
Portogallo avanti nel segno di Jota: Ronaldo piega la Croazia, ora la Spagna
La vittoria per 2-1 sui croati, maturata nel finale, proietta i lusitani agli ottavi del Mondiale 2026, dove li attende la Spagna, in una notte dedicata alla memoria dell'attaccante scomparso un anno fa.
Il Portogallo ha strappato il pass per gli ottavi di finale del Mondiale 2026 con una rimonta carica di pathos, piegando la Croazia 2-1 al Toronto Stadium. Dopo il vantaggio croato, Cristiano Ronaldo ha pareggiato su rigore al 68’, ma è stato Gonçalo Ramos, entrato dalla panchina, a decidere la sfida con un colpo di testa nei minuti di recupero. L’ultimo brivido è arrivato da un gol croato annullato per fuorigioco a ridosso del fischio finale, a suggellare una serata in cui il calcio si è intrecciato con la memoria.
La partita si è giocata alla vigilia del primo anniversario della scomparsa di Diogo Jota e del fratello André Silva, morti in un incidente stradale in Spagna il 3 luglio 2025. I giocatori portoghesi sono scesi in campo con braccialetti che portavano il nome di Jota, la sua immagine è apparsa sui maxischermi durante l’inno e i tifosi hanno liberato palloncini con il numero 21 al minuto corrispondente. Dopo il triplice fischio, Ronaldo ha sollevato e poi indossato la maglia numero 21 dell’ex compagno, visibilmente commosso: «È un giorno speciale, per il nostro Jota, che è lassù a illuminarci», ha dichiarato. Nelle stesse ore, il Liverpool inaugurava ad Anfield il memoriale permanente “Forever 20”, una scultura a forma di cuore che fonde i numeri di maglia dei due fratelli e incorpora cimeli lasciati dai tifosi, a testimonianza di un lutto che ha attraversato l’intera comunità calcistica europea.
Per Ronaldo, la serata ha aggiunto un altro record a una carriera straordinaria: a 41 anni e 147 giorni è diventato il marcatore più anziano in una fase a eliminazione diretta dei Mondiali, realizzando peraltro il suo primo gol in un knock-out iridato. Il capitano, premiato come uomo partita, è stato sostituito all’81’ da Roberto Martínez, che ha spiegato la scelta con la necessità di inserire un centrocampista per blindare il vantaggio. «Dopo il gol di Ramos, era il momento di controllare il punto di forza dell’avversario», ha detto il ct, lodando anche la miglior prima frazione giocata dalla sua squadra nel torneo. Ronaldo, dal canto suo, ha rimandato ogni decisione sul futuro in nazionale a dopo il Mondiale, mentre fuori dall’albergo di Toronto centinaia di tifosi lo hanno acclamato dal balcone.
L’orizzonte ora si chiama Spagna: lunedì 6 luglio a Dallas andrà in scena un derby iberico che promette equilibrio e tensione tattica. Martínez ha respinto i favori del pronostico («Rispettiamo la Spagna, non ci consideriamo favoriti») e ha ricordato come entrambe le selezioni si conoscano alla perfezione. La Furia Rossa, che finora ha vinto tutte le partite del torneo, rappresenta un banco di prova severissimo per un Portogallo che, nel segno di Jota, ha trovato una spinta emotiva capace di trasformare il dolore in slancio competitivo.
| Stampa europea continentale | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa del Golfo arabo | +0.60 | aligned |
L'establishment calcistico tedesco parla: la vittoria portoghese sottolinea solo quanto siamo caduti in basso. I nostri fallimenti sono la vera storia.
Il blocco usa la partita del Portogallo come specchio per proiettare la delusione tedesca, trasformando un evento neutro in una critica autoreferenziale. Confrontando costantemente con l'uscita della Germania, fa sì che la partita riguardi il fallimento tedesco piuttosto che il successo portoghese.
Il blocco omette qualsiasi celebrazione del risultato portoghese o del contesto commemorativo di Diogo Jota, concentrandosi esclusivamente sulle implicazioni negative per la Germania.
Il tifoso sportivo neutrale parla: una partita emozionante decisa da abilità e determinazione. Il Portogallo ha meritato la vittoria.
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