
Messico e Indonesia verso la biometria obbligatoria per le SIM: tra sicurezza e rischio disconnessione
A pochi giorni dalle scadenze del 30 giugno e del 1° luglio, i due Paesi affrontano resistenze e vuoti normativi che potrebbero lasciare decine di milioni di utenti senza linea.
Due grandi economie emergenti, il Messico e l’Indonesia, si avvicinano a scadenze ravvicinate che ridisegnano il rapporto tra identità digitale e telefonia mobile. Dal 1° luglio 2026, Giacarta impone il riconoscimento facciale biometrico per ogni nuova SIM, mentre Città del Messico esige entro il 30 giugno la registrazione obbligatoria di tutte le linee mobili attive tramite il codice fiscale individuale (CURP). In entrambi i casi, l’obiettivo dichiarato dalle autorità è il contrasto all’uso anonimo delle utenze per estorsioni, frodi e chiamate illecite, ma il diverso stato di avanzamento dei registri sta già producendo frizioni politiche e allarmi sociali.
Secondo la Commissione Regolatrice delle Telecomunicazioni (CRT) messicana, a pochi giorni dal termine mancano all’appello oltre 80 milioni di linee su un totale di 144 milioni. Il senatore Clemente Castañeda, del partito Movimento Cittadino, ha presentato un’iniziativa per estendere il periodo transitorio da 120 a 360 giorni lavorativi, denunciando una “crisi operativa di proporzioni maggiori” e il rischio concreto di un “apagón telefónico” per 60 milioni di utenti, con ripercussioni sull’accesso a servizi bancari, educativi e sanitari. Sul fronte opposto, la Confederazione delle Camere di Commercio (Concanaco Servytur) si è detta contraria a qualsiasi proroga, sostenendo che la sicurezza non può prescindere dalla responsabilità individuale e che il 94% della popolazione possiede un telefono cellulare, mentre l’85% dei tentativi di estorsione avviene tramite chiamata.
L’Indonesia ha scelto una strada parzialmente diversa. Il nuovo regolamento ministeriale (Permen 7/2026) introduce la verifica biometrica solo per le nuove attivazioni, esentando dalla ri-registrazione i clienti già in possesso di una SIM. Secondo il Ministero della Comunicazione e del Digitale, l’integrazione con la banca dati anagrafica nazionale (Dukcapil) renderà più difficile l’uso fraudolento dei documenti, dopo anni in cui la combinazione di numero di identità e codice famiglia veniva spesso rivenduta da soggetti non autorizzati. Il direttore esecutivo dell’Associazione degli operatori (ATSI) ha chiarito che i vecchi abbonati “sono già considerati registrati”, mentre il direttore generale per l’ecosistema digitale ha definito “prematura” qualsiasi ipotesi di obbligo retroattivo, citando la necessità di infrastrutture adeguate.
Sul piano pratico, le implicazioni per il settore finanziario sono già oggetto di chiarimenti. In Messico, BBVA ha precisato che la propria app non verrà disabilitata automaticamente, ma la sospensione dei dati mobili per chi non si registra potrebbe bloccare l’attivazione di nuovi dispositivi e la ricezione di SMS di verifica, spingendo la Condusef, l’autorità di tutela degli utenti finanziari, a raccomandare di completare la procedura senza attendere gli ultimi giorni. In Indonesia, la norma impone agli operatori di conservare i dati biometrici con certificazione ISO 27001 e di limitare a tre il numero di SIM prepagate per ogni codice fiscale, mantenendo le carte inattive fino alla convalida. L’iniziativa del senatore Castañeda è ora al vaglio delle commissioni Comunicazioni e Studi Legislativi del Senato messicano, mentre a Giacarta il periodo transitorio di sei mesi si chiude con circa 2,3 milioni di utenti già registrati con il nuovo sistema.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
2 gruppi editoriali · 3 lingue
L'Indonesia introdurrà il riconoscimento facciale obbligatorio per le nuove registrazioni di schede SIM a partire da luglio 2026, ma gli utenti esistenti non dovranno ripetere la procedura. La nuova norma sostituisce i precedenti metodi di verifica dell'identità e mira a rafforzare la sicurezza delle telecomunicazioni.
Il Messico affronta la scadenza del 30 giugno per associare le linee mobili al documento d'identità nazionale, con oltre 60 milioni di numeri a rischio sospensione. Il settore privato si oppone a una proroga, mentre voci politiche avvertono di un 'blackout telefonico' che colpirebbe servizi bancari, sanitari e scolastici.
Articoli correlati
Vinicius Jr. e il ritorno di Neymar: Brasile agli ottavi, Scozia in bilico
10 lingue · 37 testate
Crimini & DisastriGiappone, terremoto di magnitudo 7.2 al largo di Iwate: nessun tsunami, lievi feriti
9 lingue · 28 testate
SportSudafrica nella storia: Maseko abbatte la Corea, Bafana Bafana ai sedicesimi
8 lingue · 31 testate