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Scienza e Salutemartedì 21 luglio 2026

Meno morti sulle strade del mondo, ma il divario tra Paesi ricchi e poveri si allarga

Un nuovo studio su Lancet e i dati dell'OMS mostrano un calo globale del 21% dal 2011, mentre in Africa i decessi salgono del 17% e i motociclisti diventano la categoria più a rischio.

Il numero di vittime della strada nel mondo è sceso del 21 per cento tra il 2011 e il 2025, passando da 1,26 a 1,16 milioni di morti l'anno, nonostante l'immissione in circolazione di oltre un miliardo di veicoli a motore. Lo certificano le nuove stime dell'Organizzazione mondiale della sanità, diffuse in apertura della riunione di alto livello delle Nazioni Unite sulla sicurezza stradale a New York. Parallelamente, un'analisi dell'Institute for Health Metrics and Evaluation di Washington pubblicata su Lancet Public Health rileva che i tassi globali di lesioni e decessi da incidente sono calati di oltre il 30 per cento fra il 1990 e il 2023. Il progresso, tuttavia, è tutt'altro che uniforme: il 90 per cento dei decessi si concentra nei Paesi a basso reddito, dove le misure di sicurezza non hanno tenuto il passo con l'urbanizzazione e la motorizzazione rapida.

La forbice geografica è netta. Nella regione europea dell'OMS i decessi sono diminuiti del 36 per cento, mentre nel Pacifico occidentale la riduzione è stata del 15 per cento. Il Sud-est asiatico ha registrato un calo marginale del 2 per cento, le Americhe non mostrano variazioni significative e l'Africa ha visto un aumento del 17 per cento. I ricercatori di Washington osservano che nei Paesi ad alto reddito i tassi di incidente restano elevati, ma la letalità è contenuta da obblighi come le cinture di sicurezza, airbag e infrastrutture più protettive. Nei contesti a basso reddito, al contrario, la crescita del parco veicoli – in particolare motocicli, triplicati a livello globale in quindici anni – si è accompagnata a una carenza di norme e controlli.

I dati dell'OMS indicano che quasi un terzo delle vittime della strada è oggi un motociclista, mentre più della metà dei decessi riguarda pedoni, ciclisti e centauri, categorie spesso ignorate nella progettazione delle infrastrutture. Gli incidenti restano la prima causa di morte per bambini e giovani tra i 5 e i 29 anni, con 1,1 milioni di decessi solo nel 2025. L'analisi di Lancet segnala inoltre che negli Stati Uniti, pur in un quadro di calo recente, la diffusione di veicoli più alti e pesanti e la guida distratta da smartphone hanno contribuito a un picco di oltre 43.000 morti nel 2021, prima di una flessione a circa 36.600 l'anno scorso.

La risposta politica si è concretizzata nella dichiarazione adottata dall'Assemblea generale dell'ONU, che impegna i governi a dotarsi di strategie nazionali con obiettivi misurabili, budget dedicati e scadenze precise. Il documento promuove l'approccio del «Safe System», che parte dal presupposto che l'errore umano sia inevitabile e punta a progettare strade, veicoli e limiti di velocità in grado di evitare conseguenze letali. L'obiettivo resta il dimezzamento di morti e feriti gravi entro il 2030 rispetto ai livelli del 2021, un traguardo che le tendenze attuali, soprattutto in Africa e nel Sud-est asiatico, rendono ancora lontano.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Progresso vs. Disuguaglianza
29%Media
4 blocchi · posizioni da −0.40 a +0.30
Critici della disuguaglianzaCelebratori del progresso
ATLEURLATIND
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera−0.40critical
Stampa europea continentale+0.20neutral
Stampa latinoamericana−0.20neutral
Stampa indiana e sudasiatica+0.30aligned
Le testate dei paesi a basso reddito non sono rappresentate in questo cluster.
Stampa atlantica / anglosfera−0.40
Voce

Il calo globale delle morti stradali nasconde un fallimento persistente nei paesi a basso reddito, dove i progressi sono fermi.

Meccanismodenuncia della disuguaglianza

Contrasta le medie globali con le disparità regionali per enfatizzare la negligenza verso i paesi poveri.

Omissione

Non menziona l'aumento massiccio del numero di veicoli a livello globale, che rende il calo ancora più significativo.

IndignazionePragmatismo
Stampa europea continentale+0.20
Voce

I progressi globali nella sicurezza stradale sono reali, ma le disuguaglianze tra regioni restano un problema serio.

Meccanismobilanciamento progresso-rischio

Bilancia i dati positivi con le citazioni dell'OMS per mantenere un tono equilibrato tra ottimismo e preoccupazione.

Omissione

Non approfondisce la mancanza di miglioramento nei paesi a basso reddito, limitandosi a menzionare le differenze.

PragmatismoDistacco
Stampa latinoamericana−0.20
Voce

Le morti stradali sono ancora troppo alte e lontane dall'obiettivo del 2030; serve un'azione urgente.

Meccanismoconfronto con l'obiettivo

Confronta i dati attuali con gli obiettivi futuri per creare un senso di urgenza e necessità di intervento.

Omissione

Non evidenzia il calo significativo del 21% dal 2011, che rappresenta un progresso notevole.

UrgenzaAllarme
Stampa indiana e sudasiatica+0.30
Voce

Nonostante l'aumento di oltre un miliardo di veicoli, le morti stradali sono diminuite dell'8%, un successo globale.

Meccanismotrionfo nonostante le avversità

Enfatizza il calo delle morti nonostante l'aumento dei veicoli per presentare il risultato come un trionfo delle misure di sicurezza.

Omissione

Non menziona la disparità tra paesi ricchi e poveri, che è il punto centrale dello studio.

TrionfoPragmatismo

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martedì 21 luglio 2026

Meno morti sulle strade del mondo, ma il divario tra Paesi ricchi e poveri si allarga

Un nuovo studio su Lancet e i dati dell'OMS mostrano un calo globale del 21% dal 2011, mentre in Africa i decessi salgono del 17% e i motociclisti diventano la categoria più a rischio.

Il numero di vittime della strada nel mondo è sceso del 21 per cento tra il 2011 e il 2025, passando da 1,26 a 1,16 milioni di morti l'anno, nonostante l'immissione in circolazione di oltre un miliardo di veicoli a motore. Lo certificano le nuove stime dell'Organizzazione mondiale della sanità, diffuse in apertura della riunione di alto livello delle Nazioni Unite sulla sicurezza stradale a New York. Parallelamente, un'analisi dell'Institute for Health Metrics and Evaluation di Washington pubblicata su Lancet Public Health rileva che i tassi globali di lesioni e decessi da incidente sono calati di oltre il 30 per cento fra il 1990 e il 2023. Il progresso, tuttavia, è tutt'altro che uniforme: il 90 per cento dei decessi si concentra nei Paesi a basso reddito, dove le misure di sicurezza non hanno tenuto il passo con l'urbanizzazione e la motorizzazione rapida.

La forbice geografica è netta. Nella regione europea dell'OMS i decessi sono diminuiti del 36 per cento, mentre nel Pacifico occidentale la riduzione è stata del 15 per cento. Il Sud-est asiatico ha registrato un calo marginale del 2 per cento, le Americhe non mostrano variazioni significative e l'Africa ha visto un aumento del 17 per cento. I ricercatori di Washington osservano che nei Paesi ad alto reddito i tassi di incidente restano elevati, ma la letalità è contenuta da obblighi come le cinture di sicurezza, airbag e infrastrutture più protettive. Nei contesti a basso reddito, al contrario, la crescita del parco veicoli – in particolare motocicli, triplicati a livello globale in quindici anni – si è accompagnata a una carenza di norme e controlli.

I dati dell'OMS indicano che quasi un terzo delle vittime della strada è oggi un motociclista, mentre più della metà dei decessi riguarda pedoni, ciclisti e centauri, categorie spesso ignorate nella progettazione delle infrastrutture. Gli incidenti restano la prima causa di morte per bambini e giovani tra i 5 e i 29 anni, con 1,1 milioni di decessi solo nel 2025. L'analisi di Lancet segnala inoltre che negli Stati Uniti, pur in un quadro di calo recente, la diffusione di veicoli più alti e pesanti e la guida distratta da smartphone hanno contribuito a un picco di oltre 43.000 morti nel 2021, prima di una flessione a circa 36.600 l'anno scorso.

La risposta politica si è concretizzata nella dichiarazione adottata dall'Assemblea generale dell'ONU, che impegna i governi a dotarsi di strategie nazionali con obiettivi misurabili, budget dedicati e scadenze precise. Il documento promuove l'approccio del «Safe System», che parte dal presupposto che l'errore umano sia inevitabile e punta a progettare strade, veicoli e limiti di velocità in grado di evitare conseguenze letali. L'obiettivo resta il dimezzamento di morti e feriti gravi entro il 2030 rispetto ai livelli del 2021, un traguardo che le tendenze attuali, soprattutto in Africa e nel Sud-est asiatico, rendono ancora lontano.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Progresso vs. Disuguaglianza
29%Media
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Critici della disuguaglianzaCelebratori del progresso
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Stampa indiana e sudasiatica+0.30aligned
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Il calo globale delle morti stradali nasconde un fallimento persistente nei paesi a basso reddito, dove i progressi sono fermi.

Meccanismodenuncia della disuguaglianza

Contrasta le medie globali con le disparità regionali per enfatizzare la negligenza verso i paesi poveri.

Omissione

Non menziona l'aumento massiccio del numero di veicoli a livello globale, che rende il calo ancora più significativo.

IndignazionePragmatismo
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I progressi globali nella sicurezza stradale sono reali, ma le disuguaglianze tra regioni restano un problema serio.

Meccanismobilanciamento progresso-rischio

Bilancia i dati positivi con le citazioni dell'OMS per mantenere un tono equilibrato tra ottimismo e preoccupazione.

Omissione

Non approfondisce la mancanza di miglioramento nei paesi a basso reddito, limitandosi a menzionare le differenze.

PragmatismoDistacco
Stampa latinoamericana−0.20
Voce

Le morti stradali sono ancora troppo alte e lontane dall'obiettivo del 2030; serve un'azione urgente.

Meccanismoconfronto con l'obiettivo

Confronta i dati attuali con gli obiettivi futuri per creare un senso di urgenza e necessità di intervento.

Omissione

Non evidenzia il calo significativo del 21% dal 2011, che rappresenta un progresso notevole.

UrgenzaAllarme
Stampa indiana e sudasiatica+0.30
Voce

Nonostante l'aumento di oltre un miliardo di veicoli, le morti stradali sono diminuite dell'8%, un successo globale.

Meccanismotrionfo nonostante le avversità

Enfatizza il calo delle morti nonostante l'aumento dei veicoli per presentare il risultato come un trionfo delle misure di sicurezza.

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Non menziona la disparità tra paesi ricchi e poveri, che è il punto centrale dello studio.

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