
Mosca apre al colloquio Lavrov-Rubio, ma con Berlino il disgelo è lontano
Il Cremlino accoglie con favore l’ipotesi di un incontro tra i ministri degli Esteri a Manila, mentre denuncia l’assenza di iniziative concrete da parte della Germania per riavvicinarsi.
La prospettiva di un faccia a faccia tra il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e il segretario di Stato americano Marco Rubio, a margine del vertice dell’ASEAN in programma a Manila, ha ricevuto un cauto benvenuto dal Cremlino. Il portavoce Dmitrij Peskov ha dichiarato che Mosca «sarà solo favorevole» a un contatto a livello di capi della diplomazia, pur precisando che negli ultimi giorni non si sono registrati colloqui diretti tra la presidenza russa e Washington. Rubio, da parte sua, si è detto «aperto» a incontrare sia Lavrov sia l’omologo cinese Wang Yi, in un contesto che vedrà anche riunioni trilaterali con Giappone e Corea del Sud e un vertice del Quad con India, Australia e Giappone.
Da Mosca, l’atteggiamento verso gli Stati Uniti resta improntato a un pragmatismo che non nasconde le difficoltà: i rapporti bilaterali sono definiti «allo stato di macerie», e i contatti correnti vengono descritti come «tecnici», condotti quotidianamente attraverso i canali diplomatici ma privi di slancio politico. Sul fronte europeo, il Cremlino ha raffreddato le ipotesi di un disgelo con Berlino: nonostante fonti giornalistiche britanniche abbiano riferito di un «cambiamento di umore» in Germania a favore del dialogo con la Russia, Peskov ha osservato che «sul piano pratico ciò non si proietta sulla politica reale» di quei paesi. La Russia, ha aggiunto, resta aperta al dialogo e non è mai stata l’iniziatrice della rottura delle relazioni, ma utilizzerà l’esperienza accumulata quando il dialogo riprenderà.
L’eventuale incontro Lavrov-Rubio si inserisce in una fase di stallo dei negoziati sulla normalizzazione dei rapporti, dopo che a giugno Washington aveva proposto una pausa nei contatti bilaterali. I precedenti di Riad e Istanbul, dove si era discusso di ripristinare le missioni diplomatiche e di creare gruppi di lavoro sul conflitto ucraino, non hanno prodotto avanzamenti decisivi. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, il nodo delle sanzioni e del rapporto con Mosca resta delicato: secondo analisti di Bruxelles, il crescente scetticismo di alcuni Stati membri – tra cui la stessa Germania – sull’efficacia delle misure restrittive riflette timori per le ricadute economiche, ma non si è ancora tradotto in un’iniziativa coordinata per modificarle.
Il vertice ASEAN, che si tiene dal 19 al 23 luglio, offre una piattaforma neutrale per saggiare le intenzioni delle parti. Lavrov sarà a Manila dal 21 al 23 luglio e ha in programma incontri bilaterali non solo con i paesi dell’associazione. La conferma di un colloquio con Rubio rappresenterebbe il primo contatto diretto ad alto livello dopo la pausa estiva, ma da Mosca si avverte che non ci si attendono risultati immediati. Nel frattempo, il Cremlino continua a monitorare le mosse europee, mentre il dibattito interno all’Unione sulle sanzioni potrebbe intensificarsi in autunno, con possibili ripercussioni per le imprese italiane attive nei settori colpiti dalle restrizioni.
| Stampa russa e CSI | +0.20 | neutral |
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| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
Il Cremlino accoglie con favore l'incontro, ma ribadisce che la Germania non ha ancora agito, proiettando su Berlino la responsabilità della mancanza di progressi.
Si attribuisce alla Russia una posizione di apertura mentre si sposta la colpa dell'assenza di dialogo sulla controparte tedesca, creando una narrazione di vittimismo diplomatico.
Viene omesso che gli Stati Uniti stanno contemporaneamente rafforzando le alleanze asiatiche (Giappone, Corea del Sud) e che l'incontro con Lavrov è solo una possibilità tra molte.
Gli Stati Uniti e i loro alleati asiatici rafforzano la cooperazione trilaterale, ignorando completamente la prospettiva di un dialogo con la Russia.
Si omette deliberatamente la notizia principale (l'incontro Rubio-Lavrov) per focalizzare l'attenzione sulle alleanze anti-cinesi, ridefinendo l'agenda diplomatica.
Viene omesso l'intero tema dell'incontro tra Rubio e Lavrov, così come le dichiarazioni del Cremlino sulla Germania.
Gli Stati Uniti si mostrano aperti al dialogo con Russia e Cina, ma il contesto di rivalità con Pechino rimane sullo sfondo.
Si presenta la disponibilità americana come un gesto neutrale, ma si inserisce il riferimento alle tensioni con la Cina per bilanciare la narrazione, creando un'impressione di equidistanza.
Viene omesso lo scetticismo del Cremlino sulla Germania e la natura tecnica dei contatti USA-Russia, così come l'incontro trilaterale USA-Giappone-Corea del Sud.
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