
Mbappé rinasce dal dischetto: la Francia è in semifinale, il Marocco si arrende
Dopo un rigore fallito, il capitano dei Bleus segna un gol capolavoro e serve l’assist per Dembélé, lanciando la sfida a Messi nella corsa alla Scarpa d’Oro.
La Francia ha domato il Marocco con un 2-0 che sa di déjà-vu, eppure la partita di Boston ha raccontato una storia diversa da quella di quattro anni fa. Non una semifinale, ma un quarto di finale che per un’ora è rimasto in bilico, sospeso tra il dominio territoriale dei Bleus e i miracoli di Yassine Bounou. Il portiere marocchino aveva ipnotizzato Mbappé dal dischetto al 28’, dopo un check del VAR durato oltre tre minuti, e aveva spento le speranze francesi con parate su Upamecano, Doué e Digne. Poi, al 60’, il fuoriclasse del Real Madrid ha disegnato una traiettoria imparabile dal limite dell’area, riportando il punteggio dove la logica del campo già lo collocava. Sei minuti dopo, un suo movimento senza palla ha aperto il varco per il destro di Dembélé, che ha chiuso i conti.
Secondo gli osservatori europei, la Francia ha confermato la propria statura di favorita, raggiungendo la terza semifinale consecutiva – un’impresa riuscita solo a Brasile e Italia in epoche diverse. Il cammino di Didier Deschamps, che lascerà la panchina dopo il torneo, appare lineare: sei vittorie, sedici gol segnati, tre clean sheet nella fase a eliminazione. Eppure, nell’ottica africana, il Marocco esce a testa alta, avendo retto l’urto della corazzata transalpina fino al colpo di genio del suo capitano, e confermandosi come la prima nazionale del continente a raggiungere due quarti di finale consecutivi. La stampa marocchina sottolinea l’assenza dell’infortunato Saibari, che ha privato l’attacco di profondità, ma riconosce la superiorità tecnica degli avversari.
La serata di Mbappé è stata un microcosmo della sua grandezza: dal rigore debole e centrale all’ottavo gol in questo Mondiale, che lo riporta in vetta alla classifica marcatori insieme a Lionel Messi, ma con il vantaggio decisivo degli assist (tre contro uno). Con venti reti in venti partite mondiali, il ventisettenne si è preso anche il record di più giovane a toccare quota venti, e ora tallona il primato assoluto di Messi (21). L’uscita al 77’ per una botta alla caviglia destra – con ghiaccio applicato in panchina – ha destato apprensione, ma le parole del giocatore («Sto bene, è solo un piccolo problema») e la sua partecipazione ai festeggiamenti finali fanno propendere per un semplice accorgimento precauzionale.
La Francia attende ora la vincente di Spagna-Belgio, in programma venerdì a Los Angeles, per la semifinale di Dallas del 14 luglio. Dall’altra parte del tabellone, l’Argentina di Messi affronterà la Svizzera, mentre Norvegia e Inghilterra si contenderanno l’altro posto. La corsa alla Scarpa d’Oro e al trono di miglior marcatore di sempre resta il sottofondo più avvincente di un torneo che, dopo l’uscita del Marocco, vede assottigliarsi le speranze di una sorpresa extraeuropea.
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.80 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | +0.20 | neutral |
| Stampa africana subsahariana | 0.00 | neutral |
La Francia dimostra la propria superiorità e si avvia verso un terzo titolo mondiale consecutivo. Mbappé lancia una nuova sfida a Messi per l'eredità calcistica.
Utilizza il confronto diretto con Messi per innalzare la portata della vittoria e personalizzare la narrazione sul duello tra stelle.
Non viene menzionato l'infortunio di Mbappé, che ha destato preoccupazione in altri media.
Mbappé si è redento dopo l'errore, ma la sua uscita per infortunio getta ombre sulla semifinale. Il Marocco ha lottato con orgoglio.
Incrocia la narrazione della redenzione con l'allarme infortunio, creando una doppia lettura della partita: trionfo e preoccupazione.
Non viene enfatizzato il dominio assoluto della Francia, dando spazio alla prospettiva marocchina.
Il Marocco ha dimostrato che l'Africa può competere ai massimi livelli. La Francia è stata più forte, ma l'eredità di questa squadra rimane.
Equilibra il resoconto della sconfitta con un riconoscimento del significato simbolico e storico della partecipazione marocchina, evitando di umiliare il perdente.
Non viene approfondita la narrazione del duello Mbappé-Messi, concentrandosi invece sul contesto continentale.
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