
Messico già agli ottavi, Repubblica Ceca all’ultimo appello: la notte dell’Azteca
Con due vittorie e zero reti subite il Tri è primo nel Gruppo A; i cechi, fermi a un punto, devono vincere per sperare nella qualificazione, mentre Aguirre valuta rotazioni e un possibile omaggio a Ochoa.
Il Messico arriva all’ultima giornata del Gruppo A con il biglietto per i sedicesimi di finale già in tasca e la vetta blindata. Due successi – 2-0 contro il Sudafrica all’esordio e 1-0 sulla Corea del Sud a Guadalajara – hanno consegnato a Javier Aguirre sei punti, zero gol incassati e la certezza di proseguire il Mondiale davanti al proprio pubblico, nello stesso Estadio Ciudad de México che non ha mai visto una sconfitta del Tri in una fase finale. L’obiettivo primario, ha spiegato il tecnico, era «vincere il gruppo per restare in casa», e la squadra lo ha centrato con una solidità che però non ha del tutto soddisfatto l’allenatore: «Non abbiamo giocato bene per novanta minuti, abbiamo avuto cali di continuità e commesso errori evitabili».
La vigilia è dominata dal toto-formazione e dal nome di Guillermo Ochoa. Il portiere quarantenne, alla sesta presenza in un Mondiale ma sceso in campo solo in tre edizioni, ha annunciato il ritiro al termine del torneo. Con la qualificazione acquisita, una parte dell’ambiente – compreso l’ex campione spagnolo Iker Casillas – invoca un tributo: farlo partire titolare contro i cechi. Aguirre frena: «Non regalo niente, chi è qui lo è per merito». Il titolare designato, Raúl Rangel, ha parato tutto finora, compreso un intervento decisivo nel finale con la Corea. Il tecnico ha però confermato che César Montes rientrerà in difesa dopo la squalifica, mentre Brian Gutiérrez sarà preservato per evitare un’ammonizione che lo escluderebbe dagli ottavi. Un piccolo allarme si è acceso in allenamento quando Ochoa è scivolato accusando un fastidio all’anca, subito rientrato.
Dall’altra parte, la Repubblica Ceca si presenta all’Azteca con un solo punto, frutto della sconfitta per 2-1 contro la Corea del Sud e del pareggio per 1-1 con il Sudafrica, in entrambi i casi dopo essere passata in vantaggio. Il ct Miroslav Koubek non nasconde la difficoltà ma rivendica i precedenti: «Abbiamo battuto squadre più forti, come Irlanda e Danimarca negli spareggi, e nel calcio i miracoli accadono». Il capitano Ladislav Krejčí definisce la sfida «la più importante della mia carriera». I cechi sanno di dover vincere e sperare in un risultato favorevole dall’altra partita del girone per agganciare il secondo posto o rientrare tra le migliori terze. Koubek ha anche mostrato rispetto per l’eventuale omaggio a Ochoa, definendolo «una grande personalità della storia del calcio», pur sottolineando che la decisione spetta solo al Messico.
Per il Tri si profila l’occasione di chiudere per la prima volta una fase a gironi mondiale a punteggio pieno – nove punti in tre partite – un traguardo mai raggiunto in diciassette partecipazioni. La posta in palio è soprattutto psicologica e di ritmo, in vista dell’incrocio del 30 giugno contro una delle migliori terze classificate. La Repubblica Ceca, invece, si gioca la permanenza nel torneo su un campo dove l’altitudine e la storia schiacciano i visitatori: otto partite mondiali dell’Azteca, sei vittorie messicane e due pareggi. La notte di Città del Messico dirà se il percorso perfetto del Tri si completerà o se i cechi riusciranno a scrivere l’eccezione.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il Messico ha già blindato il primo posto nel girone e l'accesso agli ottavi, ora cerca la perfezione con tre vittorie su tre, un traguardo mai raggiunto in 17 partecipazioni mondiali. Il tecnico Aguirre frena gli entusiasmi, ammette di non essere pienamente soddisfatto del gioco e prepara qualche rotazione, mentre cresce l'attesa per un possibile omaggio al portiere storico Ochoa. La sfida con la Repubblica Ceca all'Azteca diventa una festa casalinga, ma la squadra vuole mostrare un volto migliore.
Il tecnico del Messico Aguirre ha ammesso che la squadra non ha giocato bene nonostante le due vittorie, e cercherà una prestazione quasi perfetta per 90 minuti contro la Repubblica Ceca. I cechi sono all'ultima spiaggia: devono vincere per sperare nella qualificazione, mentre il Messico punta a chiudere il girone a punteggio pieno. L'insoddisfazione dell'allenatore aggiunge una nota di scetticismo alla narrazione trionfale.
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