
Milei rilancia la destra bolsonarista a San Paolo, tra tensioni diplomatiche e isolamento politico
La presenza del presidente argentino alla convention del PL cerca di dare slancio a un candidato senza vice né alleanze, mentre i rapporti con Lula restano gelidi e il Centrão mantiene la neutralità.
Sbarcato nella notte a San Paolo, Javier Milei ha ricevuto dal governatore Tarcísio de Freitas la massima onorificenza dello Stato, l’Ordine dell’Ipiranga, e parteciperà alla convention del Partito Liberale per sostenere l’ufficializzazione della candidatura di Flávio Bolsonaro alla presidenza. È la prima volta che un capo di Stato straniero interviene in modo così diretto nella campagna elettorale brasiliana: secondo fonti dell’esecutivo argentino, si tratta di un tassello della «strategia di rafforzamento delle forze della libertà nella regione», mentre dal Planalto si fa sapere che non vi è una contestazione di principio alla visita, ma si risponderà qualora Milei commentasse temi interni come le urne elettroniche o formulasse attacchi personali a Lula. Il viaggio arriva dopo che la Corte Suprema ha negato al presidente argentino l’autorizzazione a incontrare Jair Bolsonaro, in detenzione domiciliare.
La candidatura di Flávio Bolsonaro giunge al passaggio formale in una fase di debolezza: il senatore non ha ancora scelto il vice e i principali partiti del Centrão – PP, União Brasil e Republicanos – mantengono un profilo di neutralità, frenati dalla difficoltà del candidato di allargare il consenso oltre il nucleo bolsonarista e dalle rivelazioni su legami finanziari con l’ex banchiere Daniel Vorcaro. La riconciliazione pubblica con la matrigna Michelle, figura chiave presso l’elettorato femminile ed evangelico, è stata orchestrata proprio alla vigilia della convention, ma l’ex first lady non sarà presente di persona, limitandosi a un videomessaggio. Il governatore Tarcísio, pur conservando un’alleanza personale con Flávio, non ha ancora impegnato il suo partito in un sostegno formale alla corsa presidenziale.
Secondo gli analisti di Buenos Aires, la tappa brasiliana di Milei rientra in un tour che toccherà anche gli insediamenti di Keiko Fujimori in Perù e di Abelardo de la Espriella in Colombia, con l’obiettivo di consolidare un asse conservatore latinoamericano in sintonia con Washington. Dal punto di vista delle cancellerie europee, questo riposizionamento può avere conseguenze concrete per l’Italia e per l’Unione: una vittoria di Flávio, sostenuta da un Milei che ha messo in discussione la permanenza nel Mercosur, rischierebbe di complicare ulteriormente le trattative per l’accordo di libero scambio UE-Mercosur e di alterare gli equilibri nelle politiche climatiche regionali. Le relazioni bilaterali tra Argentina e Brasile, già al minimo storico – i due presidenti non hanno mai avuto un incontro bilaterale – potrebbero deteriorarsi ulteriormente se lo scambio di accuse dovesse trasferirsi sul piano commerciale, in un momento in cui il Brasile resta il primo partner economico dell’Argentina.
La convention del PL dà il via ufficiale alla campagna: le urne sono fissate per il 4 ottobre e i sondaggi Datafolha confermano Lula in vantaggio con il 48% contro il 43% in un eventuale ballottaggio, in un quadro di stabilità nonostante le turbolenze dell’avversario. Il partito avrà tempo fino al 5 agosto per definire la vicepresidenza e fino al 15 agosto per registrare le candidature. Il percorso di Flávio Bolsonaro appare in salita, ma il responso delle urne dirà se l’ombra del padre e il sostegno esterno di Milei basteranno a tenere insieme la destra brasiliana o se l’isolamento si tradurrà in una sconfitta che ridisegnerebbe la mappa politica dell’intero continente.
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