
Marocco, un'altra notte di rigori: Olanda eliminata, è la quarta condanna dal dischetto
A Monterrey, il Marocco ribalta il gol di Gakpo con un colpo di testa di Diop al 91', resiste ai supplementari e vince 3-2 ai rigori, condannando gli Oranje a un record negativo condiviso con la Spagna e guadagnandosi il Canada agli ottavi.
Quando Ismael Saibari ha incrociato il destro all'incrocio dei pali, facendo esplodere la panchina marocchina, si è scritto l'ennesimo capitolo di una maledizione olandese che ormai ha la consistenza di un dato statistico. L'1-1 dei tempi regolamentari, resistito per trenta minuti di supplementari, si è sciolto nella lotteria dei rigori: 3-2 per il Marocco, che aveva già visto due suoi tiratori fallire – El Aynaoui sulla traversa, Hakimi parato – ma ha potuto contare sulla parata di Yassine Bounou sul penalty di Summerville. Per i Paesi Bassi è la quarta eliminazione dal dischetto nella storia dei Mondiali, un primato condiviso con la Spagna, e il secondo ko consecutivo dopo quello subito dall'Argentina in Qatar.
La partita aveva preso una piega diversa al 72', quando Cody Gakpo, sceso in campo a pochi giorni dalla notizia della perdita del figlio che la compagna portava in grembo, si era gettato su un cross radente e aveva infilato il pallone in rete, accasciandosi poi sull'erba in un lungo abbraccio collettivo. Il vantaggio olandese, costruito con l'ingresso di Weghorst, sembrava poter indirizzare la sfida verso un esito conforme al rango di una nazionale abituata a raggiungere almeno gli ottavi nelle ultime undici edizioni. Ma al primo minuto di recupero Issa Diop, lasciato colpevolmente solo, ha incornato il cross di Talbi e ha riaperto la contesa.
Nei supplementari il Marocco ha sfiorato il colpo del ko con Rahimi, ipnotizzato da un intervento prodigioso di Verbruggen, e ha poi gestito la tensione fino ai rigori, dove Bounou ha replicato i miracoli che già nel 2022 avevano steso la Spagna. Secondo gli osservatori nordafricani, la squadra di Ouahbi ha dominato il possesso e le occasioni, costringendo l'Olanda a un atteggiamento insolitamente rinunciatario – un "blocco basso" che lo stesso tecnico marocchino ha interpretato come una forma di rispetto. Dal punto di vista europeo, invece, l'eliminazione precoce degli Oranje, unita al contemporaneo crollo della Germania contro il Paraguay, segnala una fragilità inedita per le potenze storiche del Vecchio Continente in questo primo Mondiale a 48 squadre.
Per il Marocco, che aveva già raggiunto la semifinale in Qatar, si tratta della seconda qualificazione consecutiva agli ottavi, un traguardo che solo Nigeria e Ghana avevano centrato in passato per l'Africa. "Abbiamo guadagnato il rispetto di tutti", ha dichiarato Ouahbi, sottolineando come la squadra giochi per milioni di tifosi rimasti svegli fino alle due di notte. Ora l'orizzonte si chiama Canada, co-organizzatore del torneo, che attende a Houston il 4 luglio: un avversario già battuto nella fase a gironi del 2022, ma che in casa può trasformarsi in un ostacolo insidioso.
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Il Marocco dimostra la forza del calcio africano, superando un avversario europeo con orgoglio e determinazione, grazie al sostegno di milioni di tifosi.
Enfatizzando il legame emotivo con i tifosi e la narrazione del coach sul nuovo rispetto, la vittoria viene presentata come un trionfo collettivo nazionale e continentale, minimizzando la prospettiva dell'avversario.
Viene omesso il contesto storico delle ripetute sconfitte dei Paesi Bassi ai rigori, che sposterebbe l'attenzione dal successo marocchino alla sfortuna olandese.
La partita è stata una sfida emozionante risolta ai rigori dopo un pareggio all'ultimo minuto, con il Marocco che ha prevalso.
Concentrandosi sulla sequenza drammatica degli eventi ed evitando qualsiasi attribuzione di significato al di là del gioco, il risultato viene presentato come una questione di sorte sportiva piuttosto che una dichiarazione di forza nazionale o continentale.
Viene omesso il contesto emotivo dei commenti dell'allenatore sul sostegno dei tifosi e il significato storico per il calcio africano, che aggiungerebbe uno strato di parte alla narrazione.
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