
La vasca del Lincoln Memorial diventa un caso politico-giudiziario: costi decuplicati e accuse di sabotaggio
L’ex canoista olimpico David Hearn si dichiara non colpevole, mentre l’amministrazione Trump attribuisce i danni a vandalismi e l’opposizione denuncia appalti senza gara e una ristrutturazione affrettata.
L’ex canoista olimpico statunitense David Hearn si è dichiarato non colpevole davanti alla Corte Superiore di Washington per l’accusa di danneggiamento della vasca riflettente del Lincoln Memorial, un capo d’imputazione che prevede fino a dieci anni di reclusione. L’atto formale dell’arringa segna l’ultimo capitolo di una vicenda che intreccia costi lievitati, sospetti di favoritismi e una narrazione presidenziale imperniata sul sabotaggio. Secondo i documenti processuali, Hearn avrebbe strappato una porzione del rivestimento in «blu bandiera americana» applicato sul fondo della vasca durante i lavori di ristrutturazione voluti dalla Casa Bianca in vista del 250° anniversario dell’indipendenza. L’imputato sostiene di essersi limitato a toccare il materiale per curiosità durante una sosta in bicicletta, trovando la superficie già compromessa.
La ristrutturazione, annunciata da Donald Trump a fine aprile con una stima inferiore ai due milioni di dollari, è stata completata nella prima settimana di giugno a un costo finale di 14,7 milioni di dollari, più di sette volte la cifra iniziale. Secondo fonti del Congresso e analisti di Washington, l’intervento è stato affidato senza gara d’appalto a due aziende – Atlantic Industrial Coatings e Green Water Solutions – che secondo la stampa statunitense avrebbero legami con l’entourage presidenziale. Pochi giorni dopo la conclusione dei lavori, la vasca ha cominciato a mostrare fioriture di alghe e distacchi di vernice, spingendo il National Park Service a impiegare perossido di idrogeno e tecnologie a nanobolle, senza risolvere il problema. La morte di alcune anatre nei pressi dello specchio d’acqua ha indotto il Center for Biological Diversity a chiedere un’indagine sulle possibili cause, incluse le sostanze chimiche utilizzate.
L’amministrazione Trump ha respinto ogni critica sulla qualità dei lavori, attribuendo i guasti a un’azione dolosa. Il presidente ha dichiarato nello Studio Ovale che ignoti avrebbero versato sostanze chimiche nell’acqua e praticato un taglio di oltre novanta metri nel rivestimento con un taglierino. Il segretario agli Interni Doug Burgum ha quantificato i danni in decine di migliaia di dollari, sufficienti a configurare un reato grave. Parallelamente, il Dipartimento di Giustizia ha avviato procedimenti penali contro almeno sei persone. La procuratrice Jeanine Pirro ha descritto il gesto di Hearn come un atto «violento e deliberato», mentre un testimone oculare dei parchi avrebbe udito l’imputato inveire contro una guardia. Dal fronte scientifico, il professor Wayne Carmichael della Wright State University ha definito «assurda» l’ipotesi che qualcuno abbia potuto inoculare la vasca e produrre effetti visibili nel giro di poche ore.
La vicenda si inserisce in un più ampio contenzioso legale e politico. La Cultural Landscape Foundation ha intentato una causa federale sostenendo che il progetto viola il National Historic Preservation Act e il National Environmental Policy Act, privando i cittadini della possibilità di partecipare alla revisione pubblica. Il Dipartimento di Giustizia ha replicato che si è trattato di manutenzione ordinaria con un impatto ambientale ed estetico minimo, per la quale non era necessaria una valutazione completa. Sul fronte parlamentare, i democratici del Congresso hanno diffuso un rapporto in cui si accusa un gruppo di lavoro della Casa Bianca, Freedom 250, di aver dirottato donazioni destinate al comitato bipartisan America250. Il prossimo passaggio processuale per Hearn è fissato al 5 agosto, mentre la vasca è stata svuotata una seconda volta in pochi mesi per nuovi interventi di ripristino, con la promessa di completarli prima delle celebrazioni nazionali.
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.60 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.30 | critical |
Il costo decuplicato della vasca dimostra l'incompetenza e la disonestà dell'amministrazione Trump.
Presentando i fatti come una cronaca di costi e contenziosi, il blocco trasforma un progetto di ristrutturazione in un caso giudiziario, suggerendo che la verità emergerà dai tribunali.
Il blocco omette il coinvolgimento dell'olimpionico David Hearn, concentrandosi esclusivamente sui costi e sulle indagini legali, riducendo la vicenda a una questione amministrativa.
Un olimpionico si ribella contro l'arroganza di Trump, e la giustizia poetica colpisce ancora.
Attraverso l'ironia e la narrazione del processo, il blocco umanizza la vicenda e sposta l'attenzione dalla gestione politica alla resistenza individuale.
Allarga lo sguardo
L’ultimo 14 luglio di Macron mette in scena il riarmo europeo e il sostegno all’Ucraina
10 lingue · 33 testate
Da Economy & MarketsGus, il T. rex da 50 milioni di dollari che spacca la paleontologia
10 lingue · 20 testate
Da TechnologySoyuz porta in orbita Menon, la cooperazione spaziale sopravvive alle tensioni
5 lingue · 10 testate