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Pechino esibisce il supercomputer senza GPU e il caccia di sesta generazione, sfida tecnologica a Occidente e vincoli USA

In pochi giorni la Cina ha mostrato il più potente calcolatore al mondo, basato solo su processori domestici, e il primo riconoscimento ufficiale del caccia di nuova generazione, ridisegnando la mappa della competizione strategica.

La Cina ha scalzato gli Stati Uniti dalla vetta della classifica TOP500 dei supercomputer con LineShine, un sistema capace di 2,198 exaflop che non utilizza alcun processore grafico (GPU) e si affida esclusivamente a 45mila processori domestici LX2 e a un sistema operativo sviluppato internamente. Secondo i dati della classifica, si tratta del primo calcolatore a superare la soglia dei due exaflop con la sola forza delle CPU, superando di circa il 20% il sistema americano El Capitan. Il risultato assume un rilievo particolare perché matura in piena vigenza delle restrizioni statunitensi all’esportazione di semiconduttori avanzati verso la Cina.

Quasi in contemporanea, i media militari ufficiali dell’Esercito Popolare di Liberazione hanno diffuso un video per il decimo anniversario dell’aereo da trasporto pesante Y-20 in cui compare, per pochi istanti e in forma volutamente sfocata, la sagoma di un velivolo senza piani di coda. Nel dialogo in cabina, il comandante ordina di rifornire prima il «Maestro Sei» – il bombardiere strategico H-6 – e poi il «Piccolo Sei», nomignolo mai utilizzato prima in canali ufficiali e interpretato dagli analisti di Pechino come il primo riconoscimento implicito del programma per un caccia di sesta generazione. Fonti vicine all’industria della difesa cinese indicano che il velivolo, sviluppato dalla Chengdu, avrebbe già accumulato diversi voli di prova con prototipi evolutivi, l’ultimo dei quali all’inizio del 2026, e che un secondo progetto parallelo è in corso presso la Shenyang.

La combinazione dei due annunci ridisegna la percezione della traiettoria tecnologica cinese. Dal punto di vista di Washington, il supercomputer LineShine dimostra che i controlli sulle esportazioni di chip non hanno impedito a Pechino di raggiungere l’autonomia nel calcolo ad alte prestazioni, sebbene gli analisti americani sottolineino che le prestazioni nei carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale restano inferiori a quelle dei sistemi basati su GPU. Sul fronte aeronautico, osservatori della NATO rilevano che il caccia di sesta generazione, con un raggio d’azione stimato di circa 4.000 chilometri e la capacità di essere rifornito in volo dai nuovi tanker YY-20, estenderebbe in modo significativo la proiezione di forza cinese nel Pacifico orientale e meridionale, alterando gli equilibri regionali.

Per l’Europa e per l’Italia, i segnali che giungono da Pechino toccano due nervi scoperti della sovranità tecnologica. Bruxelles sta investendo nel calcolo exascale con il progetto EuroHPC, ma la dipendenza da architetture e componenti esterne resta elevata; il caso LineShine mostra che un percorso interamente domestico è possibile, per quanto oneroso. Sul piano militare, il programma cinese per un caccia di sesta generazione procede con un ritmo che, secondo gli analisti della difesa europei, potrebbe portare a una messa in servizio all’inizio del prossimo decennio, con largo anticipo rispetto al futuro F-47 statunitense e ai progetti ancora in fase di studio nel Vecchio Continente. La partita tecnologica si gioca ora sulla capacità di tradurre questi dimostratori in capacità operative e sulla risposta che le altre potenze sapranno organizzare. I prossimi aggiornamenti della classifica TOP500 e i nuovi filmati di prova in volo sono attesi come banchi di prova della solidità di queste ambizioni.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 4 lingue

38%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa iraniana e affiniStampa cinese
Stampa iraniana e affini/ Regime
TrionfoSchadenfreudeRevanscismo

La Cina ha umiliato l'America scalzando il suo supercomputer dalla vetta mondiale proprio mentre Washington tenta di strangolarla con embarghi sui chip. Il caccia di sesta generazione, mostrato ufficialmente per la prima volta, conferma che i cieli appartengono ormai a Pechino e che l'egemonia tecnologica occidentale è finita.

Stampa cinese/ Statale
PragmatismoDistacco

Il video ufficiale che mostra il nuovo caccia rappresenta un segnale misurato: la Cina procede con costanza nel rafforzamento della propria difesa nazionale, senza clamori ma con determinazione. L'immagine fugace del velivolo di sesta generazione, insieme al primato nel supercalcolo, illustra un percorso di autosufficienza tecnologica e di maturità strategica a lungo termine.

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lunedì 29 giugno 2026

Pechino esibisce il supercomputer senza GPU e il caccia di sesta generazione, sfida tecnologica a Occidente e vincoli USA

In pochi giorni la Cina ha mostrato il più potente calcolatore al mondo, basato solo su processori domestici, e il primo riconoscimento ufficiale del caccia di nuova generazione, ridisegnando la mappa della competizione strategica.

La Cina ha scalzato gli Stati Uniti dalla vetta della classifica TOP500 dei supercomputer con LineShine, un sistema capace di 2,198 exaflop che non utilizza alcun processore grafico (GPU) e si affida esclusivamente a 45mila processori domestici LX2 e a un sistema operativo sviluppato internamente. Secondo i dati della classifica, si tratta del primo calcolatore a superare la soglia dei due exaflop con la sola forza delle CPU, superando di circa il 20% il sistema americano El Capitan. Il risultato assume un rilievo particolare perché matura in piena vigenza delle restrizioni statunitensi all’esportazione di semiconduttori avanzati verso la Cina.

Quasi in contemporanea, i media militari ufficiali dell’Esercito Popolare di Liberazione hanno diffuso un video per il decimo anniversario dell’aereo da trasporto pesante Y-20 in cui compare, per pochi istanti e in forma volutamente sfocata, la sagoma di un velivolo senza piani di coda. Nel dialogo in cabina, il comandante ordina di rifornire prima il «Maestro Sei» – il bombardiere strategico H-6 – e poi il «Piccolo Sei», nomignolo mai utilizzato prima in canali ufficiali e interpretato dagli analisti di Pechino come il primo riconoscimento implicito del programma per un caccia di sesta generazione. Fonti vicine all’industria della difesa cinese indicano che il velivolo, sviluppato dalla Chengdu, avrebbe già accumulato diversi voli di prova con prototipi evolutivi, l’ultimo dei quali all’inizio del 2026, e che un secondo progetto parallelo è in corso presso la Shenyang.

La combinazione dei due annunci ridisegna la percezione della traiettoria tecnologica cinese. Dal punto di vista di Washington, il supercomputer LineShine dimostra che i controlli sulle esportazioni di chip non hanno impedito a Pechino di raggiungere l’autonomia nel calcolo ad alte prestazioni, sebbene gli analisti americani sottolineino che le prestazioni nei carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale restano inferiori a quelle dei sistemi basati su GPU. Sul fronte aeronautico, osservatori della NATO rilevano che il caccia di sesta generazione, con un raggio d’azione stimato di circa 4.000 chilometri e la capacità di essere rifornito in volo dai nuovi tanker YY-20, estenderebbe in modo significativo la proiezione di forza cinese nel Pacifico orientale e meridionale, alterando gli equilibri regionali.

Per l’Europa e per l’Italia, i segnali che giungono da Pechino toccano due nervi scoperti della sovranità tecnologica. Bruxelles sta investendo nel calcolo exascale con il progetto EuroHPC, ma la dipendenza da architetture e componenti esterne resta elevata; il caso LineShine mostra che un percorso interamente domestico è possibile, per quanto oneroso. Sul piano militare, il programma cinese per un caccia di sesta generazione procede con un ritmo che, secondo gli analisti della difesa europei, potrebbe portare a una messa in servizio all’inizio del prossimo decennio, con largo anticipo rispetto al futuro F-47 statunitense e ai progetti ancora in fase di studio nel Vecchio Continente. La partita tecnologica si gioca ora sulla capacità di tradurre questi dimostratori in capacità operative e sulla risposta che le altre potenze sapranno organizzare. I prossimi aggiornamenti della classifica TOP500 e i nuovi filmati di prova in volo sono attesi come banchi di prova della solidità di queste ambizioni.

Divergenza delle fonti

Difesa e Sicurezza · 4 testate · 4 lingue

38%Media

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Come si dividono

Favorevole75%
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Come la stessa storia è raccontata altrove.

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TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa iraniana e affiniStampa cinese
Stampa iraniana e affini/ Regime
TrionfoSchadenfreudeRevanscismo

La Cina ha umiliato l'America scalzando il suo supercomputer dalla vetta mondiale proprio mentre Washington tenta di strangolarla con embarghi sui chip. Il caccia di sesta generazione, mostrato ufficialmente per la prima volta, conferma che i cieli appartengono ormai a Pechino e che l'egemonia tecnologica occidentale è finita.

Stampa cinese/ Statale
PragmatismoDistacco

Il video ufficiale che mostra il nuovo caccia rappresenta un segnale misurato: la Cina procede con costanza nel rafforzamento della propria difesa nazionale, senza clamori ma con determinazione. L'immagine fugace del velivolo di sesta generazione, insieme al primato nel supercalcolo, illustra un percorso di autosufficienza tecnologica e di maturità strategica a lungo termine.

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