
Gaza, raid israeliani uccidono cinque palestinesi nonostante la tregua in vigore da ottobre
L'esercito israeliano conferma di aver colpito «terroristi jihadisti», mentre il ministero della Sanità di Gaza denuncia vittime civili. L'inviato statunitense accusa entrambe le parti di violare l'accordo.
Almeno cinque palestinesi, tra cui un bambino di otto anni, sono stati uccisi ieri in due distinti attacchi aerei israeliani nel centro e nel sud della Striscia di Gaza. Lo riferiscono fonti mediche e della protezione civile locale, precisando che il primo raid, condotto con un drone su un assembramento di civili a Deir al-Balah, ha provocato tre morti e cinque feriti; il secondo, su una tenda sulla spiaggia di Khan Younis, ha causato altre due vittime e oltre ventisette feriti. Gli attacchi avvengono nonostante il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti ed entrato in vigore nell'ottobre 2024, che secondo i dati delle due parti ha già visto la morte di oltre mille palestinesi e quattro soldati israeliani in otto mesi di tregua armata.
Secondo fonti militari israeliane, il raid su Deir al-Balah era diretto contro «terroristi jihadisti» e i suoi risultati sono ancora in fase di valutazione; per l'attacco a Khan Younis, l'esercito ha dichiarato di aver preso di mira un membro di Hamas, aggiungendo che il numero di vittime riportato dalle autorità di Gaza non corrisponde alle informazioni in proprio possesso. Il ministero della Sanità dell'enclave, controllato da Hamas, accusa Israele di violare sistematicamente la tregua e ha diffuso i nomi delle vittime, tra cui il piccolo Malik Wael Abu Shawish. Dal canto suo, l'inviato speciale statunitense per Gaza, Nikolay Mladenov, ha affermato che entrambe le parti stanno violando l'accordo, in una dinamica di reciproche accuse che congela di fatto ogni prospettiva di stabilizzazione.
Sul terreno, la tregua è minata anche da un'espansione silenziosa del controllo territoriale israeliano. Testimoni locali e fonti della sicurezza interna di Gaza riferiscono che nella notte tra domenica e lunedì mezzi blindati hanno spostato di circa centocinquanta metri verso ovest i blocchi di cemento che delimitano la cosiddetta «linea gialla» – una fascia di sicurezza imposta unilateralmente da Israele all'interno della Striscia – allargando di fatto l'area interdetta ai palestinesi a nord del ponte di Wadi Gaza. Contemporaneamente, sono state fatte brillare abitazioni e infrastrutture a est di Khan Younis e a est di Gaza City. Secondo il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, le forze armate controllano ormai circa il settanta per cento del territorio, una percentuale che supera di dieci punti le stime circolate in precedenza e che, per gli analisti mediorientali, ridisegna la geografia dell'enclave in attesa di un negoziato politico che tarda ad arrivare.
La cornice diplomatica resta fragile. L'accordo di cessate il fuoco, raggiunto con la mediazione di Washington nell'autunno scorso, non ha mai interrotto del tutto le ostilità: raid aerei quasi quotidiani e operazioni di terra continuano a scandire la vita della Striscia, mentre il bilancio complessivo del conflitto iniziato il 7 ottobre 2023 ha superato, secondo il ministero della Sanità di Gaza, i settantatremila morti palestinesi e la distruzione di quasi il novanta per cento delle infrastrutture civili. In Cisgiordania, intanto, un adolescente palestinese è stato ucciso ieri a Ramallah da colpi di arma da fuoco israeliani durante un'operazione militare. Al momento non sono stati annunciati nuovi colloqui, e il dossier resta in una condizione di stallo operativo che, osservano da Bruxelles, rischia di allontanare ulteriormente l'ipotesi di una soluzione politica negoziata.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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In violazione del cessate il fuoco, l'esercito di occupazione israeliano ha ucciso tre palestinesi, tra cui un bambino, in un raid aereo su Deir al-Balah. Le forze di occupazione stanno espandendo il loro controllo sul territorio, mentre il bilancio delle vittime sale. La comunità internazionale assiste in silenzio a queste continue violazioni.
L'occupante sionista ha ucciso tre palestinesi, tra cui un bambino, in una nuova violazione del cessate il fuoco a Gaza. Questi attacchi rientrano in una strategia di espansione territoriale e repressione sistematica. La resistenza palestinese è l'unica risposta legittima a questa aggressione coloniale.
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