
Wall Street archivia il miglior trimestre in sei anni, tra euforia tech e ombre geopolitiche
I listini americani chiudono giugno con slancio, spinti dal rimbalzo dei semiconduttori e dalla resilienza dell’economia, mentre lo yen tocca i minimi da quarant’anni e il petrolio resta volatile.
L’ultima seduta del semestre ha consegnato a Wall Street un bilancio trimestrale che non si vedeva dal 2020: l’S&P 500 e il Nasdaq hanno capitalizzato rialzi superiori al 20%, con il Dow Jones al miglior primo semestre in cinque anni. A trainare la corsa è stato il comparto tecnologico, in particolare i produttori di chip e le grandi piattaforme legate all’intelligenza artificiale, capaci di scrollarsi di dosso la correzione delle settimane precedenti. Apple, Alphabet e Tesla hanno guidato i guadagni di giornata, mentre Nvidia ha recuperato terreno, confermando una dinamica che secondo gli strategist di New York riflette un ottimismo di fondo sulla stagione degli utili in arrivo.
Il rally azionario si è sviluppato su uno sfondo geopolitico ancora incerto. Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, siglato a metà giugno per porre fine al conflitto che da mesi minaccia lo Stretto di Hormuz, ha allentato solo in parte le tensioni: gli scambi di fuoco del fine settimana e l’assenza di un incontro diretto a Doha tra le delegazioni mantengono i mercati energetici in allerta. Il traffico navale attraverso lo stretto resta ben al di sotto dei livelli pre-bellici, e questo ha contribuito a un andamento altalenante del petrolio, con il WTI in calo sotto i 70 dollari ma ancora sensibile a ogni sviluppo diplomatico. Sul fronte dei metalli, il rame ha recuperato dai massimi storici di maggio, mentre l’alluminio si avvia alla peggiore performance mensile dal 2008, segno che i timori di scarsità di offerta si stanno ridimensionando.
I dati macroeconomici diffusi nella giornata di martedì hanno dipinto un’economia americana ancora solida: le offerte di lavoro sono salite a 7,59 milioni a maggio e la fiducia dei consumatori ha mostrato un lieve miglioramento. Questa resilienza, unita a un’inflazione che stenta a rientrare, ha consolidato le attese di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve entro settembre, scenario rafforzato dalle dichiarazioni del nuovo presidente Kevin Warsh, giudicato più restrittivo del previsto. La prospettiva di una politica monetaria divergente rispetto ad altre grandi economie ha spinto il dollaro, portando lo yen ai minimi da quarant’anni, oltre quota 162 per biglietto verde. Da Tokyo, il ministro delle Finanze ha ribadito la disponibilità a intervenire, ma senza una retorica sufficientemente aggressiva da invertire la tendenza.
Per l’Europa e l’Italia, il quadro si presenta a tinte contrastanti. Il rafforzamento del dollaro rende più care le importazioni di materie prime denominate in valuta americana, ma il possibile allentamento delle tensioni nel Golfo potrebbe stabilizzare i costi energetici, un fattore cruciale per il sistema produttivo continentale. Le piazze europee hanno chiuso in territorio positivo, beneficiando del rimbalzo tech, mentre gli analisti di Francoforte e Milano guardano con attenzione al rapporto sul lavoro americano in uscita giovedì: un dato superiore alle attese potrebbe alimentare ulteriormente le scommesse su un rialzo dei tassi, con ripercussioni sui rendimenti obbligazionari globali e sui flussi di capitale verso gli asset denominati in dollari.
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La tregua tra Stati Uniti e Iran ha iniettato nuovo ottimismo a Wall Street, spingendo l'S&P 500 alla sua migliore performance trimestrale dal 2020. I titoli tecnologici hanno guidato il rally, aggiungendo centinaia di miliardi di capitalizzazione, anche se permane una certa cautela in attesa dei dati economici.
Wall Street si avvia a chiudere il trimestre migliore degli ultimi sei anni, sostenuta da un mix di allentamento geopolitico e sviluppi politici interni. L'espansione del potere presidenziale sulle agenzie federali decisa dalla Corte Suprema aggiunge un nuovo elemento al panorama degli investimenti, mentre l'indipendenza della Fed resta intatta.
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