
Russia, il consumo di alcol si contrae mentre l’auto accelera l’elettrico in Sudamerica
Produzione di vodka e vino in calo, consumatori russi virano su carni più economiche; in Argentina crolla la fabbricazione di veicoli, ma in Colombia quattro auto su dieci sono già elettrificate.
Nel primo semestre del 2026 la produzione russa di alcolici ha registrato una contrazione diffusa, con la vodka in calo del 4% e il vino del 12,6% rispetto all’anno precedente, secondo i dati dell’agenzia federale Rosalkogoltabakkontrol. A trainare il ribasso è stato soprattutto il crollo del 26,7% nella produzione di cognac a giugno, un’accelerazione che gli analisti di Mosca collegano alle restrizioni sulle importazioni di distillati dall’Armenia, fornitore chiave di semilavorati per l’imbottigliamento. Le autorità russe hanno sospeso a fine maggio le vendite di prodotti di tre aziende armene per non conformità agli standard, interrompendo catene di approvvigionamento che i produttori locali non hanno ancora potuto riorganizzare.
Il fenomeno non è isolato. L’intero comparto alimentare russo mostra segnali di riposizionamento della domanda verso fasce di prezzo più basse. Nel primo trimestre, le vendite di steak di manzo e di salumi pregiati sono diminuite in volume di oltre il 10%, mentre sono cresciuti gli acquisti di carne macinata, cotolette e salsicce, ha rilevato la società di analisi NTech. Anche il tè, nero e verde, ha perso circa il 10% nelle vendite al dettaglio. Secondo gli operatori della grande distribuzione, il consumatore russo cerca di mantenere le proteine nella dieta riducendo la spesa, e vede nei formati più piccoli di salumi un surrogato del pasto fuori casa.
Sul fronte automobilistico, l’Argentina ha chiuso il semestre con un calo produttivo del 18,3%, nonostante un rimbalzo delle vendite ai concessionari a giugno (+22,5% su maggio). Il presidente dell’associazione dei costruttori ADEFA ha parlato di «tempi di ricomposizione più lenti della domanda» e ha invocato un alleggerimento del carico fiscale da parte delle province per consolidare volumi sostenibili. In Cina, le case giapponesi Toyota e Honda hanno subito cali di vendite rispettivamente del 17% e del 35%, penalizzate dalla rapida migrazione dei consumatori verso veicoli elettrici e ibridi plug-in, favorita anche dal caro-petrolio legato alle tensioni mediorientali. Pechino vede ormai gli elettrificati rappresentare il 63% delle consegne Toyota, con i modelli completamente elettrici in crescita dell’83%.
In Colombia, il mercato delle auto nuove ha invece registrato un’impennata delle motorizzazioni alternative: nel primo semestre le immatricolazioni di elettriche pure sono aumentate del 235,5% e quelle ibride del 74,6%, raggiungendo insieme il 43% del totale. Tesla e BYD si spartiscono la leadership tra le elettriche, mentre Suzuki e Toyota competono negli ibridi, con i SUV a dominare entrambi i segmenti. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, questi segnali indicano che la transizione elettrica nei mercati emergenti procede a velocità disomogenee, creando opportunità per i costruttori che presidiano sia la fascia premium sia i modelli compatti. Il secondo semestre sarà decisivo per verificare se la contrazione dei consumi russi si stabilizzerà e se la Colombia supererà la soglia simbolica del 50% di veicoli elettrificati sul totale delle vendite.
| Stampa russa e CSI | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | +0.10 | neutral |
| Stampa europea continentale | −0.40 | critical |
La Russia registra un calo produttivo e incolpa l'Armenia per la crisi del cognac, mentre il resto del mondo si elettrifica.
Attribuendo le difficoltà a fattori esterni, si evita di discutere le cause strutturali interne.
Non menziona la crescita delle auto elettriche in Colombia, che rappresenta un'altra tendenza dei mercati emergenti.
La Colombia celebra la transizione elettrica mentre l'Argentina e la Cina mostrano le difficoltà del settore automobilistico tradizionale.
Presentando dati positivi e negativi, si crea un quadro di complessità che evita una narrazione univoca.
Non menziona il calo dei consumi in Russia, che è l'altro polo della storia.
L'Europa osserva con distacco le abitudini alcoliche russe, sottolineando le disparità regionali.
Utilizzando dati statistici per descrivere un comportamento culturale, si rafforza uno stereotipo senza analizzare le cause economiche.
Non menziona il calo della produzione di vodka o la crescita delle auto elettriche in Colombia, perdendo il contesto globale.
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