
Tra cammelli in lacrime e robot mendicanti: i volti inattesi del turismo cinese
Un cammello stremato nello Xinjiang, una turista malese che insulta i cinesi e un androide che chiede l'elemosina a Chengdu: tre vicende virali svelano le tensioni, le assurdità e le nuove frontiere etiche del turismo di massa nell'era dei social.
Il lamento si sentiva a distanza, diverso da ogni altro verso di cammello che la blogger avesse mai udito. Sulla riva del lago nella Contea di Fuhai, nello Xinjiang, l’animale tentava di sollevarsi sotto il peso di una turista in posa per la foto ricordo, ma le ginocchia cedevano ogni volta, ripiegandosi nella sabbia per la stanchezza. Il proprietario tirava la corda fissata al naso per costringerlo a rialzarsi, mentre la donna in groppa restava impassibile. La scena, filmata a metà giugno e subito rimbalzata su REDNote, ha colpito chi guardava con una miscela di pena e indignazione: «Sembrava completamente sfinito», ha scritto la testimone, che ha poi segnalato il caso alle autorità locali.
L’episodio non è rimasto isolato. Poche settimane prima, una turista malese aveva pubblicato su TikTok un video in cui, in coda per un autobus in Cina, si copriva il naso con le mani e commentava in lingua malese: «Nessuno di voi ha fatto la doccia?». In un altro frammento, poi cancellato, accusava tutti i cinesi di non lavarsi. La reazione è stata immediata e furiosa: utenti cinesi e malesi hanno bollato il gesto come irrispettoso e vergognoso, temendo ripercussioni sui cittadini malesi che studiano o lavorano all’estero. Sotto la pressione dei social, la giovane ha pubblicato delle scuse pubbliche, riconoscendo l’impulsività delle sue parole e promettendo maggiore attenzione in futuro. Quasi negli stessi giorni, a Chengdu e in altre città cinesi, un robot umanoide inginocchiato sul marciapiede tendeva le mani giunte ai passanti, con un altoparlante che ripeteva: «Niente soldi per la ricarica, per favore aiutatemi a pagare la bolletta». Accanto, un piattino con monete e un codice QR per le donazioni digitali.
Questi tre frammenti di cronaca, apparentemente slegati, compongono un affresco curioso e a tratti disturbante del turismo nella Cina contemporanea. Il Paese vive un boom di viaggi interni e internazionali che mette sotto pressione infrastrutture, animali e codici di comportamento. Nello Xinjiang, i cammelli sono parte integrante dell’offerta turistica in luoghi come la “Città del Diavolo sul mare”, ma il loro impiego solleva interrogativi etici sempre più acuti, amplificati dalla facilità con cui un video amatoriale può diventare virale. L’intervento delle autorità locali – che hanno imposto il riposo e le cure veterinarie per l’animale ferito, ordinando controlli regolari e rotazioni – mostra come la pressione dell’opinione pubblica digitale possa tradursi in risposte concrete. Al tempo stesso, il robot mendicante, identificato come un modello Unitree G1, già noto per aver scalato un vulcano in Ecuador, trasforma la strada in un palcoscenico ambiguo: per alcuni è una trovata di marketing o un’installazione artistica, per altri il segno di un futuro in cui l’intelligenza artificiale compete con gli umani anche nell’accattonaggio.
Le reazioni del pubblico raccontano sensibilità diverse. In Cina, il video del cammello ha scatenato rabbia verso i turisti «incuranti del lamento» e verso un sistema che sfrutta gli animali fino allo sfinimento. In Malaysia e nel Sud-est asiatico, le parole della turista hanno acceso un dibattito sul rispetto interculturale e sulla responsabilità individuale quando si è ospiti in un Paese straniero. Il robot, invece, ha generato un’ondata di ironia e inquietudine: «Prima ci rubano il lavoro, adesso anche il posto dei mendicanti», hanno commentato in molti, mentre altri vi hanno letto una parabola sulla precarietà energetica delle macchine.
Resta un’immagine sospesa: quella del cammello che, dopo ogni tentativo di alzarsi, si riabbatteva sulle ginocchia, con un lamento che la blogger ha descritto come «triste e completamente svuotato». Un suono che, nell’era della condivisione istantanea, ha attraversato confini e lingue, ricordando che dietro ogni fotografia scattata in fretta può nascondersi una fatica che non si vorrebbe vedere.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
2 gruppi editoriali · 2 lingue
Una turista malese ha scatenato uno scandalo sui social dopo aver definito 'puzzolenti' i cittadini cinesi durante un viaggio. Travolta dall'indignazione online, ha cancellato il video ed è stata costretta a porgere scuse pubbliche, mostrando quanto rapidamente l'opinione pubblica digitale possa far ritrattare commenti offensivi sulla Cina.
Nella provincia cinese del Sichuan, un robot umanoide è stato visto inginocchiato su un marciapiede a mendicare monete per pagare la bolletta dell'elettricità. Il robot esponeva un codice QR per le donazioni digitali, suscitando diffuso divertimento e dibattiti online sull'automazione e la povertà.
Articoli correlati
Trump blocca la legge sulla casa dopo il voto del Senato sull’Iran
10 lingue · 40 testate
Geopolitica e PoliticaColombia, Cepeda riconosce la sconfitta: De la Espriella presidente con un margine minimo
6 lingue · 23 testate
SportRonaldo nella storia: primo marcatore in sei Mondiali, Portogallo travolge l’Uzbekistan
6 lingue · 12 testate