
Garcia e il Belgio si separano: finisce dopo i quarti mondiali l’era del tecnico francese
La federcalcio belga non rinnova il contratto in scadenza a luglio. Il cammino negli Stati Uniti, chiuso dalla Spagna campione, non basta a proseguire il progetto.
Rudi Garcia non sarà più l’allenatore del Belgio. L’annuncio congiunto della Royal Belgian Football Association e del tecnico francese, diffuso nella giornata di lunedì, chiude un ciclo durato diciotto mesi: il contratto in scadenza il 31 luglio non verrà rinnovato, e i Diavoli Rossi si presenteranno agli impegni di Nations League di settembre con una nuova guida. La decisione arriva dopo l’eliminazione ai quarti di finale del Mondiale 2026 per mano della Spagna, futura campione, che si è imposta per 2-1 in una partita in cui il Belgia è stata l’unica squadra capace di perforare la porta iberica nell’intero torneo.
Il percorso americano della nazionale belga si era aperto con il primo posto nel Gruppo G, davanti a Egitto, Iran e Nuova Zelanda, e con un netto 4-1 agli Stati Uniti padroni di casa negli ottavi di finale. Contro la Spagna, la rete di Charles De Ketelaere ha tenuto viva la sfida fino alla fine, ma non è bastata a evitare l’uscita di scena. Garcia lascia la panchina con un bilancio di dodici vittorie, sei pareggi e due sconfitte in venti incontri, e con la squadra saldamente nella Lega A di Nations League e tra le prime otto del ranking mondiale.
L’avventura del sessantaduenne francese era cominciata nel febbraio 2025, in un momento delicato per la federazione. Il predecessore Domenico Tedesco era stato esonerato dopo un Europeo deludente e tensioni con giocatori chiave, su tutti il portiere Thibaut Courtois, che si era rifiutato di rispondere alle convocazioni. Secondo analisti vicini all’ambiente di Bruxelles, Garcia ha saputo ricucire lo spogliatoio e restituire coesione a un gruppo segnato dalla fine del cosiddetto “golden generation”, con Kevin De Bruyne, Romelu Lukaku e lo stesso Courtois ormai oltre i trentatré anni. Lo stesso tecnico, nel messaggio di addio, ha rivendicato con orgoglio di aver contribuito ad avviare il ricambio generazionale, dando spazio a profili come Jérémy Doku, Charles De Ketelaere e il difensore Nathan Ngoy.
Il profilo di Garcia, ex Lille, Roma, Marsiglia e Lione, era approdato in Belgio dopo quattordici mesi di inattività seguiti all’esonero dal Napoli e a un’esperienza controversa in Arabia Saudita con l’Al-Nassr, dove i media locali avevano riportato frizioni con Cristiano Ronaldo. La stampa francese e italiana aveva accolto con scetticismo la sua nomina, ma il direttore sportivo Vincent Mannaert ha pubblicamente riconosciuto il contributo del tecnico in un “contesto sportivo e finanziario difficile”, sottolineando come la sua esperienza abbia permesso di ottenere un “grande risultato” al Mondiale.
Ora la federcalcio belga è al lavoro per individuare il successore. Le prossime partite ufficiali sono già in calendario: il 25 settembre la trasferta di Nations League contro l’Italia, seguita il 28 dal match interno con la Francia. Due impegni che, per il nuovo corso tecnico, rappresenteranno un banco di prova immediato in un girone di altissimo profilo, mentre il movimento belga cerca di voltare pagina senza smarrire l’eredità di un ciclo comunque competitivo.
| Stampa iraniana e affini | 0.00 | neutral |
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| Stampa russa e CSI | +0.30 | aligned |
| Stampa latinoamericana | −0.20 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
L'Iran riporta la decisione della federazione belga di non rinnovare Garcia nonostante il raggiungimento dei quarti, vedendola come un segno degli alti standard del calcio belga.
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