
Attentato a Bannu: duplice esplosione contro civili e soccorritori mentre Islamabad accusa Kabul
Sette morti e tre feriti in un agguato con ordigni telecomandati nel nord-ovest pachistano; nessuna rivendicazione immediata ma i sospetti si concentrano sui talebani pachistani, in un contesto di scontri transfrontalieri e recriminazioni reciproche fra Pakistan e Afghanistan.
Due esplosioni consecutive, innescate a distanza nel giro di pochi minuti, hanno ucciso almeno sette persone e ne hanno ferite tre nel distretto di Bannu, nella provincia pachistana di Khyber Pakhtunkhwa, al confine con l’Afghanistan. Secondo quanto ricostruito dalla polizia locale, un primo ordigno rudimentale ha colpito un pick-up privato che trasportava passeggeri; mentre i soccorritori stavano trasportando i feriti verso un ospedale, un secondo dispositivo è esploso nello stesso punto, centrando volontari e forze di sicurezza. Il comandante della polizia distrettuale Yasir Afridi ha precisato che entrambi gli esplosivi erano IED artigianali con detonatore remoto, una tecnica che nella regione viene attribuita da Islamabad ai gruppi armati legati al Tehrik‑e‑Taliban Pakistan (TTP).
Il primo ministro Shehbaz Sharif ha condannato l’attacco e ha ribadito che il governo «resta impegnato a estirpare il terrorismo» e a portare i responsabili davanti alla giustizia. Anche il presidente Asif Ali Zardari ha espresso cordoglio alle famiglie e ha lanciato un monito, senza nominare alcun gruppo, ai «mandanti interni ed esterni del terrorismo» che offrono rifugio, supporto logistico e finanziamenti alle reti militanti. Nessuna organizzazione ha ancora rivendicato l’attentato, ma nella lettura degli apparati di sicurezza pachistani i sospetti ricadono inevitabilmente sul TTP, attivissimo nella fascia frontiera e storicamente responsabile di azioni analoghe contro obiettivi civili e delle forze dell’ordine.
La tensione fra Islamabad e Kabul è da mesi il sottotesto di ogni episodio di violenza nella regione. Dalla presa del potere dei talebani in Afghanistan nell’agosto 2021, il governo pachistano denuncia con regolarità che i vertici e i combattenti del TTP trovano rifugio in territorio afghano, da cui pianificherebbero gli attacchi. Kabul respinge sistematicamente queste accuse, sostenendo di non permettere l’uso del proprio suolo per minacciare il vicino. La dinamica ha però superato la semplice recriminazione diplomatica: a fine febbraio, le forze aeree pachistane hanno condotto raid mirati nella provincia afghana, inclusa la capitale Kabul, e ancora la scorsa settimana bombardamenti vicino alla frontiera hanno causato almeno dodici vittime secondo le autorità afghane. Da ottobre i principali valichi di frontiera restano pressoché chiusi, paralizzando il commercio bilaterale e colpendo le popolazioni locali di entrambi i lati.
Per gli osservatori europei e nordamericani, la cronicizzazione dell’instabilità in quel quadrante mantiene vivi i rischi di proiezione terroristica e alimenta flussi migratori irregolari verso il continente. Bruxelles, secondo analisti comunitari, segue con preoccupazione l’escalation perché un eventuale indebolimento del controllo talebano potrebbe riproporre scenari di caos e di nuova espansione delle reti jihadiste. Non vi sono al momento sviluppi diplomatici in grado di allentare la spirale, e l’inchiesta sugli attentati di Bannu è appena avviata: le forze di sicurezza hanno sigillato l’area e sono al lavoro per raccogliere reperti, mentre le autorità provinciali di Khyber Pakhtunkhwa hanno promesso cure mediche e assistenza alle famiglie colpite.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il Pakistan ha incolpato l'Afghanistan per un doppio attentato stradale a Bannu che ha ucciso sette persone, inclusi soccorritori. Le esplosioni telecomandate evidenziano la continua minaccia transfrontaliera che incombe sulla sicurezza regionale.
Due bombe sono esplose nel distretto di Bannu, colpendo prima un veicolo passeggeri e poi i soccorritori, provocando sette morti. Le autorità hanno fornito dati sulle vittime ma nessuno ha rivendicato l'attentato.
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