
Prigioniera del fidanzato per tre anni: il calvario di Yuvita Tri Rezeki e la caccia al torturatore
Una donna di 29 anni è stata ritrovata in condizioni critiche dopo essere stata segregata e seviziata, secondo le autorità, dal compagno che ora è in fuga.
Una giovane donna di 29 anni, Yuvita Tri Rezeki, è stata scoperta il 10 giugno scorso nel reparto d’urgenza dell’ospedale Hasan Sadikin di Bandung, a Giava Occidentale, con il corpo devastato da ferite che i medici descrivono come conseguenza di anni di segregazione e torture. Secondo la polizia regionale, la vittima era scomparsa dalla sua famiglia nel 2023 e sarebbe stata tenuta prigioniera dal fidanzato, identificato come Taufik Hidayat, 30 anni, in una stanza in affitto nel distretto di Cileunyi. I familiari, che l’avevano cercata a lungo anche diffondendo appelli sui social, sono stati avvertiti da un messaggio anonimo e l’hanno ritrovata con il volto sfigurato, entrambi gli occhi compromessi al punto da causare cecità, sei denti anteriori mancanti, il labbro superiore mutilato e ustioni da sigaretta su tutto il corpo.
Le autorità sanitarie e i parenti riferiscono che la paziente ha subito diversi interventi chirurgici, tra cui l’asportazione di un occhio a causa di un’infezione grave, e che sulla testa erano presenti larve al momento del ricovero. La polizia di Giava Occidentale ha confermato che il sospettato è ancora in fuga, nonostante un tentativo di irruzione che lo ha visto sfuggire all’ultimo momento. Il padre dell’uomo si è presentato a casa della vittima dichiarando che il figlio non tornava quasi mai dalla famiglia. Nel frattempo, il governatore della provincia, Dedi Mulyadi, ha annunciato che coprirà personalmente tutte le spese mediche, dopo che l’assicurazione sanitaria nazionale aveva negato la copertura trattandosi di vittima di reato.
L’inchiesta si allarga ora su possibili altre vittime: alcune donne hanno raccontato sui social di aver subito violenze simili dallo stesso uomo in passato, in particolare nella zona di Garut, ma al momento non risultano denunce formali. I legali dello studio Hotman 911, che assistono la famiglia gratuitamente, hanno sollecitato le forze dell’ordine a verificare queste segnalazioni. La vittima, ancora ricoverata in isolamento, ha iniziato a comunicare con i parenti e avrebbe confermato di aver subito anche violenze sessuali, sebbene gli inquirenti non abbiano ancora formalizzato questo capo d’accusa in attesa di poter raccogliere una deposizione chiara.
Il caso ha mobilitato esponenti politici e organizzazioni per i diritti umani: la Commissione parlamentare competente ha chiesto l’intervento dell’agenzia di protezione testimoni e delle commissioni nazionali contro la violenza sulle donne, mentre il ministero per l’Empowerment femminile ha promesso assistenza psicologica e legale. La polizia ha dichiarato di aver formato una squadra speciale per la cattura del fuggitivo, che secondo gli investigatori si sposta di continuo per eludere la cattura. Le condizioni della sopravvissuta, pur in lento miglioramento, restano critiche e i medici prevedono ulteriori operazioni di ricostruzione facciale.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La vicenda della donna segregata e torturata per tre anni dal fidanzato a Bandung ha scatenato un'ondata di indignazione pubblica. Mentre la polizia dà la caccia al fuggitivo, personaggi noti e politici offrono sostegno legale e chiedono pene severe. Nel frattempo emergono altre presunte vittime e si raccolgono donazioni per le cure mediche.
Le autorità indonesiane stanno cercando un uomo sospettato di aver tenuto segregata e maltrattato la sua fidanzata per tre anni a Bandung. Il caso è stato registrato secondo le leggi penali vigenti e la polizia ha avviato una caccia all'uomo. La vittima sta ricevendo cure mediche.
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