Accedi
Edizione delle 20:00 CETdomenica 26 luglio 2026
325 testate · 17 lingue3 briefing oggi
Economia e Mercatisabato 25 luglio 2026

Washington riapre le importazioni di bovini messicani dopo l’emergenza del verme mangia-carne

La decisione, annunciata da Brooke Rollins e Claudia Sheinbaum, arriva dopo oltre un anno di blocco imposto per contenere la diffusione del parassita che ha colpito anche Texas e Nuovo Messico.

A partire dal 24 agosto, gli Stati Uniti riprenderanno gradualmente le importazioni di bestiame vivo dal Messico, a più di un anno dalle prime restrizioni imposte per arginare l’epidemia di miasi da Cochliomyia hominivorax, il temibile verme del Nuovo Mondo. Il valico di Douglas, in Arizona, sarà il primo a essere riaperto al transito dei capi, seguito in un secondo momento da quelli di Santa Teresa e Columbus, nel Nuovo Messico. Ogni animale sarà sottoposto a ispezione veterinaria completa per escludere la presenza di larve, secondo quanto confermato dal Dipartimento dell’Agricoltura statunitense.

La sospensione degli scambi era stata decisa a novembre 2024 dopo la comparsa del parassita nel sud del Messico, e si era trasformata in un divieto pressoché totale nel maggio 2025, quando il governo del presidente Trump aveva bloccato ogni movimento di bovini, cavalli e bisonti attraverso la frontiera. Il verme, le cui larve si nutrono di carne viva di animali a sangue caldo – compreso l’uomo – ha infettato 29 dei 32 Stati messicani, con oltre 1.700 focolai attivi, e ha fatto la sua ricomparsa in territorio americano, dove era stato debellato nel 1966: da inizio giugno si contano 42 casi tra Texas e Nuovo Messico.

Per gli allevatori messicani, il blocco ha rappresentato un colpo durissimo: si stima che ogni giorno di chiusura abbia provocato perdite per circa quattro milioni di dollari, in un settore che esporta annualmente 1,2 milioni di capi verso i mercati statunitensi. Le autorità di Città del Messico, a partire dalla presidente Sheinbaum, hanno attribuito alla collaborazione diretta con l’amministrazione Trump e con la segretaria Rollins il merito della riapertura, definendola “un nuovo esempio di dialogo, cooperazione e collaborazione con rispetto reciproco”. Da Sonora, il governatore Durazo ha sottolineato come lo Stato sia stato il primo a soddisfare gli standard sanitari richiesti grazie agli investimenti nelle stazioni di quarantena.

La battaglia contro il parassita, tuttavia, è tutt’altro che conclusa. Mentre il governo statunitense definisce l’allentamento delle restrizioni una “decisione difficile ma necessaria”, la ricerca scientifica si concentra su metodi di rilevamento più efficaci. Nel laboratorio della Colorado State University, la professoressa Jessica Metcalf sta studiando i composti volatili emessi dalle ferite infette che attraggono la mosca adulta, con l’obiettivo di mettere a punto trappole selettive in grado di distinguere la specie carnivora da quelle decompositrici e di anticipare la diffusione della peste. Il via libera ai primi valichi di frontiera lascia ora intravedere una ripresa dell’export che, se accompagnata da sorveglianza costante, potrebbe impedire nuove emergenze in un comparto strategico per entrambi i Paesi.

Allarga lo sguardo

Leggi di più
Ultim'ora
Arbitra travolta e colpita alla testa: il caos in Metz-Fortuna Sittard riaccende l’allarme·Abusi sui minori e carceri senza fine: i volti globali di una giustizia in crisi·Il caso Matsunaga riemerge su Netflix: tra film e realtà, cosa sappiamo oggi della figlia Helena·Caffè e sonno: le prove si accumulano, tra protezione e pericoli quotidiani·Ryan Gosling e il demone della vendetta: Ghost Rider arriva nell’MCU·Argentina e Colombia: morti sospette di minori; dalla Svezia un alert sui parti in casa·Stati Uniti e Iran sospendono gli attacchi, si apre uno spiraglio diplomatico·Dominio e beffe messicane a Santo Domingo, Strehlke già sogna Los Angeles·Arbitra travolta e colpita alla testa: il caos in Metz-Fortuna Sittard riaccende l’allarme·Abusi sui minori e carceri senza fine: i volti globali di una giustizia in crisi·Il caso Matsunaga riemerge su Netflix: tra film e realtà, cosa sappiamo oggi della figlia Helena·Caffè e sonno: le prove si accumulano, tra protezione e pericoli quotidiani·Ryan Gosling e il demone della vendetta: Ghost Rider arriva nell’MCU·Argentina e Colombia: morti sospette di minori; dalla Svezia un alert sui parti in casa·Stati Uniti e Iran sospendono gli attacchi, si apre uno spiraglio diplomatico·Dominio e beffe messicane a Santo Domingo, Strehlke già sogna Los Angeles·
Agg. 14:352 lingue · 9 testate
9 testate|2 lingue|3 min lettura
sabato 25 luglio 2026

Washington riapre le importazioni di bovini messicani dopo l’emergenza del verme mangia-carne

La decisione, annunciata da Brooke Rollins e Claudia Sheinbaum, arriva dopo oltre un anno di blocco imposto per contenere la diffusione del parassita che ha colpito anche Texas e Nuovo Messico.

A partire dal 24 agosto, gli Stati Uniti riprenderanno gradualmente le importazioni di bestiame vivo dal Messico, a più di un anno dalle prime restrizioni imposte per arginare l’epidemia di miasi da Cochliomyia hominivorax, il temibile verme del Nuovo Mondo. Il valico di Douglas, in Arizona, sarà il primo a essere riaperto al transito dei capi, seguito in un secondo momento da quelli di Santa Teresa e Columbus, nel Nuovo Messico. Ogni animale sarà sottoposto a ispezione veterinaria completa per escludere la presenza di larve, secondo quanto confermato dal Dipartimento dell’Agricoltura statunitense.

La sospensione degli scambi era stata decisa a novembre 2024 dopo la comparsa del parassita nel sud del Messico, e si era trasformata in un divieto pressoché totale nel maggio 2025, quando il governo del presidente Trump aveva bloccato ogni movimento di bovini, cavalli e bisonti attraverso la frontiera. Il verme, le cui larve si nutrono di carne viva di animali a sangue caldo – compreso l’uomo – ha infettato 29 dei 32 Stati messicani, con oltre 1.700 focolai attivi, e ha fatto la sua ricomparsa in territorio americano, dove era stato debellato nel 1966: da inizio giugno si contano 42 casi tra Texas e Nuovo Messico.

Per gli allevatori messicani, il blocco ha rappresentato un colpo durissimo: si stima che ogni giorno di chiusura abbia provocato perdite per circa quattro milioni di dollari, in un settore che esporta annualmente 1,2 milioni di capi verso i mercati statunitensi. Le autorità di Città del Messico, a partire dalla presidente Sheinbaum, hanno attribuito alla collaborazione diretta con l’amministrazione Trump e con la segretaria Rollins il merito della riapertura, definendola “un nuovo esempio di dialogo, cooperazione e collaborazione con rispetto reciproco”. Da Sonora, il governatore Durazo ha sottolineato come lo Stato sia stato il primo a soddisfare gli standard sanitari richiesti grazie agli investimenti nelle stazioni di quarantena.

La battaglia contro il parassita, tuttavia, è tutt’altro che conclusa. Mentre il governo statunitense definisce l’allentamento delle restrizioni una “decisione difficile ma necessaria”, la ricerca scientifica si concentra su metodi di rilevamento più efficaci. Nel laboratorio della Colorado State University, la professoressa Jessica Metcalf sta studiando i composti volatili emessi dalle ferite infette che attraggono la mosca adulta, con l’obiettivo di mettere a punto trappole selettive in grado di distinguere la specie carnivora da quelle decompositrici e di anticipare la diffusione della peste. Il via libera ai primi valichi di frontiera lascia ora intravedere una ripresa dell’export che, se accompagnata da sorveglianza costante, potrebbe impedire nuove emergenze in un comparto strategico per entrambi i Paesi.

Divergenza delle fonti

Economia e Mercati · 9 testate · 2 lingue

0%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Questa notizia è apparsa su

9 testate · 2 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Fine del digiuno di Wangchuk, ma la protesta degli ‘scarafaggi’ sfida ancora Modi

11 lingue · 28 testate

Da Technology

Musk ammette l'eccesso politico con il Doge, mentre coltiva visioni di abbondanza robotica

3 lingue · 5 testate

Da Science & Health

Dalla Cina al Regno Unito, le terapie geniche avanzano contro le malattie rare

4 lingue · 6 testate

Leggi di più