Accedi
Edizione delle 10:00 CETvenerdì 26 giugno 2026
307 testate · 17 lingue846 briefing oggi
Geopolitica e Politicamartedì 23 giugno 2026

Siria, l’Onu denuncia lo stallo del parlamento e il fallimento del piano per Sweida

A otto mesi dalle elezioni il legislativo di transizione non è ancora operativo, mentre la road map per la provincia drusa resta inattuata tra violenze e accuse incrociate.

Nel corso di un’informativa al Consiglio di Sicurezza, il vice inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, Claudio Cordone, ha delineato un quadro di paralisi su due fronti cruciali della transizione post-Assad: la mancata costituzione del parlamento e lo stallo del processo di reintegrazione nella provincia meridionale di Sweida. A più di otto mesi dalle elezioni presidenziali, il Consiglio del popolo non è ancora stato completato perché il presidente Ahmed al-Sharaa non ha nominato il terzo dei membri di sua competenza, un ritardo che, secondo fonti diplomatiche a New York, sta generando ansia crescente nella società siriana. Parallelamente, la road map per misure di fiducia e reinserimento lanciata nel settembre 2025 dopo gli scontri settari del luglio precedente – costati la vita a oltre 1.700 persone, in maggioranza civili drusi – non ha registrato alcun progresso concreto.

Dal punto di vista di Damasco, la responsabilità dello stallo in Sweida ricade sui gruppi armati drusi che, secondo il governatore Mustafa al-Bakour, ostacolano il ripristino delle istituzioni statali e la ricostruzione della fiducia, mentre il governo centrale continua a finanziare stipendi, sanità e istruzione. I leader drusi, che non parlano con una voce unitaria, ribattono di dover proteggere la propria comunità dopo le violenze subite e accusano Damasco di aver eroso la fiducia con la propria condotta durante gli scontri. In questo contesto, appelli secessionisti da parte di alcune frange druse minacciano, secondo l’Onu, l’unità e l’integrità territoriale siriana. Sul fronte meridionale, l’inviato ha denunciato il persistere di attività militari israeliane in violazione dell’accordo di disimpegno del 1974, con incursioni quasi quotidiane, posti di blocco temporanei e arresti di civili nella zona cuscinetto.

Le implicazioni di questo doppio stallo sono tangibili. L’assenza di un’assemblea legislativa funzionante impedisce la discussione di nuove leggi e la rappresentanza delle diverse componenti sociali, a partire dalle donne. A Sweida, il vuoto di sicurezza si traduce in sequestri, contro-sequestri e rivalità tra fazioni, mentre 13.500 studenti non hanno potuto sostenere gli esami nazionali per il secondo anno consecutivo. L’Onu segnala inoltre che quasi seimila persone legate al precedente regime sono detenute in attesa di processo, a testimonianza delle complesse sfide della giustizia di transizione. I bisogni umanitari restano elevati e, sebbene si registrino segnali di ripresa economica, le condizioni per un ritorno sostenibile degli sfollati variano sensibilmente da una regione all’altra.

Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, la fragilità del processo siriano ha ricadute dirette sulla pressione migratoria e sulla sicurezza del Mediterraneo allargato. Secondo analisti di Bruxelles, il mancato avanzamento politico e le tensioni irrisolte nel sud rischiano di alimentare nuove ondate di profughi. Il rappresentante permanente siriano all’Onu ha accusato Israele di essere l’ostacolo principale alla stabilità, pur ribadendo la disponibilità di Damasco a intese di sicurezza. Le Nazioni Unite hanno rinnovato l’appello al rispetto della sovranità siriana e alla liberazione dei detenuti illegalmente. Il Consiglio di Sicurezza continuerà a monitorare il dossier, ma al momento non si profilano passi avanti immediati.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

32%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa arabo levante-MaghrebStampa israeliana
Stampa arabo levante-Maghreb
AllarmeIndignazioneUrgenza

Le Nazioni Unite lanciano l'allarme sul ritardo nella formazione del parlamento di transizione siriano, definendolo una necessità urgente in una fase già segnata da continue violazioni israeliane. Il piano di reintegrazione della provincia a maggioranza drusa di Sweida è in stallo, mentre un'inchiesta ONU ha accertato oltre 1.700 vittime e possibili crimini di guerra. La stabilizzazione della Siria richiede di affrontare tanto le divisioni interne quanto le ingerenze esterne.

Stampa israeliana/ Sicurezza
AllarmeScetticismo

Le Nazioni Unite hanno riferito che il piano di pace per la regione drusa di Sweida in Siria non ha fatto progressi, con tensioni settarie ancora latenti a quasi un anno dalla violenza mortale. Un'inchiesta ONU ha accertato oltre 1.700 vittime e possibili crimini di guerra da parte di forze governative, combattenti tribali e gruppi armati drusi. L'instabilità persistente nel cuore druso solleva preoccupazioni per la sicurezza regionale, dati i legami transfrontalieri della comunità.

Allarga lo sguardo

Leggi di più
Ultim'ora
Apple scatena la tempesta tech: listini globali in rosso, petrolio ai minimi·Ondata di caldo in Europa: senza il cambiamento climatico sarebbe stata impossibile·Addio a Sergej Ivanov, l’architetto silenzioso del potere putiniano·Kenya tra giustizia minorile e repressione: il caso Utumishi e la memoria delle proteste Gen Z·Sei donne uccise in quattro Paesi: una cronaca di violenza domestica senza confini·Il grande ring si inceppa: rinvii, cause e il peso dei contratti·Teheran avverte: «Se Washington non frena Israele, reagiremo ai sorvoli»·Mekkhala e Higos colpiscono l’Asia orientale: due vittime a Taiwan, evacuazioni in Giappone·Apple scatena la tempesta tech: listini globali in rosso, petrolio ai minimi·Ondata di caldo in Europa: senza il cambiamento climatico sarebbe stata impossibile·Addio a Sergej Ivanov, l’architetto silenzioso del potere putiniano·Kenya tra giustizia minorile e repressione: il caso Utumishi e la memoria delle proteste Gen Z·Sei donne uccise in quattro Paesi: una cronaca di violenza domestica senza confini·Il grande ring si inceppa: rinvii, cause e il peso dei contratti·Teheran avverte: «Se Washington non frena Israele, reagiremo ai sorvoli»·Mekkhala e Higos colpiscono l’Asia orientale: due vittime a Taiwan, evacuazioni in Giappone·
Agg. 09:102 lingue · 4 testate
PrecedenteGeopolitica e PoliticaSuccessivo
4 testate|2 lingue|3 min lettura
martedì 23 giugno 2026

Siria, l’Onu denuncia lo stallo del parlamento e il fallimento del piano per Sweida

A otto mesi dalle elezioni il legislativo di transizione non è ancora operativo, mentre la road map per la provincia drusa resta inattuata tra violenze e accuse incrociate.

Nel corso di un’informativa al Consiglio di Sicurezza, il vice inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, Claudio Cordone, ha delineato un quadro di paralisi su due fronti cruciali della transizione post-Assad: la mancata costituzione del parlamento e lo stallo del processo di reintegrazione nella provincia meridionale di Sweida. A più di otto mesi dalle elezioni presidenziali, il Consiglio del popolo non è ancora stato completato perché il presidente Ahmed al-Sharaa non ha nominato il terzo dei membri di sua competenza, un ritardo che, secondo fonti diplomatiche a New York, sta generando ansia crescente nella società siriana. Parallelamente, la road map per misure di fiducia e reinserimento lanciata nel settembre 2025 dopo gli scontri settari del luglio precedente – costati la vita a oltre 1.700 persone, in maggioranza civili drusi – non ha registrato alcun progresso concreto.

Dal punto di vista di Damasco, la responsabilità dello stallo in Sweida ricade sui gruppi armati drusi che, secondo il governatore Mustafa al-Bakour, ostacolano il ripristino delle istituzioni statali e la ricostruzione della fiducia, mentre il governo centrale continua a finanziare stipendi, sanità e istruzione. I leader drusi, che non parlano con una voce unitaria, ribattono di dover proteggere la propria comunità dopo le violenze subite e accusano Damasco di aver eroso la fiducia con la propria condotta durante gli scontri. In questo contesto, appelli secessionisti da parte di alcune frange druse minacciano, secondo l’Onu, l’unità e l’integrità territoriale siriana. Sul fronte meridionale, l’inviato ha denunciato il persistere di attività militari israeliane in violazione dell’accordo di disimpegno del 1974, con incursioni quasi quotidiane, posti di blocco temporanei e arresti di civili nella zona cuscinetto.

Le implicazioni di questo doppio stallo sono tangibili. L’assenza di un’assemblea legislativa funzionante impedisce la discussione di nuove leggi e la rappresentanza delle diverse componenti sociali, a partire dalle donne. A Sweida, il vuoto di sicurezza si traduce in sequestri, contro-sequestri e rivalità tra fazioni, mentre 13.500 studenti non hanno potuto sostenere gli esami nazionali per il secondo anno consecutivo. L’Onu segnala inoltre che quasi seimila persone legate al precedente regime sono detenute in attesa di processo, a testimonianza delle complesse sfide della giustizia di transizione. I bisogni umanitari restano elevati e, sebbene si registrino segnali di ripresa economica, le condizioni per un ritorno sostenibile degli sfollati variano sensibilmente da una regione all’altra.

Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, la fragilità del processo siriano ha ricadute dirette sulla pressione migratoria e sulla sicurezza del Mediterraneo allargato. Secondo analisti di Bruxelles, il mancato avanzamento politico e le tensioni irrisolte nel sud rischiano di alimentare nuove ondate di profughi. Il rappresentante permanente siriano all’Onu ha accusato Israele di essere l’ostacolo principale alla stabilità, pur ribadendo la disponibilità di Damasco a intese di sicurezza. Le Nazioni Unite hanno rinnovato l’appello al rispetto della sovranità siriana e alla liberazione dei detenuti illegalmente. Il Consiglio di Sicurezza continuerà a monitorare il dossier, ma al momento non si profilano passi avanti immediati.

Divergenza delle fonti

Geopolitica e Politica · 4 testate · 2 lingue

32%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale20%
Critico80%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa arabo levante-MaghrebStampa israeliana
Stampa arabo levante-Maghreb
AllarmeIndignazioneUrgenza

Le Nazioni Unite lanciano l'allarme sul ritardo nella formazione del parlamento di transizione siriano, definendolo una necessità urgente in una fase già segnata da continue violazioni israeliane. Il piano di reintegrazione della provincia a maggioranza drusa di Sweida è in stallo, mentre un'inchiesta ONU ha accertato oltre 1.700 vittime e possibili crimini di guerra. La stabilizzazione della Siria richiede di affrontare tanto le divisioni interne quanto le ingerenze esterne.

Stampa israeliana/ Sicurezza
AllarmeScetticismo

Le Nazioni Unite hanno riferito che il piano di pace per la regione drusa di Sweida in Siria non ha fatto progressi, con tensioni settarie ancora latenti a quasi un anno dalla violenza mortale. Un'inchiesta ONU ha accertato oltre 1.700 vittime e possibili crimini di guerra da parte di forze governative, combattenti tribali e gruppi armati drusi. L'instabilità persistente nel cuore druso solleva preoccupazioni per la sicurezza regionale, dati i legami transfrontalieri della comunità.

Questa notizia è apparsa su

4 testate · 2 lingue

Allarga lo sguardo

Da Economy & Markets

Volkswagen, il piano che agita la Germania: fino a 100.000 esuberi e quattro stabilimenti a rischio

10 lingue · 17 testate

Da Technology

Arrestato in Montenegro un pirata informatico iraniano: danni per 3,4 miliardi agli atenei USA

4 lingue · 8 testate

Da Science & Health

Retatrutide, il farmaco che promette risultati da chirurgia bariatrica e il giallo del paziente 79enne

3 lingue · 6 testate

Leggi di più