
Senegal, la beffa mondiale e l’addio a Thiaw: ultimo atto di una gestione tormentata
La rimonta belga negli ottavi di finale del Mondiale 2026 costa il posto al commissario tecnico Pape Thiaw. Epilogo di un anno segnato dalla vittoria revocata della Coppa d’Africa e da tensioni interne.
Il sogno senegalese al Mondiale 2026 si è infranto in una notte di incredulità e lacrime. In vantaggio 2-0 sul Belgio fino all’86′, i Leoni della Teranga hanno subito un’agguerrita rimonta che ha portato la sfida ai supplementari, per poi soccombere 3-2 con un calcio di rigore al 125′. Una sconfitta che sa di beffa atroce, e che ha immediatamente scatenato la reazione della Federazione: a poche ore dall’eliminazione, il comitato esecutivo ha avviato la procedura di licenziamento del ct Pape Thiaw e del suo intero staff. Una decisione definita «nell’interesse del calcio senegalese», su cui il presidente Abdoulaye Fall terrà una conferenza stampa lunedì per spiegare motivazioni e prospettive future.
Il percorso di Thiaw sulla panchina della nazionale era iniziato alla fine del 2024 e si era subito caricato di ambiguità. A gennaio, la squadra aveva conquistato sul campo la Coppa d’Africa, battendo il Marocco 1-0 in una finale controversa: dopo un rigore concesso ai marocchini nei minuti di recupero, il tecnico aveva ordinato ai suoi di abbandonare il terreno di gioco per protesta. La partita era ripresa dopo diciassette minuti e il Senegal aveva segnato il gol vittoria, ma la Confederazione africana, due mesi dopo, aveva ribaltato il risultato a tavolino, assegnando il titolo al Marocco per forfait. Un episodio che ha lasciato cicatrici profonde, alimentando un clima di sfiducia e ricorsi legali ancora aperti dinanzi al Tribunale Arbitrale dello Sport.
Al Mondiale in Nord America, la squadra non è mai riuscita a esprimere il proprio potenziale. Sconfitta dalla Francia (3-1) e dalla Norvegia (3-2) nella fase a gironi, si è qualificata agli ottavi solo come una delle migliori terze grazie a un rotondo 5-0 sull’Iraq. Ma le fragilità emerse sono state accentuate da voci di indisciplina all’interno della delegazione: secondo la stampa sudamericana, durante la concentrazione a New York si sarebbero verificate feste notturne e consumi non consentiti, e alcuni giocatori sarebbero stati lasciati a provvedere autonomamente ai pasti. A rendere insostenibile la posizione di Thiaw ha contribuito anche la presa di posizione pubblica del centrocampista Pape Gueye, che sui social ha dichiarato di non voler più giocare per la nazionale finché il tecnico fosse rimasto in carica.
L’esonero di Thiaw si inserisce in un più ampio valzer di panchine seguito al Mondiale allargato a 48 squadre: con lui salgono a quattordici i commissari tecnici sollevati dall’incarico dopo l’eliminazione. Un dato che sottolinea l’impietosa logica del calcio globale, in cui il confine tra successo e fallimento si misura in istanti. Per il Senegal si apre ora una fase di rifondazione, con l’obiettivo dichiarato di ricostruire la nazionale in vista del prossimo ciclo di competizioni. La ferita della Coppa d’Africa revocata e l’amarezza mondiale dovranno essere rimarginate da una nuova guida tecnica, che erediterà un gruppo ricco di talento ma anche di profonde contraddizioni.
| Stampa africana subsahariana | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
| Stampa sud-est asiatica | −0.30 | critical |
Il Senegal ha esonerato Thiaw per non aver ripagato la fiducia dopo il trionfo in Coppa d'Africa, ma questa decisione da sola non può risolvere i problemi più profondi della squadra.
Giustifica l'esonero come conseguenza logica del fallimento sportivo, ma lascia intendere che la federazione abbia una responsabilità più ampia.
Omesso il contesto della protesta e della squalifica di Thiaw, che avrebbe potuto offrire una spiegazione alternativa per la sua performance.
L'esonero di Thiaw è un normale avvicendamento tecnico, parte di una tendenza più ampia tra le squadre mondiali che cambiano allenatore dopo il torneo.
Normalizza il licenziamento inquadrandolo come un evento statistico, riducendo l'accaduto a un dato quantificabile.
Omette il contesto della recente vittoria in Coppa d'Africa del Senegal, che avrebbe reso l'eliminazione precoce più sorprendente e l'esonero più significativo.
L'esonero di Thiaw non è stato solo per i cattivi risultati, ma anche per la sua indisciplina durante la finale di Coppa d'Africa, che lo ha reso un peso.
Collega il fallimento sportivo alla condotta personale, delegittimando il tecnico su entrambi i fronti senza esplorare il contesto della sua protesta.
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