
Oslo, la principessa Mette-Marit dimessa dopo il trapianto: il figlio ai domiciliari nella residenza reale
La convalescenza della futura regina si intreccia con la vicenda giudiziaria di Marius Borg Høiby, condannato in primo grado per stupro e ora con braccialetto elettronico a Skaugum.
La corte d’appello di Oslo ha disposto che Marius Borg Høiby, figlio della principessa ereditaria Mette-Marit, sconti la custodia cautelare nella residenza di famiglia di Skaugum, sorvegliato da un braccialetto elettronico. La decisione, contro la quale la procura norvegese ha rinunciato a presentare ricorso, è stata comunicata poche ore dopo che la casa reale aveva annunciato le dimissioni della principessa dall’ospedale Rikshospitalet, dove a metà giugno era stata sottoposta a un trapianto di polmone. Secondo fonti della casa reale, la principessa, affetta dal 2018 da una forma rara di fibrosi polmonare, affronterà ora un programma di riabilitazione di almeno sei mesi, durante il quale non svolgerà impegni ufficiali.
La procura generale norvegese, secondo quanto riportato dai media scandinavi, aveva inizialmente impugnato la concessione dei domiciliari, ritenendo persistente il pericolo di reiterazione del reato. Il tribunale distrettuale di Oslo ha invece accolto la richiesta della difesa, subordinando la misura a test antidroga regolari e al divieto di allontanamento, con deroghe solo per motivi di lavoro, studio o cure mediche. Borg Høiby, 29 anni, era stato condannato in primo grado a quattro anni di reclusione per due casi di violenza sessuale e maltrattamenti contro un’ex compagna; sia la difesa sia l’accusa hanno impugnato la sentenza, che non è ancora passata in giudicato.
La sovrapposizione tra il rientro a casa della principessa e il trasferimento del figlio nella dépendance di Skaugum carica la vicenda di un significato che, secondo analisti scandinavi, travalica la cronaca giudiziaria. La tenuta di Skaugum, donata nel 1929 al principe ereditario Olav e occupata durante la guerra dal commissario del Reich Josef Terboven, è proprietà privata della famiglia reale e residenza ufficiale della coppia ereditaria dal 2001. Il fatto che un condannato per reati sessuali vi sconti la custodia cautelare mentre la futura regina vi conduce la convalescenza rende, nell’ottica di osservatori di Oslo, sempre più difficile per la corte mantenere la tradizionale separazione tra dimensione privata e ruolo istituzionale della monarchia.
La principessa, in una dichiarazione diffusa dalla casa reale, ha espresso “profonda gratitudine” verso i donatori di organi e il personale sanitario, mentre il principe Haakon ha parlato di “grande sollievo” per il ritorno a casa della moglie, pur riconoscendo che “un lungo cammino di recupero ci attende e possono insorgere complicazioni”. Il primario di pneumologia Are Holm ha precisato che, anche nei casi più favorevoli, la stabilizzazione clinica dopo un trapianto di polmone richiede circa un anno. Nel frattempo, il processo d’appello per Borg Høiby non ha ancora una data fissata, e la sua permanenza a Skaugum è destinata a prolungare l’attenzione mediatica su una famiglia reale già provata dalla malattia e dall’esposizione giudiziaria.
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La famiglia reale norvegese mostra sostegno al figlio in un momento difficile, bilanciando giustizia e compassione.
Collegando la decisione giudiziaria alle condizioni di salute della madre, si crea una cornice di comprensione che riduce la percezione di gravità del reato.
La guarigione della principessa ereditaria è una storia di successo medico, che mostra resilienza.
Omettere completamente i problemi legali del figlio mantiene un'immagine positiva della monarchia.
Non menziona il figlio della principessa, né i suoi problemi legali, né la detenzione domiciliare con braccialetto elettronico.
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