
Scaloni: «Messi è una macchina, resterà il migliore finché vorrà». Ora la Svizzera
Il ct argentino blinda il capitano nonostante i due rigori sbagliati e lancia la sfida ai quarti contro la Svizzera, che torna tra le prime otto dopo 72 anni.
La rimonta dell’Argentina contro l’Egitto negli ottavi di finale del Mondiale 2026 ha già la forma di un manifesto. Sotto di due gol fino al 34’ della ripresa, l’Albiceleste ha ribaltato la partita con un gol e un assist di Lionel Messi, che a 39 anni guida la classifica marcatori a quota otto reti, in coabitazione con Kylian Mbappé. Al termine della sfida, il commissario tecnico Lionel Scaloni ha scelto parole che non concedono spazio a dubbi: «Leo corre più o meno la stessa quantità in ogni partita. Quando dà tutto e sente di poter fare male, diventa una macchina. Finché vorrà giocare, sarà il migliore».
I numeri, secondo i dati condivisi dallo staff tecnico e rilanciati dai media sudamericani, confermano che le distanze percorse da Messi non sono cambiate rispetto alle edizioni precedenti del torneo. La preparazione atletica condotta con un preparatore personale ha dato frutti, ma è l’efficacia a essere cresciuta: ogni tocco, ogni movimento laterale verso destra – come quello che ha generato l’assist per Cristian Romero e il gol del pareggio – risulta più determinante. Nonostante due errori dal dischetto in questo Mondiale, Scaloni ha ribadito che Messi resta il rigorista designato: «Se lui vuole tirare, tirerà. La decisione è solo sua». Una gerarchia che, secondo gli osservatori europei, riflette non soltanto la fiducia tecnica ma anche la leadership carismatica del capitano.
La partita con l’Egitto ha lasciato strascichi polemici. Dalla panchina avversaria, il ct Hossam Hassan ha accusato l’arbitraggio di favoritismi, un’accusa che Scaloni ha respinto con nettezza: «Non c’è alcun favoritismo, anzi oggi è molto difficile che possa verificarsi». La stampa mediorientale ha dato ampio risalto alle proteste, ma il tecnico argentino ha preferito spostare l’attenzione sulla solidità della sua squadra, capace di adattarsi alle letture tattiche di Messi, che ora agisce più al centro ma è libero di svariare, con i compagni pronti a seguirlo.
Adesso l’Argentina si prepara ad affrontare la Svizzera nei quarti di finale a Kansas City. Gli elvetici, che hanno eliminato la Colombia ai rigori, tornano tra le prime otto dopo settantadue anni e, come ha riconosciuto lo stesso Scaloni, «competono con le migliori, hanno tradizione mondiale, giocatori esperti e grande forza fisica». La prospettiva che questo possa essere l’ultimo grande torneo di Messi carica la sfida di un’emozione aggiuntiva, ma il campo dirà se la macchina argentina saprà ancora una volta imporre il proprio ritmo.
| Stampa del Golfo arabo | +0.10 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa sud-est asiatica | +0.30 | aligned |
| Stampa latinoamericana | +0.60 | aligned |
Il Golfo arabo registra con distacco: Scaloni definisce Messi una macchina, i numeri confermano.
Il blocco ancora la narrazione a citazioni dirette e statistiche, evitando qualsiasi inquadramento emotivo.
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Il Sud-est asiatico difende la scelta di Scaloni: Messi resta il rigorista, la fiducia è totale.
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L'America Latina esalta Messi: è una macchina, il migliore finché gioca.
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