioni.
La ripetizione di bollettini tecnici e l'assenza di critiche creano l'impressione di una gestione ordinaria e competente dell'emergenza.
Non menziona i blackout elettrici a Teheran, che invece emergono nel blocco atlantico.
I cittadini di Teheran subiscono blackout ingiustificati mentre il governo tace.
L'articolo contrappone la sofferenza concreta della popolazione al silenzio delle istituzioni, creando un contrasto morale.
Non contestualizza l'ondata di caldo con le allerte meteo ufficiali, che invece sono dettagliate nel blocco iraniano.
Gli Emirati Arabi Uniti annunciano: domani bel tempo, temperature elevate ma normali.
La presentazione di temperature elevate come parte di un bollettino di routine normalizza il caldo estremo, evitando qualsiasi allarmismo.
Non fa alcun riferimento alle condizioni meteorologiche estreme in Iran o ai blackout, isolando il proprio contesto.
Allarga lo sguardo
Mojtaba Khamenei giura vendetta per il padre, Trump minaccia di ‘decimare’ l’Iran
6 lingue · 26 testate
Da Economy & MarketsLa tregua infranta sullo Stretto di Hormuz riaccende la volatilità del greggio
4 lingue · 10 testate
Da TechnologyOpenAI lancia Work e chiude Atlas: l’agente autonomo ridisegna la competizione
7 lingue · 7 testate