
Gosling Ghost Rider e il figlio di T'Challa: la Marvel ridisegna i suoi eroi
Alla Comic-Con di San Diego, l'annuncio di due nuovi capitoli del MCU: Ryan Gosling sarà il motociclista infernale, mentre David Jonsson erediterà il trono di Wakanda.
La mattina di sabato 25, nell’immenso Hall H della San Diego Comic-Con, settemila spettatori si sono alzati in piedi quando Ryan Gosling è comparso accanto a Kevin Feige. Molti indossavano le maschere del Dottor Destino distribuite dallo studio, e il boato che ha accolto l’attore canadese era carico di un’attesa quasi decennale. Gosling, visibilmente emozionato, ha detto soltanto: «È un personaggio che volevo interpretare da molto tempo». Poi la conferma: sarà lui il nuovo Ghost Rider, il motociclista fantasma.
L’annuncio ha dato il via a una cascata di rivelazioni. Pantera Nera 3 arriverà nelle sale il 15 dicembre 2028, con Ryan Coogler di nuovo alla regia e Letitia Wright. Ma la vera sorpresa è il volto nuovo: David Jonsson, l’attore britannico di Industry e Alien: Romulus, interpreterà T’Challa II, il figlio segreto del re e di Nakia, già apparso bambino nella scena post-credits di Wakanda Forever. Per Ghost Rider, invece, la data di uscita è fissata al 2028: dietro la macchina da presa ci sarà Shawn Levy, con cui Gosling aveva già lavorato in Star Wars: Starfighter. Feige ha anche annunciato che Avengers: Endgame tornerà nei cinema il 25 settembre con sequenze inedite che preparano il terreno ad Avengers: Doomsday. Il personaggio del teschio fiammeggiante, creato nel 1972, rientra così nell’universo Marvel dopo due film con Nicolas Cage prodotti da Sony tra il 2007 e il 2012.
La scelta di Pantera Nera 3 ha un significato che va oltre il marketing. Dopo la scomparsa di Chadwick Boseman nel 2020, il franchise si trovava a un bivio: recast o eredità. Far crescere il figlio di T’Challa, educato in segreto tra Haiti e Wakanda, permette di non sostituire l’icona ma di tramandarne il simbolo. Secondo gli osservatori americani, è una mossa che rispetta il pubblico e costruisce una mitologia generazionale. Sul versante Ghost Rider, l’innesto di Gosling – attore candidato tre volte all’Oscar, qui al suo primo cinecomic – segnala la volontà di conferire spessore al lato soprannaturale del MCU, in un momento in cui il franchise cerca di rinnovare il proprio catalogo di eroi.
In sala, l’entusiasmo ha toccato punte da stadio. La stampa internazionale ha riportato cori e lacrime, mentre il panel si chiudeva con una proiezione esclusiva di Avengers: Doomsday (in uscita il 18 dicembre) che ha mostrato per la prima volta il conflitto tra Doctor Doom e Reed Richards. La Marvel, forte di un box office globale di quasi 33 miliardi di dollari, continua a tessere la sua tela. E mentre le luci si riaccendevano, restava nell’aria un’immagine: un teschio avvolto dalle fiamme, una catena sospesa nel buio, e una risata sinistra che prometteva vendetta.
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