
La Spagna allunga i tempi per i visti russi mentre corre per regolarizzare un milione di migranti interni
Madrid dilata a 45 giorni l’esame delle domande Schengen dalla Russia, in un quadro europeo di restrizioni, e contemporaneamente chiude la finestra straordinaria per sanare la posizione di chi è già sul suo territorio.
I centri visti spagnoli in Russia gestiti da BLS International hanno portato a 45 giorni il tempo massimo di elaborazione delle richieste Schengen, adducendo un forte incremento delle domande. Analogo rallentamento, fino a 60 giorni, è stato annunciato dall’operatore italiano, mentre Cipro ha cessato l’attività dei propri centri visti sul territorio russo, devolvendo la competenza esclusivamente ai consolati di Mosca, San Pietroburgo, Ekaterinburg e Krasnodar. Secondo gli operatori turistici russi, la disponibilità di appuntamenti per la Spagna resta limitata e la finestra per luglio non è ancora stata aperta, alimentando l’incertezza in una fase di domanda crescente.
Parallelamente, la Spagna sta gestendo un’imponente procedura interna di regolarizzazione straordinaria, che ha attirato circa 1,27 milioni di richieste, quasi il doppio delle 500.000 attese dal governo. Le organizzazioni non governative spagnole, come CEAR e Cepaim, stanno assistendo i migranti irregolari nell’ultima fase utile prima della scadenza del 30 giugno, consigliando di presentare domanda anche in assenza di documentazione completa, per ottenere tempo supplementare. Le difficoltà burocratiche riguardano in particolare i cittadini di Paesi in conflitto o con apparati consolari poco efficienti, come Iran, Mali, Algeria e Nigeria, mentre per i venezuelani il nodo è l’apostille dei certificati penali.
Dal punto di vista degli analisti di Bruxelles, l’allungamento dei tempi per i visti russi si inserisce nella tendenza avviata alla fine del 2022 con la sospensione dell’accordo di facilitazione visti tra UE e Russia, che ha innalzato il costo del visto a 80 euro e dilatato i termini di risposta. Nonostante ciò, la domanda di visti Schengen da parte di cittadini russi nella primavera del 2025 è cresciuta del 10-20% rispetto all’anno precedente, con Italia, Spagna e Francia considerate le destinazioni più accessibili. Tuttavia, le stesse autorità consolari tendono a rilasciare visti di durata limitata al singolo viaggio, riducendo la validità pluriennale un tempo frequente.
Sul fronte interno spagnolo, le ONG temono che almeno il 20% delle domande di regolarizzazione possa essere respinto per carenze documentali o per la rigidità amministrativa, mentre il Ministero della Migrazione ha escluso proroghe della scadenza. La doppia pressione – esterna, con la gestione restrittiva dei flussi dalla Russia, e interna, con la corsa a sanare una vasta componente di lavoro sommerso – delinea per Madrid un dossier migratorio complesso, che intreccia vincoli europei e necessità di coesione sociale. Il prossimo passo atteso è la chiusura della finestra di regolarizzazione il 30 giugno, cui seguirà la valutazione delle domande e, sul versante russo, l’apertura delle agende per la seconda metà di luglio.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il centro visti spagnolo a Mosca ha allungato i tempi di elaborazione delle domande a 45 giorni a causa dell'elevato numero di richieste. Si consiglia ai cittadini russi di presentare la documentazione con largo anticipo. Il ritardo è presentato come un problema tecnico, non politico.
Le ONG spagnole stanno facendo un ultimo sforzo per aiutare i migranti irregolari a presentare domanda di regolarizzazione prima della scadenza imminente. Circa un milione di persone si sono già registrate per un permesso di soggiorno di un anno. L'iniziativa è descritta come un'opportunità umanitaria cruciale.
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