
Trovata in una valigia a Pattaya: australiano accusato dell'omicidio di una diciassettenne thailandese
Il corpo di Tunchanok Donhomla è stato scoperto accanto ai binari della ferrovia; il sospettato, fermato in aeroporto mentre tentava di lasciare il Paese, si dichiara innocente.
Il corpo senza vita di una ragazza thailandese di diciassette anni, Tunchanok Donhomla, è stato rinvenuto all’interno di una valigia abbandonata nei pressi di una linea ferroviaria a Pattaya, nota località costiera a sud-est di Bangkok. Secondo le autorità locali, la giovane era stata vista per l’ultima volta nella notte tra mercoledì e giovedì mentre entrava in un condominio della zona di Jomtien in compagnia di un uomo straniero, identificato come il cittadino australiano Simon Peter Carman, di 45 anni.
Le telecamere di sorveglianza, esaminate dagli investigatori della polizia di Pattaya, mostrano Carman e la vittima mano nella mano nell’atrio dell’edificio alle 3:34 del mattino. Circa diciotto ore più tardi, le stesse telecamere lo riprendono mentre esce da solo trascinando un grosso bagaglio nero, che carica su un motociclo per poi allontanarsi in direzione della ferrovia. Il corpo, nudo e con segni di violenza al volto, è stato scoperto solo dopo che un’amica della ragazza ne aveva denunciato la scomparsa, innescando una rapida attività di intelligence che ha portato al fermo dell’uomo all’aeroporto Suvarnabhumi di Bangkok, pochi minuti prima dell’imbarco su un volo diretto a Perth.
Le versioni sull’accaduto divergono sensibilmente. Fonti della polizia thailandese riferiscono che Carman avrebbe ammesso di aver concordato con la minorenne una prestazione sessuale dietro compenso di 1.000 baht (circa 27 euro), salvo poi offrirne solo la metà una volta in appartamento, scatenando una lite. L’uomo sostiene di aver agito per legittima difesa, affermando che la ragazza lo avrebbe minacciato con un coltello e che la morte sarebbe sopraggiunta durante una colluttazione. I graffi visibili sul collo e sulle braccia al momento dell’arresto, secondo la sua versione, sarebbero stati provocati da ragni. I media australiani, dal canto loro, hanno ricostruito il profilo dell’indagato: ex camionista con un passato di problemi con la giustizia, inclusa la sospensione del porto d’armi in Australia, si era trasferito in Thailandia circa otto mesi fa conducendo una vita ritirata.
La famiglia della vittima, originaria della provincia nord-orientale di Kalasin, ha respinto le scuse rivolte loro da Carman in un video registrato dopo l’arresto, chiedendo la massima pena. La procura thailandese contesta all’uomo l’omicidio premeditato, l’occultamento di cadavere e la sottrazione di minore a fini sessuali, reati che prevedono l’ergastolo o la pena di morte, sebbene quest’ultima sia applicata di rado. L’inchiesta resta aperta: l’autopsia dovrà chiarire le cause esatte del decesso, mentre gli inquirenti stanno esaminando le numerose interazioni online dell’indagato con donne di diversi Paesi, emerse nelle ore successive alla notizia.
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