
Kiev colpisce ancora il centro satellitare di Dubna, Mosca abbatte 419 droni: escalation a lungo raggio
Zelensky rivendica il secondo attacco in una settimana al centro comunicazioni spaziale nella regione di Mosca, mentre la difesa aerea russa intercetta centinaia di velivoli senza pilota, con vittime civili tra cui un neonato.
Nella notte tra lunedì e martedì la Russia ha dichiarato di aver intercettato e distrutto 419 droni ucraini su diciannove regioni, inclusa la capitale. L’ondata ha provocato vittime civili: un neonato di sei mesi è morto a Yegoryevsk, nella regione di Mosca, dopo che un velivolo senza pilota ha colpito un’abitazione privata, e una donna anziana è deceduta nella regione di Tver a causa delle macerie. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato il secondo attacco in una settimana al centro di comunicazioni spaziali di Dubna, a oltre cinquecento chilometri dal confine, definendolo un obiettivo militare utilizzato per la ricognizione e il coordinamento delle forze di occupazione russe in Ucraina.
Da Mosca, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha accusato Kiev di colpire deliberatamente i civili, sollecitando una condanna internazionale. Secondo fonti russe, l’attacco segue quello di 660 droni abbattuti pochi giorni prima, segnando un’intensificazione che le autorità locali descrivono come una minaccia crescente alla sicurezza interna. Da Kiev, Zelensky inquadra queste operazioni come “sanzioni a lungo raggio” e parte di una campagna di quaranta giorni volta a costringere la Russia a porre fine alla guerra. L’Ucraina sostiene di colpire infrastrutture militari ed energetiche per ridurre la capacità di Mosca di finanziare il conflitto, ora al quinto anno, e per portare le conseguenze dell’invasione sul territorio russo.
L’intensificarsi degli attacchi in profondità sta producendo effetti tangibili: per la prima volta, il presidente Vladimir Putin ha riconosciuto pubblicamente carenze di carburante in alcune regioni, inclusa la Crimea, e ha promesso di rafforzare la protezione degli impianti petroliferi. Secondo analisti di Bruxelles, la strategia ucraina mira a erodere il consenso interno russo e a dimostrare che il conflitto non è confinato al fronte. Tuttavia, le vittime civili sollevano interrogativi sulla proporzionalità e sul rispetto del diritto internazionale umanitario, un tema che, secondo fonti diplomatiche europee, potrebbe influenzare il dibattito nei paesi NATO, Italia compresa, dove l’opinione pubblica è sensibile alle ricadute umanitarie e al rischio di un’escalation incontrollata.
La guerra, iniziata nel febbraio 2022, è entrata nel suo quinto anno senza prospettive di negoziato. Mosca ribadisce che qualsiasi accordo di pace deve prevedere il ritiro ucraino dalle quattro regioni annesse e la rinuncia all’adesione alla NATO. Kiev, sostenuta dagli aiuti militari occidentali, insiste sulla restituzione di tutti i territori occupati. In questo stallo, la Turchia si è offerta come mediatore, mentre i Paesi Bassi hanno avvertito che la Russia potrebbe lanciare un’offensiva limitata contro un membro dell’Alleanza entro un anno dalla fine del conflitto. Il prossimo vertice NATO ad Ankara sarà un banco di prova per la coesione alleata di fronte all’escalation, mentre l’Italia e gli altri partner europei dovranno bilanciare il sostegno a Kiev con la gestione dei rischi di un allargamento del conflitto.
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La Russia afferma di aver intercettato 419 droni ucraini durante la notte, ma le autorità non hanno segnalato vittime. Il resoconto sottolinea l'intensificarsi della campagna di droni a lungo raggio di Kiev, in particolare contro le infrastrutture energetiche. L'assenza di menzione di vittime lascia aperti interrogativi sull'impatto complessivo.
Una massiccia offensiva di droni ucraini ha colpito città russe, con 419 velivoli abbattuti. Gli attacchi hanno ucciso almeno tre persone, tra cui un neonato di sei mesi deceduto durante il trasporto in ospedale. La narrazione inquadra l'accaduto come un'escalation aggressiva di Zelensky, mettendo in risalto la sofferenza dei civili.
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