Accedi
Edizione delle 20:00 CETgiovedì 23 luglio 2026
325 testate · 17 lingue1179 briefing oggi
Economia e Mercatimartedì 21 luglio 2026

Meliá lascia Cuba dopo 36 anni: l’embargo USA spinge via l’ultimo gigante alberghiero spagnolo

La catena spagnola cessa tutte le operazioni sull’isola dal 24 luglio, piegata dalle sanzioni americane che rendono impossibile ogni stabilità operativa.

Venerdì 24 luglio Meliá Hotels International metterà fine a tutte le attività a Cuba, chiudendo una presenza cominciata nel 1990 con l’apertura del Sol Palmeras a Varadero. La decisione, comunicata alla CNMV spagnola, coinvolge 34 strutture e circa 14.000 camere, e segue il ritiro parziale di giugno, quando il gruppo aveva già abbandonato 15 hotel gestiti con il conglomerato militare GAESA. L’uscita totale cancella l’uso dei marchi, la ricezione turistica e la catena di fornitura locale.

La causa immediata sono le «notevoli difficoltà operative, legali, economiche e finanziarie» che, secondo la società, rendono «impossibile, di fatto e di diritto, una stabilità operativa minima». Il riferimento è al nuovo pacchetto di sanzioni firmato da Donald Trump a maggio, che minaccia banche e imprese straniere che collaborano con entità cubane sanzionate, e al blocco petrolifero imposto da Washington da gennaio, che ha ridotto l’isola a un unico carico di greggio russo. Già nel primo trimestre l’occupazione media degli hotel Meliá a Cuba era scesa al 34,1%, oltre sei punti in meno rispetto all’anno precedente, con un RevPAR di 34,4 euro, meno della metà della media globale del gruppo.

Per l’Europa, e in particolare per le catene alberghiere spagnole come Barceló e Iberostar, l’epilogo cubano di Meliá segnala la portata extraterritoriale delle sanzioni americane. La mossa di Washington costringe le imprese a scegliere tra il mercato statunitense e la permanenza sull’isola, un dilemma che già aveva spinto altre società straniere – da una banca a una compagnia mineraria – a disimpegnarsi. Fonti del settore a Madrid sottolineano che la filiale portoghese del gruppo sta lavorando a una transizione ordinata per limitare l’impatto su collaboratori, fornitori e clienti, mentre gli hotel potranno continuare a operare sotto gestione cubana, senza le insegne spagnole.

L’impatto finanziario della decisione è ancora in fase di valutazione e sarà reso noto con la pubblicazione dei conti del primo semestre. L’uscita di Meliá, primo gruppo straniero a scommettere sul turismo cubano dopo il crollo dell’Unione Sovietica, ridisegna la mappa dell’ospitalità caraibica e lascia a L’Avana un vuoto difficile da colmare in una fase di crisi economica acuta, mentre l’embargo americano, in vigore dal 1962, continua a dettare le regole dell’impegno internazionale sull’isola.

Divergenza — chi la racconta come
12%Bassa
3 blocchi · posizioni da −0.30 a 0.00
CriticoFavorevole
LATATLEUR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana−0.30critical
Stampa atlantica / anglosfera0.00neutral
Stampa europea continentale−0.10neutral
Stampa latinoamericana−0.30
Voce

Cuba è vittima del blocco statunitense, che costringe le imprese straniere ad abbandonare l'isola.

Meccanismocausalità unilaterale

La ripetizione del termine 'bloqueo' associa automaticamente la causa alla politica estera USA, senza considerare altri fattori economici interni.

Omissione

Non menziona il legame con il gruppo Gaviota, legato all'esercito cubano, né la precedente uscita parziale di giugno.

IndignazioneVittimismo
Stampa atlantica / anglosfera0.00
Voce

Washington esercita una pressione crescente che rende impossibile operare a Cuba.

Meccanismopressione esterna

L'uso di 'pressione' e 'sanzioni' come fatti oggettivi, senza attribuire colpa, ma implicitamente riconoscendo la forza esterna.

Omissione

Non utilizza il termine 'bloqueo' e non menziona il legame con il gruppo Gaviota né la durata trentennale della presenza.

DistaccoPragmatismo
Stampa europea continentale−0.10
Voce

Il blocco USA e le sanzioni hanno reso insostenibile la presenza di Meliá a Cuba.

Meccanismocausalità mista

Alternando 'bloqueo' e 'pression', si crea una narrazione di cause multiple ma tutte esterne.

PragmatismoDistacco

Allarga lo sguardo

Leggi di più
Ultim'ora
Guardiola ct dell’Italia: la richiesta da 20 milioni frena il sogno azzurro·Incendi nell’Europa del Sud: tre morti e decine di migliaia di sfollati·L’alba dell’era Maresca: il City riparte da Anderson, il colpo da 135 milioni·WhatsApp tra nuove funzioni e stretta sulla sicurezza: cosa cambia per utenti e professionisti·Trump subordina l’intesa nucleare con Riad all’adesione agli Accordi di Abramo·Mondiale 2026, sette allerta gialli per scommesse sospette: i casi sotto esame·Manchester, la polizia non esaminò i telefoni dell’attentatore alla sinagoga: ‘Un’occasione mancata’·Porti ucraini bloccati: gli armatori fermano le navi, a rischio l’export di grano·Guardiola ct dell’Italia: la richiesta da 20 milioni frena il sogno azzurro·Incendi nell’Europa del Sud: tre morti e decine di migliaia di sfollati·L’alba dell’era Maresca: il City riparte da Anderson, il colpo da 135 milioni·WhatsApp tra nuove funzioni e stretta sulla sicurezza: cosa cambia per utenti e professionisti·Trump subordina l’intesa nucleare con Riad all’adesione agli Accordi di Abramo·Mondiale 2026, sette allerta gialli per scommesse sospette: i casi sotto esame·Manchester, la polizia non esaminò i telefoni dell’attentatore alla sinagoga: ‘Un’occasione mancata’·Porti ucraini bloccati: gli armatori fermano le navi, a rischio l’export di grano·
Agg. 16:213 lingue · 7 testate
7 testate|3 lingue|2 min lettura
martedì 21 luglio 2026

Meliá lascia Cuba dopo 36 anni: l’embargo USA spinge via l’ultimo gigante alberghiero spagnolo

La catena spagnola cessa tutte le operazioni sull’isola dal 24 luglio, piegata dalle sanzioni americane che rendono impossibile ogni stabilità operativa.

Venerdì 24 luglio Meliá Hotels International metterà fine a tutte le attività a Cuba, chiudendo una presenza cominciata nel 1990 con l’apertura del Sol Palmeras a Varadero. La decisione, comunicata alla CNMV spagnola, coinvolge 34 strutture e circa 14.000 camere, e segue il ritiro parziale di giugno, quando il gruppo aveva già abbandonato 15 hotel gestiti con il conglomerato militare GAESA. L’uscita totale cancella l’uso dei marchi, la ricezione turistica e la catena di fornitura locale.

La causa immediata sono le «notevoli difficoltà operative, legali, economiche e finanziarie» che, secondo la società, rendono «impossibile, di fatto e di diritto, una stabilità operativa minima». Il riferimento è al nuovo pacchetto di sanzioni firmato da Donald Trump a maggio, che minaccia banche e imprese straniere che collaborano con entità cubane sanzionate, e al blocco petrolifero imposto da Washington da gennaio, che ha ridotto l’isola a un unico carico di greggio russo. Già nel primo trimestre l’occupazione media degli hotel Meliá a Cuba era scesa al 34,1%, oltre sei punti in meno rispetto all’anno precedente, con un RevPAR di 34,4 euro, meno della metà della media globale del gruppo.

Per l’Europa, e in particolare per le catene alberghiere spagnole come Barceló e Iberostar, l’epilogo cubano di Meliá segnala la portata extraterritoriale delle sanzioni americane. La mossa di Washington costringe le imprese a scegliere tra il mercato statunitense e la permanenza sull’isola, un dilemma che già aveva spinto altre società straniere – da una banca a una compagnia mineraria – a disimpegnarsi. Fonti del settore a Madrid sottolineano che la filiale portoghese del gruppo sta lavorando a una transizione ordinata per limitare l’impatto su collaboratori, fornitori e clienti, mentre gli hotel potranno continuare a operare sotto gestione cubana, senza le insegne spagnole.

L’impatto finanziario della decisione è ancora in fase di valutazione e sarà reso noto con la pubblicazione dei conti del primo semestre. L’uscita di Meliá, primo gruppo straniero a scommettere sul turismo cubano dopo il crollo dell’Unione Sovietica, ridisegna la mappa dell’ospitalità caraibica e lascia a L’Avana un vuoto difficile da colmare in una fase di crisi economica acuta, mentre l’embargo americano, in vigore dal 1962, continua a dettare le regole dell’impegno internazionale sull’isola.

Divergenza — chi la racconta come
12%Bassa
3 blocchi · posizioni da −0.30 a 0.00
CriticoFavorevole
LATATLEUR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana−0.30critical
Stampa atlantica / anglosfera0.00neutral
Stampa europea continentale−0.10neutral
Stampa latinoamericana−0.30
Voce

Cuba è vittima del blocco statunitense, che costringe le imprese straniere ad abbandonare l'isola.

Meccanismocausalità unilaterale

La ripetizione del termine 'bloqueo' associa automaticamente la causa alla politica estera USA, senza considerare altri fattori economici interni.

Omissione

Non menziona il legame con il gruppo Gaviota, legato all'esercito cubano, né la precedente uscita parziale di giugno.

IndignazioneVittimismo
Stampa atlantica / anglosfera0.00
Voce

Washington esercita una pressione crescente che rende impossibile operare a Cuba.

Meccanismopressione esterna

L'uso di 'pressione' e 'sanzioni' come fatti oggettivi, senza attribuire colpa, ma implicitamente riconoscendo la forza esterna.

Omissione

Non utilizza il termine 'bloqueo' e non menziona il legame con il gruppo Gaviota né la durata trentennale della presenza.

DistaccoPragmatismo
Stampa europea continentale−0.10
Voce

Il blocco USA e le sanzioni hanno reso insostenibile la presenza di Meliá a Cuba.

Meccanismocausalità mista

Alternando 'bloqueo' e 'pression', si crea una narrazione di cause multiple ma tutte esterne.

PragmatismoDistacco

Questa notizia è apparsa su

7 testate · 3 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Sanzioni Ue alla Russia, intesa sul 21° pacchetto: congelato il price cap, ma il testo esce ridimensionato

6 lingue · 24 testate

Da Technology

L’IA di OpenAI evade la sandbox e attacca Hugging Face: un test di cybersicurezza diventa un caso politico globale

9 lingue · 22 testate

Da Science & Health

Cinque minuti di danza, yoga o Pilates: la scienza riscopre il movimento breve e consapevole

3 lingue · 6 testate

Leggi di più