
Messi invoca il rosso per Cucurella, ma il gesto non basta: Spagna campione del mondo
La finale di New York decisa da un dettaglio regolamentare: il capitano argentino protesta per la mano sulla bocca, l'arbitro non interviene e le Furie Rosse si impongono ai supplementari.
La Spagna ha conquistato il suo secondo titolo mondiale battendo l'Argentina 1-0 dopo i tempi supplementari, in una finale che ha trovato il suo episodio simbolo in un gesto sfuggente e in una regola di nuova introduzione. Al novantaquattresimo minuto, con l'Argentina già in dieci per l'espulsione di Enzo Fernández, Marc Cucurella si è avvicinato a Lionel Messi per scambiare qualche parola e, per una frazione di secondo, si è portato la mano alla bocca. Il capitano albiceleste si è immediatamente rivolto all'arbitro Slavko Vinčić mimando il gesto e chiedendo il cartellino rosso, ma il direttore di gara sloveno ha lasciato correre, ritenendo che l'azione non avesse i connotati di una condotta punibile.
La norma invocata da Messi era stata introdotta dalla FIFA proprio in vista del Mondiale 2026, sulla scia di un episodio che aveva scosso la Champions League: a febbraio, durante Benfica-Real Madrid, l'argentino Gianluca Prestianni aveva coperto la bocca mentre si rivolgeva a Vinícius Júnior con espressioni giudicate discriminatorie dall'UEFA, ricevendo sei giornate di squalifica. Il regolamento prevede ora l'espulsione diretta per chi nasconde le labbra in un contesto di confronto ostile, ma lascia all'arbitro la valutazione dell'intenzionalità e del tono dello scambio. Nel corso del torneo, i cartellini rossi erano già scattati per il paraguaiano Miguel Almirón e per l'ecuadoriano Piero Hincapié, mentre in altre occasioni – come nel caso di Harry Kane contro l'Argentina – il gesto non era stato sanzionato. Vinčić ha giudicato che la conversazione tra Cucurella e Messi non avesse carattere minaccioso né offensivo, e il VAR ha confermato la decisione in silenzio.
La reazione di Messi ha suscitato letture divergenti nelle diverse aree geografiche. In Argentina, il quotidiano Clarín ha descritto la protesta come «un manotazo de ahogado», l'ultimo tentativo di un capitano che vedeva la sua squadra incapace di impensierire l'avversario e cercava di ristabilire la parità numerica. Nel Regno Unito, il commentatore televisivo Lee Dixon, ex difensore della nazionale inglese, ha bollato l'atteggiamento di Messi come infantile: «Non dovresti fare il bambino per far espellere qualcuno, è ridicolo». La stampa tedesca, con Bild, ha titolato su un Messi «delatore» che «verpetzt den Hand-Spanier», mentre i media asiatici, da Tribunnews a CNN Indonesia, hanno sottolineato l'incoerenza applicativa della regola, ricordando i precedenti e l'assenza di sanzioni per gesti analoghi.
Al di là della polemica, il copione della partita ha raccontato di una superiorità spagnola netta. Per tutti i novanta minuti regolamentari, l'Argentina non è riuscita a tirare nello specchio della porta difesa da Unai Simón, subendo un dominio territoriale e tecnico che solo i riflessi di Emiliano Martínez hanno tenuto in equilibrio. L'espulsione di Fernández per doppia ammonizione – la prima delle quali giudicata troppo severa da molti osservatori – ha ulteriormente inclinato il campo, fino al gol del subentrato Ferran Torres nella seconda frazione dei supplementari. La Spagna di Luis de la Fuente ha così messo in bacheca la seconda stella, a quattordici anni dal trionfo sudafricano, mentre per Messi, a trentanove anni, si è chiusa con ogni probabilità l'ultima pagina della sua storia mondiale.
Il trionfo iberico ridisegna gli equilibri del calcio internazionale e consegna all'Europa il terzo titolo consecutivo, dopo i successi di Francia e Germania. Per l'Argentina, la sconfitta interrompe il ciclo d'oro aperto dal Mondiale qatariota e apre interrogativi sul ricambio generazionale, mentre la Spagna si candida a dominare il prossimo quadriennio con una rosa giovane e un'identità di gioco ormai matura.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.80 | critical |
|---|---|---|
| Stampa sud-est asiatica | −0.70 | critical |
| Stampa europea continentale | −0.60 | critical |
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
Messi si è comportato da bambino, la sua richiesta di espulsione è ridicola e immeritata.
Utilizza citazioni di ex giocatori autorevoli per delegittimare la richiesta di Messi, presentandola come un'eccezione alla norma sportiva.
Omette che il gesto di Cucurella è considerato una violazione grave secondo le nuove regole FIFA, e che Messi agiva per il bene della squadra.
Messi ha sbagliato a protestare, gli esperti lo hanno giustamente criticato.
Si appoggia all'autorità di ex calciatori famosi per convalidare la decisione arbitrale e screditare la protesta di Messi.
Omette che la nuova regola FIFA vieta il gesto di coprirsi la bocca e che molti tifosi argentini sostenevano la richiesta di Messi.
Messi ha fatto la spia, un comportamento vergognoso per un capitano.
Utilizza un termine dispregiativo ('verpetzt') per moralizzare l'azione di Messi, trasformando una richiesta regolamentare in un atto di slealtà.
Omette che la richiesta di Messi era basata su una regola FIFA recente e che Cucurella ha effettivamente coperto la bocca.
Messi ha fatto bene a chiedere l'espulsione, ma l'arbitro ha deciso diversamente.
Presenta la richiesta di Messi come una mossa tattica comprensibile nel contesto della partita, bilanciando la regola con la discrezionalità arbitrale.
Omette le critiche feroci di ex calciatori come Rooney e Hart che hanno definito la richiesta di Messi infantile.
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