
Missili ucraini su Volgograd: colpita fabbrica di armamenti, raid russi uccidono civili
Kiev rivendica il successo dell'operazione con missili Flamingo contro il complesso Titan-Barrikady, mentre Mosca bombarda le regioni di Dnipropetrovsk e Sumy, in una escalation di attacchi a lungo raggio.
Nella notte tra il 26 e il 27 giugno, le forze armate ucraine hanno condotto un attacco missilistico di precisione contro lo stabilimento Titan-Barrikady di Volgograd, uno dei principali complessi dell'industria della difesa russa. Secondo quanto dichiarato dal presidente Volodymyr Zelensky, i missili a lungo raggio FP-5 Flamingo di produzione nazionale hanno centrato l'impianto, dove vengono fabbricati sistemi d'artiglieria, componenti per i lanciatori dei missili Iskander-M, Yars e Topol-M e, secondo inchieste giornalistiche internazionali, anche elementi del nuovo sistema Oreshnik. Il governatore della regione di Volgograd, Andrej Bocharov, ha confermato il danneggiamento di strutture produttive e ha riferito di almeno dieci feriti, mentre alcune fonti locali segnalano anche un decesso. L'azione si inserisce in una campagna di quaranta giorni annunciata da Kiev con l'obiettivo dichiarato di aumentare la pressione su Mosca per porre fine al conflitto.
Sul fronte opposto, i bombardamenti russi hanno provocato nella stessa notte due vittime civili in Ucraina: un uomo è morto nella regione di Dnipropetrovsk, colpita da oltre trenta attacchi con droni e bombe aeree, e un sessantaseienne è stato ucciso da un drone esplosivo nella regione di Sumy, al confine con la Russia. A Zaporizhzhia, un edificio residenziale è stato parzialmente distrutto, causando il ferimento di nove persone, tra cui due bambini. Le autorità filorusse di Horlivka, nella regione di Donetsk sotto controllo di Mosca, hanno inoltre denunciato la morte di una donna in un raid ucraino, a conferma di una spirale di attacchi incrociati che non risparmia i centri abitati.
La dimensione strategica dell'offensiva ucraina emerge con chiarezza dal contesto più ampio: nelle ore precedenti il raid su Volgograd, la difesa aerea russa ha dichiarato di aver intercettato 660 droni in un'unica notte, uno dei numeri più alti dall'inizio dell'invasione, mentre in Crimea le autorità installate da Mosca hanno proclamato lo stato d'emergenza regionale per far fronte alla grave carenza di carburante e alle interruzioni elettriche provocate dai ripetuti attacchi. Parallelamente, fonti del settore energetico ucraino hanno reso noto che impianti di produzione della società statale Naftogaz nelle regioni di Poltava e Kharkiv sono stati colpiti da missili balistici e droni russi, con danni ancora in via di valutazione. Secondo analisti occidentali, l'intensificazione dei raid in profondità risponde a una duplice logica: erodere la capacità industriale militare russa e trasferire il peso psicologico ed economico della guerra all'interno della società russa, minando il consenso interno.
Sul piano politico, l'escalation ha innescato reazioni contrastanti. Voci influenti del nazionalismo russo, come l'uomo d'affari Konstantin Malofeyev, hanno criticato apertamente la gestione del Cremlino, arrivando a invocare l'uso di armi nucleari e l'abbandono dei negoziati di pace mediati dagli Stati Uniti. Il Cremlino, tuttavia, ha finora resistito a tali pressioni, mantenendo aperti i canali diplomatici. In Europa, l'acuirsi degli scontri e il moltiplicarsi dei bersagli sensibili – inclusi gli impianti energetici – alimentano la preoccupazione per una possibile estensione del conflitto e per le ripercussioni sulla sicurezza degli approvvigionamenti. Il dossier resta in piena evoluzione: Kiev ha annunciato che la campagna di attacchi a lungo raggio proseguirà nelle prossime settimane, mentre Mosca prepara verosimilmente nuove ritorsioni.
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Il presidente ucraino ha rivendicato un attacco riuscito contro un impianto militare a Volgograd con missili di produzione nazionale. Nel frattempo, attacchi reciproci hanno causato vittime da entrambe le parti: raid russi hanno ucciso civili nelle regioni di Dnipropetrovsk e Sumy, mentre un attacco ucraino su Horlivka ha provocato un morto.
Le forze ucraine hanno colpito una fabbrica di missili a Volgograd, descritta da Zelensky come un obiettivo legittimo che produce armi usate contro l'Ucraina. Durante la notte, attacchi russi hanno ucciso due civili in Ucraina, mentre un raid ucraino su Horlivka ha causato una vittima, secondo le autorità locali.
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