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Crimini & Disastridomenica 28 giugno 2026

Ryan Mendes, il capitano di Capo Verde accusato di stupro in Nuova Zelanda

Un’interprete brasiliana denuncia il calciatore per un’aggressione sessuale avvenuta ad Auckland a marzo; la polizia indaga, ma Mendes continua a giocare il Mondiale.

Ryan Mendes, 36 anni, capitano della nazionale di Capo Verde, è sotto inchiesta in Nuova Zelanda con l’accusa di stupro. A sporgere denuncia, il 10 aprile alle autorità di Auckland, è stata una cittadina brasiliana che lavorava come interprete per la squadra africana durante una serie di amichevoli pre-Mondiali. Secondo la ricostruzione fornita dalla donna – e ripresa dalla stampa brasiliana – la violenza sarebbe avvenuta il 27 marzo, poche ore dopo la partita persa contro il Cile, in un hotel dove alloggiava la delegazione capoverdiana. La presunta vittima ha raccontato di essere stata convocata per un incontro di lavoro e, resasi conto che si trattava di un evento sociale, di essere tornata in camera, dove Mendes l’avrebbe poi raggiunta, aggredendola fisicamente e abusando di lei. Un referto medico, allegato agli atti, descrive ematomi su collo, seno, labbra e arti inferiori, oltre a lesioni genitali compatibili con la dinamica denunciata.

La polizia neozelandese ha confermato l’apertura di un’indagine, senza però fornire dettagli a causa delle norme locali sulla privacy, e attende gli esiti degli esami forensi. Parallelamente, la donna e suo marito hanno inoltrato richieste formali alla Federazione calcistica di Capo Verde e alla FIFA per ottenere l’esclusione del giocatore dal Mondiale 2026, senza ricevere risposta. Secondo quanto riportato dai media brasiliani, un dirigente della federazione capoverdiana avrebbe liquidato la vicenda come “un problema personale di Ryan”. La FIFA, in una nota diffusa nelle ore successive alla divulgazione della notizia, ha dichiarato di prendere “con la massima serietà qualsiasi accusa di comportamento scorretto” e di essere in contatto con le autorità neozelandesi, ma ha evitato ogni commento su eventuali procedimenti interni.

Mendes, attaccante dell’Igdir FK (seconda divisione turca), è il calciatore con il maggior numero di presenze e di gol nella storia della nazionale di Capo Verde, che sta vivendo la sua prima partecipazione a una fase a eliminazione diretta di un Mondiale. La squadra, rivelazione del torneo dopo aver pareggiato con Spagna e Uruguay e aver superato il girone, è attesa venerdì a Miami dalla sfida contro l’Argentina. L’inchiesta, che in caso di condanna potrebbe comportare fino a vent’anni di carcere secondo la legge neozelandese, resta aperta: non è stato ancora formalizzato alcun capo d’accusa, né spiccato un mandato di arresto, e il giocatore non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche. L’assenza di un trattato di estradizione tra Nuova Zelanda e Capo Verde complica il quadro giudiziario, mentre l’eventuale cooperazione internazionale rimane al momento solo un’ipotesi.

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domenica 28 giugno 2026

Ryan Mendes, il capitano di Capo Verde accusato di stupro in Nuova Zelanda

Un’interprete brasiliana denuncia il calciatore per un’aggressione sessuale avvenuta ad Auckland a marzo; la polizia indaga, ma Mendes continua a giocare il Mondiale.

Ryan Mendes, 36 anni, capitano della nazionale di Capo Verde, è sotto inchiesta in Nuova Zelanda con l’accusa di stupro. A sporgere denuncia, il 10 aprile alle autorità di Auckland, è stata una cittadina brasiliana che lavorava come interprete per la squadra africana durante una serie di amichevoli pre-Mondiali. Secondo la ricostruzione fornita dalla donna – e ripresa dalla stampa brasiliana – la violenza sarebbe avvenuta il 27 marzo, poche ore dopo la partita persa contro il Cile, in un hotel dove alloggiava la delegazione capoverdiana. La presunta vittima ha raccontato di essere stata convocata per un incontro di lavoro e, resasi conto che si trattava di un evento sociale, di essere tornata in camera, dove Mendes l’avrebbe poi raggiunta, aggredendola fisicamente e abusando di lei. Un referto medico, allegato agli atti, descrive ematomi su collo, seno, labbra e arti inferiori, oltre a lesioni genitali compatibili con la dinamica denunciata.

La polizia neozelandese ha confermato l’apertura di un’indagine, senza però fornire dettagli a causa delle norme locali sulla privacy, e attende gli esiti degli esami forensi. Parallelamente, la donna e suo marito hanno inoltrato richieste formali alla Federazione calcistica di Capo Verde e alla FIFA per ottenere l’esclusione del giocatore dal Mondiale 2026, senza ricevere risposta. Secondo quanto riportato dai media brasiliani, un dirigente della federazione capoverdiana avrebbe liquidato la vicenda come “un problema personale di Ryan”. La FIFA, in una nota diffusa nelle ore successive alla divulgazione della notizia, ha dichiarato di prendere “con la massima serietà qualsiasi accusa di comportamento scorretto” e di essere in contatto con le autorità neozelandesi, ma ha evitato ogni commento su eventuali procedimenti interni.

Mendes, attaccante dell’Igdir FK (seconda divisione turca), è il calciatore con il maggior numero di presenze e di gol nella storia della nazionale di Capo Verde, che sta vivendo la sua prima partecipazione a una fase a eliminazione diretta di un Mondiale. La squadra, rivelazione del torneo dopo aver pareggiato con Spagna e Uruguay e aver superato il girone, è attesa venerdì a Miami dalla sfida contro l’Argentina. L’inchiesta, che in caso di condanna potrebbe comportare fino a vent’anni di carcere secondo la legge neozelandese, resta aperta: non è stato ancora formalizzato alcun capo d’accusa, né spiccato un mandato di arresto, e il giocatore non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche. L’assenza di un trattato di estradizione tra Nuova Zelanda e Capo Verde complica il quadro giudiziario, mentre l’eventuale cooperazione internazionale rimane al momento solo un’ipotesi.

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