
Nigeria, il bilancio della discordia: 210 miliardi di naira duplicati e deficit fuori legge
L'opposizione accusa il governo Tinubu di irresponsabilità fiscale mentre la povertà raggiunge 139 milioni di persone e la fame acuta minaccia 17 milioni di nigeriani.
La legge di bilancio nigeriana per il 2026 presenta duplicazioni e sovrapposizioni di spesa per oltre 210 miliardi di naira, mentre il disavanzo pubblico ha raggiunto il 6,41% del PIL, più del doppio del tetto del 3% fissato dal Fiscal Responsibility Act. Secondo l’organizzazione civica BudgIT, il finanziamento del fabbisogno resta affidato per quasi la metà al debito, in un quadro in cui le entrate effettive a metà 2025 coprivano appena un terzo degli obiettivi annuali. La combinazione di stanziamenti opachi e ipotesi di gettito giudicate irrealistiche, avvertono da Abuja, mina la credibilità del principale documento di politica economica del paese.
L’ex vicepresidente Atiku Abubakar, candidato dell’African Democratic Congress, ha chiesto un’indagine forense immediata e l’identificazione dei funzionari responsabili, definendo l’amministrazione una delle più fiscalmente sconsiderate della storia democratica nigeriana. Il partito ADC, per bocca del portavoce Bolaji Abdullahi, ha accusato il presidente Bola Tinubu di aver rovinato la vita di quasi tutto il paese con politiche neoliberiste che hanno favorito la finanza sulle persone, e ha invocato le dimissioni del capo dello Stato. Al centro delle contestazioni vi è anche la gestione del sussidio carburante: secondo i bilanci certificati della compagnia petrolifera statale NNPC Limited, nel 2024 sono stati spesi 7,13 trilioni di naira sotto la voce “spese per la sicurezza energetica”, che la stessa società qualifica come sussidio occulto, smentendo la narrazione ufficiale di una sua eliminazione.
Le ripercussioni sociali sono misurabili. La Banca Mondiale stima che 139 milioni di nigeriani vivano sotto la soglia di povertà nazionale e che il 79% della popolazione sia povera o vulnerabile; il Programma Alimentare Mondiale parla di 17 milioni di persone in condizioni di fame acuta, il dato peggiore in un decennio. A questo si aggiungono le alluvioni che, secondo l’Agenzia nazionale per la gestione delle emergenze, minacciano 33 Stati e oltre 14.000 comunità tra luglio e settembre, mettendo a rischio scuole, strutture sanitarie e fonti d’acqua. In un contesto globale di fatica fiscale, uno studio della Consultoria de Orçamento della Camera dei deputati brasiliana avverte che anche il Brasile rischia di varcare la soglia del 100% di debito/PIL entro il 2035, segnalando come le economie emergenti si trovino sempre più schiacciate tra pressione della spesa e limiti alla tassazione.
L’Assemblea nazionale è ora chiamata dall’opposizione e dalla società civile a fare chiarezza sulle partite duplicate e a rivedere un impianto di bilancio che, secondo gli analisti di Lagos, allontana gli investitori e alimenta la sfiducia dei cittadini. Il governo federale difende le riforme avviate nel 2023 – liberalizzazione del cambio, rimozione del sussidio e nuove imposte – indicando la crescita delle riserve valutarie a 51,5 miliardi di dollari e un’inflazione in lieve calo come prova dell’efficacia del percorso intrapreso. Il dossier resta aperto: le prossime audizioni parlamentari e la presentazione del quadro di bilancio per il 2028 saranno il banco di prova della capacità del paese di coniugare disciplina fiscale e protezione sociale.
| Stampa africana subsahariana | −0.80 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.30 | critical |
L'opposizione nigeriana e la società civile accusano l'amministrazione Tinubu di irresponsabilità fiscale e chiedono responsabilità per la duplicazione del bilancio e l'aggravarsi della povertà.
Citando ripetutamente cifre di bilancio specifiche e dati della Banca Mondiale, il blocco costruisce una narrazione di fallimento sistemico, rendendo l'incompetenza del governo apparentemente innegabile e chiedendo un'indagine forense come unica risposta logica.
Il blocco omette qualsiasi riferimento a fattori esterni come la guerra in Iran o gli shock globali dei prezzi che potrebbero spiegare parzialmente le difficoltà economiche, concentrandosi esclusivamente sulla cattiva gestione interna.
L'articolo ritrae i bambini nigeriani come vittime innocenti della guerra in Iran, attribuendo la loro malnutrizione al conflitto globale piuttosto che ai fallimenti delle politiche interne.
Mettendo in primo piano la storia di una singola famiglia e collegandola a eventi geopolitici lontani, il blocco crea una narrazione simpatica che assolve il governo nigeriano dalla responsabilità, inquadrando la crisi come una conseguenza inevitabile dell'instabilità internazionale.
Il blocco omette lo scandalo della duplicazione del bilancio e le accuse dell'opposizione di irresponsabilità fiscale, attribuendo invece i problemi economici della Nigeria interamente alla guerra in Iran.
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