
L’attentatrice di Monaco è fuggita in Italia: caccia alla donna col tatuaggio del serpente
Anastasiia Berezovska, 39 anni, ucraina, è ricercata dall’Interpol per il ferimento dell’oligarca Vadym Yermolaiev e della sua famiglia; è passata per Ventimiglia prima di rientrare in Germania.
Lunedì sera, un ordigno esplosivo è stato fatto detonare all’ingresso di un edificio residenziale nel Principato di Monaco, ferendo tre persone: un uomo, una donna e un ragazzo di tredici anni. Secondo fonti convergenti della stampa francese e ucraina, l’uomo è l’imprenditore di origine ucraina Vadym Yermolaiev, 58 anni, cittadino cipriota e residente nel Principato dal 2021. Le autorità monegasche non hanno confermato ufficialmente le identità, ma hanno precisato che le vittime appartengono a un nucleo familiare e appaiono essere state un bersaglio specifico. La donna, compagna di Yermolaiev, resta in condizioni critiche; l’uomo è stato stabilizzato, mentre il figlio ha riportato ferite lievi. Due passanti sono rimasti leggermente contusi dalle schegge di vetro.
La procura di Monaco ha identificato la principale sospettata in Anastasiia Berezovska, cittadina ucraina di 39 anni, il cui ultimo domicilio noto è in Germania, nell’area di Francoforte. Inizialmente scambiata per un uomo corpulento con cappello da pescatore nero, la donna è stata smascherata grazie alla revisione delle telecamere di sorveglianza e alla testimonianza di un residente: nei giorni precedenti l’attentato aveva effettuato diversi sopralluoghi, talvolta travestita da uomo, talaltra con i capelli scuri scoperti e un vistoso tatuaggio sul braccio destro, forse un serpente. L’Interpol ha diffuso una Red Notice per tentato omicidio, collocazione di ordigno esplosivo in luogo pubblico e associazione a delinquere. Dopo aver azionato il telecomando a distanza, la sospettata è fuggita a piedi in Francia, a Beausoleil, dove ha recuperato un’auto a noleggio con targa tedesca, per poi attraversare il confine italiano a Ventimiglia e fare ritorno in Germania attraverso la Svizzera o l’Austria, secondo le ricostruzioni degli inquirenti francesi e monegaschi.
La polizia tedesca ha perquisito giovedì l’appartamento in affitto della donna nel distretto di Main-Taunus e ha sequestrato il veicolo, senza però trovarla: la sospettata è in fuga. Due uomini fermati a Monaco nei giorni successivi sono stati rilasciati per insufficienza di prove. Il viceprocuratore Morgan Raymond ha dichiarato che la relativa sofisticazione dell’ordigno e le modalità operative suggeriscono che la donna non abbia agito da sola, ma al momento non sono stati resi noti né complici né mandanti. Sul movente, le ipotesi restano aperte: fonti vicine all’inchiesta citate dalla stampa francese evocano legami con la criminalità organizzata, mentre analisti di sicurezza dell’Europa orientale non escludono un movente personale o un possibile collegamento con le sanzioni imposte da Kiev a Yermolaiev nel 2023 per le sue attività commerciali in Crimea.
L’attentato ha scosso il microstato mediterraneo, noto per l’elevata concentrazione di residenti facoltosi e per un apparato di sicurezza che non registrava omicidi da oltre un anno. Il principe Alberto II ha definito l’accaduto «un atto odioso» e ha disposto il rafforzamento dei controlli. L’inchiesta, condotta in cooperazione giudiziaria con Francia, Italia e Germania, prosegue per chiarire la rete di eventuali fiancheggiatori e il contesto esatto dell’agguato.
| Stampa russa e CSI | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa indiana e sudasiatica | 0.00 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
La Russia denuncia l'ennesimo atto terroristico ucraino, che colpisce un imprenditore legato agli interessi russi.
L'articolo utilizza il linguaggio della minaccia permanente, collegando l'episodio a una narrazione di aggressione ucraina sistematica, senza menzionare lo status sanzionato della vittima.
Viene omesso che Yermolaiev è un oligarca ucraino sanzionato, il che potrebbe ridimensionare la simpatia verso la vittima.
L'India descrive l'accaduto come un fatto di cronaca nera, con attenzione al contesto economico del protagonista.
L'articolo adotta un tono neutrale e informativo, elencando fatti e sanzioni, senza esprimere giudizi morali o politici.
Viene omesso il contesto della guerra russo-ucraina e le implicazioni politiche dell'attentato.
L'Occidente riporta il fatto come un caso di cronaca internazionale, sottolineando la giurisdizione monegasca.
L'articolo evita di politicizzare l'evento, concentrandosi sugli aspetti legali e investigativi, e non collega la sospettata a entità statali.
Viene omesso il ruolo di Yermolaiev come figura sanzionata e il contesto della guerra in Ucraina.
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