
Francia-Marocco, la rivincita dei quarti: dal 2-0 del 2022 alla notte di Boston
Quattro anni dopo la semifinale in Qatar, le due nazionali si ritrovano a Foxborough con percorsi opposti, assenze pesanti e la posta in palio di una semifinale mondiale.
Era il 14 dicembre 2022 quando Theo Hernández, con un gesto acrobatico, gelò lo stadio Al Bayt e infranse il sogno del Marocco, prima squadra africana a spingersi fino alla semifinale di un Mondiale. Quel 2-0, completato da Randal Kolo Muani, consegnò alla Francia la finale poi persa contro l’Argentina. Nella notte italiana tra giovedì 9 e venerdì 10 luglio 2026, le due selezioni si ritrovano ai quarti di finale del torneo nordamericano, sul prato del Gillette Stadium di Boston, con l’eco di quella serata ancora vivo ma con protagonisti e contesti profondamente mutati.
La Francia di Didier Deschamps – che chiuderà la sua lunga gestione al termine della competizione – arriva all’appuntamento forte di cinque vittorie in altrettante partite, quattordici reti segnate e appena due subite. Dopo aver travolto la Svezia (3-0) e superato di misura il Paraguay (1-0 su rigore di Mbappé), i Bleus si presentano come la squadra più continua del tabellone, con un attacco che ruota attorno al capitano Kylian Mbappé (sette gol, a un passo dalla vetta della classifica marcatori) e alle accelerazioni di Dembélé, Olise e Barcola. Il Marocco, dal canto suo, ha dovuto sudare ai rigori contro i Paesi Bassi prima di liquidare il Canada con un netto 3-0, ma ha perso per infortunio muscolare il suo terminale offensivo più prolifico, Ismael Saibari, autore di tre reti. Al suo posto, il tecnico Mohamed Ouahbi si affiderà a Soufiane Rahimi, in un undici che conserva la solidità del collettivo e la regia di Brahim Díaz, già recordman africano per assist in una singola edizione iridata.
Secondo gli osservatori nordafricani, la ferita del 2022 non è ancora rimarginata, e le parole di Ouahbi – «ogni partita ha il suo contesto, ora abbiamo una squadra diversa e vogliamo vincere la Coppa, non accontentarci» – restituiscono la determinazione di un gruppo che, da allora, ha vinto un Mondiale Under-20 e si è issato al sesto posto del ranking FIFA. La stampa francese, invece, sottolinea la maturità di un gruppo che ha saputo gestire anche le tensioni contro il Paraguay e che può contare su un Mbappé sempre più leader, a caccia del record di gol in carriera ai Mondiali (19, a due sole lunghezze da Messi). Non manca la curiosità per l’amicizia tra il fuoriclasse del Real Madrid e il capitano marocchino Achraf Hakimi, compagni ai tempi del Paris Saint-Germain e ora avversari leali.
L’incontro sarà diretto dall’argentino Facundo Tello, designazione che ha sollevato qualche perplessità in chiave transalpina, subito ridimensionata da Deschamps: «Confido nel trio arbitrale». Sul piano tattico, la Francia dovrà fare a meno di Tchouaméni, ancora alle prese con un problema muscolare, mentre il Marocco spera di recuperare almeno in parte la verve offensiva perduta con Saibari. I precedenti sorridono ai Bleus: quattro vittorie e due pareggi in sei confronti, l’ultimo dei quali proprio quel 2-0 in semifinale.
Chi vincerà affronterà in semifinale la vincente di Spagna-Belgio, in programma venerdì a Los Angeles. Per entrambe, l’obiettivo è scrivere una pagina di storia: la Francia per diventare la prima europea a raggiungere tre finali consecutive dai tempi della Germania, il Marocco per confermare che il quarto posto del 2022 non fu un’eccezione, ma l’inizio di una nuova era per il calcio africano.
| Stampa sud-est asiatica | +0.30 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa africana subsahariana | 0.00 | neutral |
| Stampa latinoamericana | +0.10 | neutral |
La Francia è favorita e l'infortunio di Saibari rende il Marocco ancora più vulnerabile.
Il meccanismo consiste nel selezionare e amplificare l'infortunio come elemento chiave, minimizzando altri fattori.
Non riconosce la capacità del Marocco di competere, come invece fa la stampa africana.
Il Marocco ha una chance di ribaltare il risultato del 2022, ma la Francia resta favorita.
Presenta la partita come un confronto equilibrato, citando le statistiche e le prestazioni recenti senza prendere posizione.
Non enfatizza l'infortunio di Saibari, che potrebbe essere un fattore decisivo, a differenza della stampa del Sud-est asiatico.
Mbappé e Hakimi, amici in campo, si sfidano in una partita che unisce sport e amicizia.
Umanizza il confronto attraverso la relazione personale tra i due giocatori, rendendo la partita più accessibile emotivamente.
Non si concentra sulle implicazioni tattiche o sull'infortunio, ma privilegia l'aspetto narrativo.
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