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Tra flanella e mostri: l’estate in cui il cinema riscopre le sue icone

Dall’adolescenza di Elle Woods ai Minions nella Hollywood del muto, luglio 2026 porta sugli schermi due prequel che trasformano la nostalgia in un linguaggio universale.

In un liceo di Seattle, nel 1995, una ragazza vestita di rosa acceso si aggira smarrita in un mare di flanella scura, anelli al naso e cappucci neri. Elle Woods, ancora lontana dalle aule di Harvard, scopre che Bikini Kill non è un marchio di costumi e che i brillantini non migliorano lo smiley face dei Nirvana. È la scena che accoglie lo spettatore all’inizio di “Elle”, la serie prequel di “Legally Blonde” disponibile su Prime Video dal primo luglio, e che restituisce in un solo fotogramma lo spaesamento di un’icona in erba alle prese con un mondo che non la capisce.

Quella stessa settimana, nei cinema italiani arriva “Minions & Monsters”, settimo capitolo dell’universo di “Cattivissimo me” e terzo spin-off dedicato alle creature gialle. Diretto da Pierre Coffin – che firma la regia in solitaria e presta ancora la voce a tutti i Minions – il film catapulta i protagonisti nella Hollywood degli anni Venti, tra set del muto e omaggi a Buster Keaton, Charlie Chaplin e Tex Avery. In un’intervista all’Adnkronos, Coffin ha spiegato di aver voluto rendere omaggio a un’epoca in cui “molte innovazioni tecniche sono nate”, e di aver intrecciato la storia a un periodo di grandi migrazioni dall’Europa orientale, quando “la maggior parte dei grandi studi di Hollywood è stata fondata da europei dell’Est”. Un affresco storico che, assicura il regista francese, “non è una lezione di storia e né vuole esserlo”, ma che offre uno spazio inedito per la saga.

Entrambi i progetti si inseriscono in una più ampia strategia dell’industria dell’intrattenimento, che secondo gli analisti nordamericani continua a scavare nel proprio passato per alimentare il presente. “Elle”, prodotta da Reese Witherspoon e interpretata dall’esordiente Lexi Minetree, riporta in vita un personaggio che dal 2001 ha attraversato sequel, musical e persino la politica: il conduttore Jimmy Fallon accusò Donald Trump di aver plagiato un discorso di Elle Woods, mentre Kim Kardashian ne ha imitato i look e tenta l’esame da avvocato in California. La serie, ambientata prima degli eventi del film, è stata accolta in modo contrastante dalla critica anglosassone: c’è chi, come il Sydney Morning Herald, la definisce “completamente inutile ma dannatamente divertente”, e chi, come IndieWire, la boccia senza appello.

Sul fronte Minions, il pubblico globale si trova di fronte a un fenomeno che non conosce barriere linguistiche. Il “minionese”, idioma inventato da Coffin mescolando inglese, spagnolo, francese, italiano, portoghese e giapponese, permette a spettatori di ogni latitudine di riconoscere frammenti familiari, trasformando la comunicazione in un gesto comico universale. La pellicola, che vede nel cast doppiatori come Jeff Bridges e Christoph Waltz, si rivolge tanto ai bambini in vacanza scolastica – come segnalano i media brasiliani – quanto agli adulti cresciuti con i primi capitoli della saga.

In un’estate in cui le piattaforme e le sale si contendono l’attenzione con prequel, reboot e universi condivisi, il dibattito si allarga anche al ruolo dell’intelligenza artificiale nel cinema. Coffin, pur riconoscendo che l’IA “può essere uno strumento utile”, ha confessato all’Adnkronos di non capire “perché si stiano investendo così tanti soldi in questa tecnologia, proclamandola come ‘il futuro’, mentre nel frattempo rischia di distruggere tutto ciò che le sta intorno”. Parole che risuonano come un contrappunto ironico in un mese in cui, tra flanella e mostri, il passato torna a reclamare il proprio spazio sul grande e piccolo schermo.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 3 lingue

38%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa atlantica / anglosferaStampa europea continentale
Stampa atlantica / anglosfera/ Progressista
IroniaScetticismo

La serie prequel di Legally Blonde è un'aggiunta superflua al franchise, ma sorprende per umorismo e fascino. La nostalgia da sola avrebbe garantito spettatori, ma la serie si guadagna il suo spazio con un divertimento genuino. La critica ne riconosce la ridondanza, ma la consiglia comunque come piacevole visione estiva.

Stampa europea continentale/ Mediterranea
AllarmeIndignazione

Il nuovo film dei Minions viene presentato come un affettuoso omaggio all'età d'oro di Hollywood, ma il regista coglie l'occasione per lanciare un allarme sull'intelligenza artificiale. Avverte che l'IA, acclamata come il futuro, sta distruggendo tutto ciò che tocca, minacciando la creatività stessa da cui il cinema dipende. Il film diventa così un simbolo di resistenza contro l'invasione tecnologica dell'arte.

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martedì 30 giugno 2026

Tra flanella e mostri: l’estate in cui il cinema riscopre le sue icone

Dall’adolescenza di Elle Woods ai Minions nella Hollywood del muto, luglio 2026 porta sugli schermi due prequel che trasformano la nostalgia in un linguaggio universale.

In un liceo di Seattle, nel 1995, una ragazza vestita di rosa acceso si aggira smarrita in un mare di flanella scura, anelli al naso e cappucci neri. Elle Woods, ancora lontana dalle aule di Harvard, scopre che Bikini Kill non è un marchio di costumi e che i brillantini non migliorano lo smiley face dei Nirvana. È la scena che accoglie lo spettatore all’inizio di “Elle”, la serie prequel di “Legally Blonde” disponibile su Prime Video dal primo luglio, e che restituisce in un solo fotogramma lo spaesamento di un’icona in erba alle prese con un mondo che non la capisce.

Quella stessa settimana, nei cinema italiani arriva “Minions & Monsters”, settimo capitolo dell’universo di “Cattivissimo me” e terzo spin-off dedicato alle creature gialle. Diretto da Pierre Coffin – che firma la regia in solitaria e presta ancora la voce a tutti i Minions – il film catapulta i protagonisti nella Hollywood degli anni Venti, tra set del muto e omaggi a Buster Keaton, Charlie Chaplin e Tex Avery. In un’intervista all’Adnkronos, Coffin ha spiegato di aver voluto rendere omaggio a un’epoca in cui “molte innovazioni tecniche sono nate”, e di aver intrecciato la storia a un periodo di grandi migrazioni dall’Europa orientale, quando “la maggior parte dei grandi studi di Hollywood è stata fondata da europei dell’Est”. Un affresco storico che, assicura il regista francese, “non è una lezione di storia e né vuole esserlo”, ma che offre uno spazio inedito per la saga.

Entrambi i progetti si inseriscono in una più ampia strategia dell’industria dell’intrattenimento, che secondo gli analisti nordamericani continua a scavare nel proprio passato per alimentare il presente. “Elle”, prodotta da Reese Witherspoon e interpretata dall’esordiente Lexi Minetree, riporta in vita un personaggio che dal 2001 ha attraversato sequel, musical e persino la politica: il conduttore Jimmy Fallon accusò Donald Trump di aver plagiato un discorso di Elle Woods, mentre Kim Kardashian ne ha imitato i look e tenta l’esame da avvocato in California. La serie, ambientata prima degli eventi del film, è stata accolta in modo contrastante dalla critica anglosassone: c’è chi, come il Sydney Morning Herald, la definisce “completamente inutile ma dannatamente divertente”, e chi, come IndieWire, la boccia senza appello.

Sul fronte Minions, il pubblico globale si trova di fronte a un fenomeno che non conosce barriere linguistiche. Il “minionese”, idioma inventato da Coffin mescolando inglese, spagnolo, francese, italiano, portoghese e giapponese, permette a spettatori di ogni latitudine di riconoscere frammenti familiari, trasformando la comunicazione in un gesto comico universale. La pellicola, che vede nel cast doppiatori come Jeff Bridges e Christoph Waltz, si rivolge tanto ai bambini in vacanza scolastica – come segnalano i media brasiliani – quanto agli adulti cresciuti con i primi capitoli della saga.

In un’estate in cui le piattaforme e le sale si contendono l’attenzione con prequel, reboot e universi condivisi, il dibattito si allarga anche al ruolo dell’intelligenza artificiale nel cinema. Coffin, pur riconoscendo che l’IA “può essere uno strumento utile”, ha confessato all’Adnkronos di non capire “perché si stiano investendo così tanti soldi in questa tecnologia, proclamandola come ‘il futuro’, mentre nel frattempo rischia di distruggere tutto ciò che le sta intorno”. Parole che risuonano come un contrappunto ironico in un mese in cui, tra flanella e mostri, il passato torna a reclamare il proprio spazio sul grande e piccolo schermo.

Divergenza delle fonti

Media e Intrattenimento · 5 testate · 3 lingue

38%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole75%
Critico25%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 3 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa atlantica / anglosferaStampa europea continentale
Stampa atlantica / anglosfera/ Progressista
IroniaScetticismo

La serie prequel di Legally Blonde è un'aggiunta superflua al franchise, ma sorprende per umorismo e fascino. La nostalgia da sola avrebbe garantito spettatori, ma la serie si guadagna il suo spazio con un divertimento genuino. La critica ne riconosce la ridondanza, ma la consiglia comunque come piacevole visione estiva.

Stampa europea continentale/ Mediterranea
AllarmeIndignazione

Il nuovo film dei Minions viene presentato come un affettuoso omaggio all'età d'oro di Hollywood, ma il regista coglie l'occasione per lanciare un allarme sull'intelligenza artificiale. Avverte che l'IA, acclamata come il futuro, sta distruggendo tutto ciò che tocca, minacciando la creatività stessa da cui il cinema dipende. Il film diventa così un simbolo di resistenza contro l'invasione tecnologica dell'arte.

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