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La Norvegia torna al Mondiale dopo 28 anni e lo celebra con il remo vichingo

Con una vittoria per 3-2 sul Senegal, i norvegesi accedono ai sedicesimi e trasformano il 'Viking Row' in un rito collettivo che unisce squadra, tifosi e istituzioni.

Alle quattro del mattino di martedì, ora di Oslo, il triplice fischio che sanciva la vittoria per 3-2 contro il Senegal ha scatenato una celebrazione destinata a diventare l'immagine simbolo di questo Mondiale. I giocatori norvegesi, guidati dal capitano Martin Ødegaard, si sono seduti sul prato in file ordinate, mimando la remata di un drakkar vichingo, mentre la marea rossa dei tifosi in tribuna rispondeva con lo stesso gesto ritmato. Erling Haaland, autore di una doppietta decisiva, ha poi definito la notte «una follia», mentre Ødegaard l'ha descritta come «indescrivibile». Il tecnico Ståle Solbakken, dopo aver corso in tribuna ad abbracciare la moglie, si è accomodato al centro del gruppo, trasformando la coreografia in un rito di comunione collettiva.

La partita, disputata negli Stati Uniti, ha visto la Norvegia imporsi con i gol di Marcus Holmgren Pedersen poco prima dell'intervallo e con le due reti di Haaland nella ripresa, inframmezzate dalle marcature di Ismaïla Sarr per il Senegal. Secondo i resoconti della stampa statunitense, le restrizioni sui visti hanno limitato fortemente la presenza di tifosi senegalesi, rendendo l'atmosfera un monologo scandinavo. Per la Norvegia si tratta del primo accesso alla fase a eliminazione diretta dopo ventotto anni di assenza dal palcoscenico mondiale, un ritorno che ha scatenato un'ondata di entusiasmo ben oltre i confini del rettangolo di gioco.

Il cosiddetto 'remo vichingo' è un fenomeno recente, nato a marzo durante un incontro con la Svizzera e decollato dopo un'amichevole con la Svezia. Ideato da un gruppo di sostenitori, ha rapidamente contagiato l'intero movimento calcistico norvegese. Come riportato dai media scandinavi, diversi giocatori erano inizialmente scettici: il difensore Torbjørn Heggem ha ammesso di non esserne entusiasta, salvo poi ricredersi, mentre il centrocampista Patrick Berg ha raccontato di aver pensato che sarebbe scomparso in fretta, per poi constatarne la forza aggregante osservando la gradinata. I promotori, dal canto loro, respingono i paragoni con il 'clapping' islandese, rivendicando l'originalità di un gesto che, nell'analisi dei commentatori francesi, richiama inevitabilmente l'immaginario vichingo ma con una carica emotiva del tutto nuova.

L'euforia ha travalicato i confini dello stadio. A Oslo, nonostante l'ora tarda e un normale giorno lavorativo alle porte, centinaia di persone hanno marciato lungo il viale principale fino alla piazza del Palazzo Reale, scandendo «Sveglieremo il re!». Sedutisi a terra, hanno eseguito il remo collettivo sotto le finestre di re Harald V, ottantanovenne. La Casa Reale, interpellata, si è limitata a dichiarare di «rallegrarsi con il resto del Paese per la vittoria della nazionale maschile», senza rivelare se il sovrano fosse stato destato o avesse vegliato per seguire la partita. Già nei giorni precedenti, il Parlamento norvegese aveva inscenato un remo simbolico al termine di una seduta, e i tifosi avevano invaso Times Square con la stessa coreografia, in un contagio che ha unito istituzioni e piazze.

Con questo successo, la Norvegia sale a sei punti nel Gruppo I, al secondo posto alle spalle della Francia soltanto per differenza reti. Venerdì le due squadre si affronteranno in uno scontro diretto che definirà la vetta del girone. L'attaccante Alexander Sørloth ha sintetizzato lo spirito del gruppo: «Se raggiungiamo il nostro livello migliore, in questo torneo tutto può succedere». Il remo vichingo, da semplice gesto da curva, è diventato il motore emotivo di una nazionale che, dopo quasi tre decenni, ha riscoperto il gusto di remare insieme verso l'orizzonte mondiale.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Dopo 28 anni, il ritorno della Norvegia ai Mondiali viene celebrato con la remata vichinga, un fenomeno virale che unisce giocatori e tifosi. La vittoria contro il Senegal è vista come un momento trionfale, con la squadra che si unisce ai sostenitori nel gesto iconico della remata. La celebrazione simboleggia l'orgoglio nazionale e il significato storico della qualificazione.

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TrionfoIronia

La festa per la qualificazione della Norvegia include i tifosi che si recano al palazzo reale per svegliare il re, aggiungendo un tocco giocoso alla celebrazione della remata vichinga. La vittoria per 3-2 sul Senegal scatena l'euforia, con giocatori e sostenitori che condividono una remata sincronizzata sul campo. I festeggiamenti evidenziano il profondo legame culturale e il gioioso ritorno sulla scena mondiale.

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martedì 23 giugno 2026

La Norvegia torna al Mondiale dopo 28 anni e lo celebra con il remo vichingo

Con una vittoria per 3-2 sul Senegal, i norvegesi accedono ai sedicesimi e trasformano il 'Viking Row' in un rito collettivo che unisce squadra, tifosi e istituzioni.

Alle quattro del mattino di martedì, ora di Oslo, il triplice fischio che sanciva la vittoria per 3-2 contro il Senegal ha scatenato una celebrazione destinata a diventare l'immagine simbolo di questo Mondiale. I giocatori norvegesi, guidati dal capitano Martin Ødegaard, si sono seduti sul prato in file ordinate, mimando la remata di un drakkar vichingo, mentre la marea rossa dei tifosi in tribuna rispondeva con lo stesso gesto ritmato. Erling Haaland, autore di una doppietta decisiva, ha poi definito la notte «una follia», mentre Ødegaard l'ha descritta come «indescrivibile». Il tecnico Ståle Solbakken, dopo aver corso in tribuna ad abbracciare la moglie, si è accomodato al centro del gruppo, trasformando la coreografia in un rito di comunione collettiva.

La partita, disputata negli Stati Uniti, ha visto la Norvegia imporsi con i gol di Marcus Holmgren Pedersen poco prima dell'intervallo e con le due reti di Haaland nella ripresa, inframmezzate dalle marcature di Ismaïla Sarr per il Senegal. Secondo i resoconti della stampa statunitense, le restrizioni sui visti hanno limitato fortemente la presenza di tifosi senegalesi, rendendo l'atmosfera un monologo scandinavo. Per la Norvegia si tratta del primo accesso alla fase a eliminazione diretta dopo ventotto anni di assenza dal palcoscenico mondiale, un ritorno che ha scatenato un'ondata di entusiasmo ben oltre i confini del rettangolo di gioco.

Il cosiddetto 'remo vichingo' è un fenomeno recente, nato a marzo durante un incontro con la Svizzera e decollato dopo un'amichevole con la Svezia. Ideato da un gruppo di sostenitori, ha rapidamente contagiato l'intero movimento calcistico norvegese. Come riportato dai media scandinavi, diversi giocatori erano inizialmente scettici: il difensore Torbjørn Heggem ha ammesso di non esserne entusiasta, salvo poi ricredersi, mentre il centrocampista Patrick Berg ha raccontato di aver pensato che sarebbe scomparso in fretta, per poi constatarne la forza aggregante osservando la gradinata. I promotori, dal canto loro, respingono i paragoni con il 'clapping' islandese, rivendicando l'originalità di un gesto che, nell'analisi dei commentatori francesi, richiama inevitabilmente l'immaginario vichingo ma con una carica emotiva del tutto nuova.

L'euforia ha travalicato i confini dello stadio. A Oslo, nonostante l'ora tarda e un normale giorno lavorativo alle porte, centinaia di persone hanno marciato lungo il viale principale fino alla piazza del Palazzo Reale, scandendo «Sveglieremo il re!». Sedutisi a terra, hanno eseguito il remo collettivo sotto le finestre di re Harald V, ottantanovenne. La Casa Reale, interpellata, si è limitata a dichiarare di «rallegrarsi con il resto del Paese per la vittoria della nazionale maschile», senza rivelare se il sovrano fosse stato destato o avesse vegliato per seguire la partita. Già nei giorni precedenti, il Parlamento norvegese aveva inscenato un remo simbolico al termine di una seduta, e i tifosi avevano invaso Times Square con la stessa coreografia, in un contagio che ha unito istituzioni e piazze.

Con questo successo, la Norvegia sale a sei punti nel Gruppo I, al secondo posto alle spalle della Francia soltanto per differenza reti. Venerdì le due squadre si affronteranno in uno scontro diretto che definirà la vetta del girone. L'attaccante Alexander Sørloth ha sintetizzato lo spirito del gruppo: «Se raggiungiamo il nostro livello migliore, in questo torneo tutto può succedere». Il remo vichingo, da semplice gesto da curva, è diventato il motore emotivo di una nazionale che, dopo quasi tre decenni, ha riscoperto il gusto di remare insieme verso l'orizzonte mondiale.

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Dopo 28 anni, il ritorno della Norvegia ai Mondiali viene celebrato con la remata vichinga, un fenomeno virale che unisce giocatori e tifosi. La vittoria contro il Senegal è vista come un momento trionfale, con la squadra che si unisce ai sostenitori nel gesto iconico della remata. La celebrazione simboleggia l'orgoglio nazionale e il significato storico della qualificazione.

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La festa per la qualificazione della Norvegia include i tifosi che si recano al palazzo reale per svegliare il re, aggiungendo un tocco giocoso alla celebrazione della remata vichinga. La vittoria per 3-2 sul Senegal scatena l'euforia, con giocatori e sostenitori che condividono una remata sincronizzata sul campo. I festeggiamenti evidenziano il profondo legame culturale e il gioioso ritorno sulla scena mondiale.

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