Accedi
Edizione delle 20:00 CETgiovedì 16 luglio 2026
311 testate · 17 lingue0 briefing oggi
Tecnologiadomenica 28 giugno 2026

Corsa contro il Sole: la NASA lancia un robot per salvare Swift, mentre SpaceX insinua il doppio uso orbitale

Con l’attività solare che accelera la decaduta dei satelliti, un veicolo senza equipaggio tenterà l’inedita cattura del telescopio. Intanto, il carico segreto di Starfall riaccende i sospetti sui lanci militari.

L’intensificarsi dell’attività solare sta facendo precipitare più rapidamente del previsto i satelliti in orbita bassa, costringendo la NASA a una corsa contro il tempo per salvare l’Osservatorio Swift. Lanciato nel 2004, il telescopio — progettato per individuare lampi di raggi gamma ed esplosioni stellari — era privo di propulsione propria e mai pensato per operazioni di riparazione. Ora l’agenzia ha ingaggiato la startup Katalyst Space Technologies per una missione da 30 milioni di dollari: un robot spaziale, Lift (o Link in alcune fonti), grande quanto un frigorifero e dotato di tre bracci articolati, dovrà agganciare Swift e innalzarlo gradualmente da 360 a 600 chilometri di quota. L’operazione, senza precedenti per gli Stati Uniti — solo la Cina ha eseguito una manovra analoga, nel 2022 —, comincerà non appena il veicolo autonomo decollerà dall’atollo di Kwajalein a bordo di un Pegasus lanciato da un aereo.

Il rendez-vous richiederà circa un mese, seguito da altre settimane di spinta lenta con propulsori ionici. L’obiettivo è superare la soglia critica dei 300 chilometri, al di sotto della quale le probabilità di successo crollano: gli strumenti scientifici sono stati spenti a febbraio per diminuire l’attrito. I vertici della NASA non nascondono i rischi, ma difendono il valore del telescopio — primo investigatore di eventi transienti, in grado di dirottare osservatori come Webb — e intravedono un futuro per il servicing orbitale. Se l’intervento funzionasse, potrebbe aprire la strada al salvataggio di Hubble, anch’esso minacciato dal rigonfiamento atmosferico, e a un’economia di manutenzione, rifornimento e spostamento di satelliti commerciali.

Mentre la comunità scientifica guarda con apprensione all’esito del recupero, un altro fronte è emerso il 23 giugno, quando un Falcon 9 ha portato in orbita bassa la capsula Starfall di SpaceX. Ufficialmente destinata a «ricerca scientifica e produzione in orbita», la missione è stata avvolta da un silenzio atipico per l’azienda: nessuna pagina web dedicata, trasmissione ridotta a pochi minuti e nessuna immagine dalla telecamera di bordo. I documenti dell’autorità aeronautica statunitense rivelano però che Starfall serve anche a consegnare «carichi critici attraverso lo spazio in tempi brevissimi»: una promessa irrealistica per la logistica civile, considerati i lunghi preparativi di un lancio, ma potenzialmente utile per schierare droni armati o sciami autonomi in operazioni mirate. Il fatto che il primo stadio sia atterrato su piattaforma oceanica — manovra che SpaceX riserva per carichi pesanti — e che il peso dichiarato delle capsule non giustifichi tale scelta, rafforza l’ipotesi di un accompagnamento di payload militari classificati.

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di gestione degli asset orbitali, mentre la NASA programma per il 2030–2031 il rientro controllato della Stazione Spaziale Internazionale verso il Punto Nemo, nell’Oceano Pacifico, usando un veicolo sviluppato dalla stessa SpaceX. L’operazione è contestata da ambientalisti e giuristi: mancano studi di impatto esaustivi sulla dispersione di materiali incombusti in alto mare e i trattati internazionali, come il Protocollo di Londra o il recente Accordo BBNJ, non fissano obblighi chiari di bonifica. Per l’Europa, che partecipa al programma ISS e osserva con crescente interesse il settore dei servizi orbitali, ciò significa che la frontiera bassa dello spazio richiede non solo audacia tecnologica, ma anche un aggiornamento urgente delle regole.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Space vs. Environment
37%Media
3 blocchi · posizioni da −0.40 a +0.50
Environmental criticsNASA advocates
ATLRUSIND
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera+0.50aligned
Stampa russa e CSI−0.40critical
Stampa indiana e sudasiatica0.00neutral
Stampa atlantica / anglosfera+0.50
Voce

La NASA protegge i propri asset con efficienza; gli ambientalisti sollevano ostacoli irrilevanti.

Meccanismominimizzazione

Enfatizza il successo tecnico e la gestione razionale, riducendo le preoccupazioni ambientali a fastidi secondari.

Omissione

Non menziona i potenziali danni ecologici dell'affondamento della ISS né le alternative proposte dagli esperti.

PragmatismoTrionfo
Stampa russa e CSI−0.40
Voce

La NASA agisce per interesse nazionale, ma la vera sfida è la competizione globale; la Russia propone una via più collaborativa.

Meccanismoriproiezione

Riproietta il dibattito ambientale come una copertura per l'egemonia statunitense, contrapponendo la posizione russa come più equa.

Omissione

Non riconosce i successi tecnici della NASA né il ruolo degli ambientalisti occidentali nel dibattito.

RevanscismoScetticismo
Stampa indiana e sudasiatica0.00
Voce

La comunità internazionale deve cooperare per gestire lo spazio; l'India è pronta a svolgere un ruolo costruttivo.

Meccanismouniversalizzazione

Adotta un tono di osservatore distaccato, universalizzando il dibattito come una questione di interesse comune e cooperazione.

Omissione

Non discute le tensioni geopolitiche tra USA e Russia né le critiche specifiche agli ambientalisti.

DistaccoPragmatismo

Allarga lo sguardo

Leggi di più
Ultim'ora
Stretto di Hormuz 'linea rossa': l'Iran minaccia di colpire le infrastrutture Usa nel Golfo·Ondata di caldo in Europa: almeno 12.000 morti in eccesso a giugno·Il ronzio della libertà: perché Washington assolve i Blue Angels dopo il volo radente in Florida·Piogge torrenziali in India e Russia, siccità e incendi in Indonesia: l’Asia divisa dal clima estremo·Trump monetizza l'accesso ai propri post mentre un'inchiesta svela acquisti azionari coordinati·LHS 1140b, la super-Terra con atmosfera che rilancia la caccia alla vita·Mamdani sotto accusa: dalla conferenza sugli sfratti alla partita a Rikers Island·Ucciso l’ingegnere capo di Zaporizhzhia: Mosca accusa Kiev, l’AIEA condanna senza attribuire colpe·Stretto di Hormuz 'linea rossa': l'Iran minaccia di colpire le infrastrutture Usa nel Golfo·Ondata di caldo in Europa: almeno 12.000 morti in eccesso a giugno·Il ronzio della libertà: perché Washington assolve i Blue Angels dopo il volo radente in Florida·Piogge torrenziali in India e Russia, siccità e incendi in Indonesia: l’Asia divisa dal clima estremo·Trump monetizza l'accesso ai propri post mentre un'inchiesta svela acquisti azionari coordinati·LHS 1140b, la super-Terra con atmosfera che rilancia la caccia alla vita·Mamdani sotto accusa: dalla conferenza sugli sfratti alla partita a Rikers Island·Ucciso l’ingegnere capo di Zaporizhzhia: Mosca accusa Kiev, l’AIEA condanna senza attribuire colpe·
Agg. 21:134 lingue · 8 testate
8 testate|4 lingue|3 min lettura
domenica 28 giugno 2026

Corsa contro il Sole: la NASA lancia un robot per salvare Swift, mentre SpaceX insinua il doppio uso orbitale

Con l’attività solare che accelera la decaduta dei satelliti, un veicolo senza equipaggio tenterà l’inedita cattura del telescopio. Intanto, il carico segreto di Starfall riaccende i sospetti sui lanci militari.

L’intensificarsi dell’attività solare sta facendo precipitare più rapidamente del previsto i satelliti in orbita bassa, costringendo la NASA a una corsa contro il tempo per salvare l’Osservatorio Swift. Lanciato nel 2004, il telescopio — progettato per individuare lampi di raggi gamma ed esplosioni stellari — era privo di propulsione propria e mai pensato per operazioni di riparazione. Ora l’agenzia ha ingaggiato la startup Katalyst Space Technologies per una missione da 30 milioni di dollari: un robot spaziale, Lift (o Link in alcune fonti), grande quanto un frigorifero e dotato di tre bracci articolati, dovrà agganciare Swift e innalzarlo gradualmente da 360 a 600 chilometri di quota. L’operazione, senza precedenti per gli Stati Uniti — solo la Cina ha eseguito una manovra analoga, nel 2022 —, comincerà non appena il veicolo autonomo decollerà dall’atollo di Kwajalein a bordo di un Pegasus lanciato da un aereo.

Il rendez-vous richiederà circa un mese, seguito da altre settimane di spinta lenta con propulsori ionici. L’obiettivo è superare la soglia critica dei 300 chilometri, al di sotto della quale le probabilità di successo crollano: gli strumenti scientifici sono stati spenti a febbraio per diminuire l’attrito. I vertici della NASA non nascondono i rischi, ma difendono il valore del telescopio — primo investigatore di eventi transienti, in grado di dirottare osservatori come Webb — e intravedono un futuro per il servicing orbitale. Se l’intervento funzionasse, potrebbe aprire la strada al salvataggio di Hubble, anch’esso minacciato dal rigonfiamento atmosferico, e a un’economia di manutenzione, rifornimento e spostamento di satelliti commerciali.

Mentre la comunità scientifica guarda con apprensione all’esito del recupero, un altro fronte è emerso il 23 giugno, quando un Falcon 9 ha portato in orbita bassa la capsula Starfall di SpaceX. Ufficialmente destinata a «ricerca scientifica e produzione in orbita», la missione è stata avvolta da un silenzio atipico per l’azienda: nessuna pagina web dedicata, trasmissione ridotta a pochi minuti e nessuna immagine dalla telecamera di bordo. I documenti dell’autorità aeronautica statunitense rivelano però che Starfall serve anche a consegnare «carichi critici attraverso lo spazio in tempi brevissimi»: una promessa irrealistica per la logistica civile, considerati i lunghi preparativi di un lancio, ma potenzialmente utile per schierare droni armati o sciami autonomi in operazioni mirate. Il fatto che il primo stadio sia atterrato su piattaforma oceanica — manovra che SpaceX riserva per carichi pesanti — e che il peso dichiarato delle capsule non giustifichi tale scelta, rafforza l’ipotesi di un accompagnamento di payload militari classificati.

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di gestione degli asset orbitali, mentre la NASA programma per il 2030–2031 il rientro controllato della Stazione Spaziale Internazionale verso il Punto Nemo, nell’Oceano Pacifico, usando un veicolo sviluppato dalla stessa SpaceX. L’operazione è contestata da ambientalisti e giuristi: mancano studi di impatto esaustivi sulla dispersione di materiali incombusti in alto mare e i trattati internazionali, come il Protocollo di Londra o il recente Accordo BBNJ, non fissano obblighi chiari di bonifica. Per l’Europa, che partecipa al programma ISS e osserva con crescente interesse il settore dei servizi orbitali, ciò significa che la frontiera bassa dello spazio richiede non solo audacia tecnologica, ma anche un aggiornamento urgente delle regole.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Space vs. Environment
37%Media
3 blocchi · posizioni da −0.40 a +0.50
Environmental criticsNASA advocates
ATLRUSIND
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera+0.50aligned
Stampa russa e CSI−0.40critical
Stampa indiana e sudasiatica0.00neutral
Stampa atlantica / anglosfera+0.50
Voce

La NASA protegge i propri asset con efficienza; gli ambientalisti sollevano ostacoli irrilevanti.

Meccanismominimizzazione

Enfatizza il successo tecnico e la gestione razionale, riducendo le preoccupazioni ambientali a fastidi secondari.

Omissione

Non menziona i potenziali danni ecologici dell'affondamento della ISS né le alternative proposte dagli esperti.

PragmatismoTrionfo
Stampa russa e CSI−0.40
Voce

La NASA agisce per interesse nazionale, ma la vera sfida è la competizione globale; la Russia propone una via più collaborativa.

Meccanismoriproiezione

Riproietta il dibattito ambientale come una copertura per l'egemonia statunitense, contrapponendo la posizione russa come più equa.

Omissione

Non riconosce i successi tecnici della NASA né il ruolo degli ambientalisti occidentali nel dibattito.

RevanscismoScetticismo
Stampa indiana e sudasiatica0.00
Voce

La comunità internazionale deve cooperare per gestire lo spazio; l'India è pronta a svolgere un ruolo costruttivo.

Meccanismouniversalizzazione

Adotta un tono di osservatore distaccato, universalizzando il dibattito come una questione di interesse comune e cooperazione.

Omissione

Non discute le tensioni geopolitiche tra USA e Russia né le critiche specifiche agli ambientalisti.

DistaccoPragmatismo

Questa notizia è apparsa su

8 testate · 4 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

La bandiera delle Malvinas riaccende la tensione tra Londra e Buenos Aires dopo la semifinale mondiale

5 lingue · 39 testate

Da Economy & Markets

Dazi USA al 25% sul Brasile: la Sezione 301 colpisce l’export, Lula prepara la ritorsione

5 lingue · 27 testate

Da Science & Health

Cervello che invecchia: dal test del sangue all’immunoterapia, le nuove armi contro l’Alzheimer

6 lingue · 7 testate

Leggi di più